Ecco l'asta del secolo

Segnatevi la data. 30 settembre 2019. Quello è il giorno in cui l’ascia brandita da Jack Nicholson in The Shining, l’armatura usata da Russell Crowe ne il Gladiatore e la spada laser di Samuel L. Jackson in Star Wars, potrebbero essere vostre. A patto che siate milionari, e con la passione per le mirabilia cult.

Il 30 settembre a Londra è di scena l’asta annuale Prop Store. La più grande gare per accaparrarsi tutti gli oggetti che hanno fatto la storia del cinema mondiale. 900 oggetti da far girare la testa che ognuno di noi ha sognato di avere tra le mani almeno per qualche attimo.

L’elmetto Tantive IV Stormtrooper di Star Wars: A New Hope verrà battuto a 180.000 sterline. La spada laser di Jackson della puntata del 2005 di Revenge of the Sith partirà da 100.000 sterline. E sono in vendita anche la spada usata da William Wallace in Braveheart e la pistola col silenziatore di James Bond, utilizzata da Pierce Brosnan in GoldenEye. E se state pensando ad un vestito da carnevale da togliere il fiato per 120mila sterline potete assicurarvi il completo di Batman indossato da Michael Keaton.

Insomma, roba per intenditori danarosi, che non è neanche sicuro si riesca a vendere sul serio.
L’anno scorso la giacca di Han Solo indossata da Harrison Ford nel film Star Wars, L’Impero colpisce ancora, venne presentata a mezzo milione di dollari, e non trovò nessun acquirente.

Anche i collezionisti più incalliti crollarono di fronte a quel sogno impossibile. Quest’anno si replica. Appuntamento al BFI IMAX di Londra. Obittivo, raccogliere 7 milioni di sterline, dagli appassionati di tutto il mondo.

“C'è un mostro nel Lago di Garda”

Ore contate per Bennie, il mostro del Lago di Garda, che per anni ha conteso a Nessie, il mostro di Lock Ness, il primato di star delle creature fantastiche che vivono nei laghi. Il noto cacciatore dei River Monsters, Jeremy Wade, starebbe per svelare tutta la verità sulla sua storia, sul suo passato e sulla sua ‘identità’.
La data è il 26 agosto. Alle 22,30 sul canale 52 di Dmax del gruppo Discovery Italia, si parlerà del Mostro del Lago di Garda, e Wade promette una clamorosa sorpresa. L’ha catturato? Fotografato? Sconfitto? Tutto molto ‘top secret’. Ma rimane il fatto che con la trasmissione in programma, si (ri)apre l’affascinante pentolone dei mostri lacustri, che ha in Scozia il suo cuore pulsante, ma in Italia un po’ di storie e leggende di tutto rispetto.
Non tutti lo sanno, ma il nostro paese ha ben tre ‘creature dei laghi’ che ogni tanto si fanno rivedere, tenendo vive antiche e misteriose leggende.
Il più importante di tutti è il Lariosauro del lago di Como. Un rettile preistorico lungo circa dieci metri che apparve per la prima volta nel 1946, per poi giocarsi altre tre repliche nel 1954, 1957 e finanche nel 2003. Quando lo avvistarono sulla riva di Lecco.
Nel lago di Garda, invece, Bennie fece scalpore nel 1965. Lo videro in tanti e qualche ‘esperto’ non ebbe dubbi: “si tratta di un plesiosauro, un parente stretto del mostro di Loch Ness”. La cosa finì lì, ma ci sono ancora turisti che passano qualche ora a scrutare il lago nella speranza di farsi il selfie del secolo.
Il terzo, più discreto, ma infinitamente più mostruoso, sarebbe il mostro preistorico del lago d’Idro, in provincia di Brescia. Quattro zampe, coda squamosa e sette teste serpentiformi, si dice che fu ucciso da un pescatore del posto. Ma nessuno ci crede. La leggenda piace, e rimanda ai miti greci e latini. In particolare ad un racconto che vede Ercole impegnato a mozzargli tutte le teste, liberando così la valle dell’Idro dall’orribile creatura.
Ora, però, riflettori accesi su Bennie. Il 26 agosto sapremo tutta la verità. Pare.

Storm Area 51, musica e birretta

Ad un mese esatto dall’evento mediatico più divertente e imbarazzante (per l’esercito americano) degli ultimi anni, gli organizzatori tentano di fare marcia indietro. Storm Area 51 diventa uno strampalato Festival “di musica e arte” che dovrebbe tenersi dal 19 al 22 settembre 2019 a Rachel, in Nevada. In un paesino di 54 abitanti e che si trova a circa 43 km di distanza dalla base militare dei presunti segreti alieni. Ma anche su AlienStock, così è stata chiamata la manifestazione, è giallo.
Vediamo che sta succedendo sul web, e tra gli spaventati abitanti di Rachel, che da un giorno all’altro si sono trovati sotto i riflettori del mondo intero.
La storia la conoscono ormai tutti.
All’inizio dell’estate su Facebook appare una Pagina che sembra uno scherzo. “Invadiamo la base militare madre di tutti i segreti alieni”. Sembra uno scherzo, ma nel giro di pochi giorni qualcuno posta anche l’evento dell’Invasione, e sceglie una data: 20 settembre 2019.
Apriti cielo. Pochi giorni e la proposta comincia a macinare adesioni entusiaste. Mille, diecimila, centomila ‘parteciperò’. Gli organizzatori non credono ai loro occhi. L’indicatore con le partecipazioni all’evento non si ferma più. E quando Storm Area 51, They Can’t Stop All of Us fa registrare il mezzo milione di “ok, andiamoci” anche il Pentagono capisce che il giochino sta diventando preoccupante. “Qui facciamo test sugli aerei speciali” dicono da Groom Lake. E chiedono ai ragazzi che hanno creato l’evento di smetterla con gli scherzi. Niente da fare. L’indicatore sale ancora. Seicentomila, settecentomila. Un milione!
“E’ uno scherzo, fermatevi”. Un milione e mezzo! “Non possiamo essere considerati responsabili se poi qualcuno deciderà di attaccare”. Due milioni”.
A questo punto è panico generale. Parte un comunicato stampa ufficiale“L’Area 51 è un campo di addestramento aperto per l’U.S. Air Force e scoraggeremo chiunque tenti ad entrare nella base dove vengono addestrate le forze armate. Siamo sempre pronti a proteggere l’America e le sue risorse“. Che in soldoni significa: “Fate una cazzata, e spariamo”.

La frittata è fatta.
Siamo ormai alla fine di luglio. Dal Nevada non arrivano notizie tranquillizzanti. Gli alberghi sono tutti pieni. Non è più un scherzo. Il 5 agosto la svolta. L’evento viene cancellato. Sembra la soluzione migliore. Anzi, no. L’evento riappare. Meglio tenere sotto controllo questi pazzi scatenati. Parlargli, insomma.
Ieri la svolta. Sulla Pagina del terrore appare un link ad un ‘sito ufficiale’. Un click e saltata fuori AlienStock. Il Festival più ridicolo che c’è.
Sembra un buon compromesso. Venite lo stesso e ci facciamo una birra insieme, a ascoltiamo un po’ di musica.
Ma non è così facile, ormai. Le autorità di Rachel fanno sapere che nessuno ha chiesto le autorizzazioni dovute per un evento del genere. E, soprattutto, nel deserto nessuno è preparato ad accogliere tanta gente.
E allora? Che si fa? I fedelissimi dell’Invasione sono in fermento. Commentano, si innervosiscono, non mollano. I post più delicati scompaiono dalla Pagina, le parole d’ordine sono “far calare l’attenzione sull’evento”.
Oggi, 20 agosto, ad un mese dalla data fatidica, la tensione è tornata. Cosa accadrà il 20 settembre? Ci tocca solo aspettare. Voi seguiteci qui.

Il segreto di 10 mila delitti

C’è un luogo misterioso a Senigallia dove sono conservati i segreti di 10 mila delitti. Si chiama la Camera Gialla ed è la più sorprendente e completa biblioteca del giallo esistente in Italia.
Tutto quanto ha a che fare con i delitti di carta è conservato tra le mura dell’appartamento di piazza Manni. A cominciare dalla Strana Morte del Signor Benson. Il mitico n.1 dei Gialli Mondadori. Per i collezionisti la ‘palmina’ più amata e ricercata.
“Ma nella sede della Fondazione – dicono i creatori – si possono trovare anche le collezioni di tutte le forme e di tutti i generi di letteratura popolare: dal giallo alla fantascienza, dal western al fumetto, dal feuilleton al rosa”.
Ora, in occasione del festival del giallo Ventimilarighesottoimari, questo antro delle meraviglie apre al pubblico, e sarà possibile visitarlo in tre appuntamenti attesissimi: il 18, il 23 e il 24 agosto dalle 21 alle 23, ma solo su prenotazione telefonando , entro le 13 del giorno prima, allo 071.6629453.
Non vi perdete questa occasione. Ne vale veramente la pena.

"Ora tutta la verità sugli alieni"

Bernie Sanders, l’avversario di Trump alle prossime elezioni presidenziali del 2020, si gioca l’asso. “Votate per me e vi dirò tutta la verità sugli alieni”.
A quanto pare il successo dell’evento Storm Area 51, sta condizionando anche la corsa alla Casa Bianca. I due milioni di ‘parteciperò’ all’evento del 30 settembre, fanno gola ai politici. E il buon Bernie, che tre anni fa perse le Primarie con Hilary Clinton, ora ha deciso di  sfruttare la situazione e giocare al rialzo. Il segreto dei segreti per conquistare l’America.
È la seconda volta in pochi mesi che nelle stanze dei bottoni americane il tema ‘alieni’ salta fuori all’improvviso creando imbarazzi e aspettative.
Nel maggio scorso lo stesso Pentagono ammise di aver ‘attenzionato’ con una certa serietà le numerose segnalazioni che arrivavano soprattutto alla Marina. Il leggendario progetto Aatip che sembrava essere stato chiuso nel 2012, aveva una coda. Almeno così si disse. Poi la notizia fu smentita e ritornarono le bocche cucite.
La possibile invasione dell’Area 51 ha riacceso i riflettori, Sanders ha cavalcato l’onda. Non vincerà. Non sapremo niente sugli alieni.

Rembrandt, Lady D e Harry Potter

Non è una leggenda metropolitana quella di comprare per caso un vecchio quadro, un libro usato o uno strano abito, e scoprire che valgono una fortuna.
E’ capitato tre volte, quest’estate. Tre acquisti ‘per caso’ e i tre collezionisti della domenica sono diventati ricchi. O quasi.
Il primo colpo in Olanda, a Herstal, un paesino di confine, e un bar di quelli dove ti rifugi quando hai voglia di startene solo. Sulla parete un cristo curioso, che ‘sembra antico’, dipinto da uno bravo. Un uomo lo guarda per qualche giorno. È affascinato, incuriosito. Il barista se ne accorge e gli propone l’acquisto. 500 euro e mi risolvi pure qualche problema. Affare fatto. La crosta lascia il bar, e finisce in un appartamento. Non trascorre nemmeno un anno e qualcuno si accorge che il quadro non è esattamente una crosta. È un Rembrandt. Vale almeno 30 milioni di euro. Bingo. E non è finita.
Spostiamoci a Londra. In un piccolo negozio di abiti usati.
Sugli stand c’è un abito colo avorio che sarebbe perfetto per una serata ‘impegnativa’. Quanto costa? Duecento sterline. Ok. Lo prendo.
Neanche il tempo di viversela la serata ‘impegnativa’ e si scopre che quello è un abito unico, esclusivo, disegnato e realizzato per Lady Diana Spencer. Fu indossato una sola volta durante un tour reale negli Stati del Golfo insieme al Principe Carlo. La casa d’aste lo ha battuto per 100mila sterline. Bingo 2. E non è finita.
Rimaniamo in Inghilterra, ma trasferiamoci nello Staffordshire. Si parte per le vacanze. Una signora decide di comprare un po’ di libri usati per le letture sotto l’ombrellone. Budget massimo un euro a libro. Che già abbiamo tante altre spese.
Nell’imbarcata finisce anche un JK Rowling. Il maghetto può tornare sempre utile per tenere a bada i bambini. Il libro è in buone condizioni. Si intitola Harry Potter e la Pietra filosofale. Strano, me lo ricordavo con una copertina diversa. Vabbè, si parte. Estate, mare, letture, risate.
Quando si torna a casa devo chiedere perché ha una copertina così curiosa.
Ecco, la signora chiede. Solo che lo fa vent’anni dopo. Dopo che lo aveva dimenticato in un armadio, intendiamo.
Perché ha quella copertina? Facile. Il libro è una tiratura speciale. 500 copie donate a scuole e biblioteche. Ci sono alcuni refusi e la Rowling viene citata come Joanne e non con il suo solito JK. Morale della favola, vale una fortuna. 30mila, forse 40 mila euro. Bingo 3.
Tris d’assi, per la dea bendata.
 
 

Il giallo dell’asteroide spagnolo

Sarebbe caduto in Spagna poche ore fa. Questo, almeno, riportato da alcuni siti spagnoli. Ma sul crash del misterioso meteorite è giallo. Nessuna conferma dagli osservatorio astronomici europei. E anche la Nasa tace. E’ 2006 QQ23 che avrebbe dovuto impattare proprio la notte di san Lorenzo? Mistero. Allo stato solo una nota dell’Istituto di Astrofisica dell’Andalusia. Una palla di fuoco gigantesca sarebbe stata avvistata su Mediterraneo. Sarebbe stata talmente grande da essere stata vista in un raggio di 400 chilometri. 91 km. La distanza dalla terra. La direzione nord-ovest, con una possibile caduta sulla costa di Almeria.
Questa la breve nota, ripresa da alcuni siti spagnoli, poi il nulla.
Ieri, 10 agosto, si temeva un impatto devastante. Secondo gli astronomi della Nasa sulla terra stava puntando 2006 QQ23, un asteroide considerato ‘potenzialmente pericoloso’. Una montagna alta quanto un grattacielo ed estesa quanto quattro campi di ghiaccio. Giornata col fiato sospeso, poi nessuna notizia. Scampato pericolo? Il meteorite segnalato in Spagna si sarebbe staccato proprio dall’asteroide di san Lorenzo? Lo sapremo nelle prossime ore.
 

Il giorno di 2006 QQ23

Nella notte di san Lorenzo, potrebbe cadere qualcosa di più di una stella. Un asteroide. Alto come un grattacielo, esteso come cinque campi di calcio. Si chiama 2006 QQ23, e viaggia a una velocità di circa 16.740 chilometri orari. Un missile puntato sulla terra, con impatto previsto il 10 agosto. La notte di san Lorenzo, la notte degli innamorati e delle stelle cadenti.
Ne avevamo già parlato su Gialli.it. La notizia circola da mesi. E assume i contorni del ‘pericolo reale’ perché alla Nasa non sono riusciti a dissimilare la preoccupazione. E’ un PHO. Potentially Hazardous Object. Un oggetto potenzialmente pericoloso.
Verrebbe da chiedersi come si stabilisce la pericolosità di questi pietroni. Facile. 2006 QQ23 passerà a una distanza dalla Terra pari a 0,049 unità astronomiche. Un puntino fuori i limiti di sicurezza. Quel tanto che basta per guadagnarsi il marchio di PHO.
Impossibile stabilire il dove e il quando. Ma un asteroide così, se dovesse realmente impattare sulla terra, farà danni rilevanti.
Insomma, gli astronomi della Nasa sono preoccupati e si rifugiano nelle statistiche. Accade solo una volta ogni due secoli. Ok. Incrociamo le dita.

Ecco i manoscritti segreti di Kafka

Li hanno tenuti per anni nel caveau di una banca svizzera, poi, dopo un battaglia legale durata anni, sono arrivati a Gerusalemme. Ora la Biblioteca Nazionale d’Israele conserva il tesoro inedito di Franz Kafka. Cento manoscritti ‘misteriosi’ dal valore inestimabile, che saranno in rete presto.
Si chiude così, con un comunicato diffuso da poche ore, una vicenda controversa, intricata, imbarazzante, fatta di tradimenti e vendite illegali, di bugie e scoperte incredibili, costruita sugli ultimi scritti di uno dei più grandi scrittori del Novecento. L’autore de Il Processo, morto il 3 giugno 1924 in Austria, stroncato dalla tubercolosi.
Il suo ultimo tesoro sono circa cento scritti che Kafka elaborò nei suoi ultimi anni. Documenti, appunti, ma anche uno studio di scrittura ebraica, un diario, e la lettera manoscritta al padre che lo scrittore aveva inviato al suo migliore amico e scrittore, Max Brod, pochi giorni prima di morire.
In realtà Kafka aveva inviato a Brod tutta la sua opera. Anche il Castello, America, il Processo, fanno parte di quella strana ‘eredità’ letteraria, che portava in calce  il desiderio di lasciare inedito quel materiale. Anzi, di distruggerlo. “Brucia tutto” scrisse Kafka all’amico. Brod non rispose, ma dopo la morte riuscì a far pubblicare quei capolavori che hanno reso Kafka celebre in tutto il mondo.
La storia si complica dopo. Brod aveva tradito l’amico, e per fortuna l’aveva fatto. Più controverso fu il ruolo di Esther Hoffe, la segretaria di Brod che si ritrovò unica erede di quel materiale, gestendolo a modo suo, e decidendo di vendere il manoscritto de Il Processo per due milioni di dollari dell’epoca. Da quel momento cominciò la battaglia legale che ha portato alla definitiva assegnazione di quegli scritti alla Biblioteca Nazionale d’Israele, che ha finalmente deciso di rendere pubblico il contenuto di quelli rimasti inediti e segreti.
Ma sono in molti a credere che gli eredi Hoffe conservino ancora scritti sconosciuti e preziosissimi di cui, però, non si trova ancora riscontro.
Insomma, il giallo continua. E forse ci vorranno ancora anni per conoscere l’opera completa di Franz Kafla.

EVENTO AREA 51, CANCELLATO!

Quel pasticciaccio brutto della Pagina Fb “Storm Aarea 51”, cancellata e ripristinata nel giro di cento ore, e nessuno sa perché.
Accade anche questo in casa Zuckerberg. Far sparire un evento da due milioni di ‘parteciperò’, e un milione e mezzo di ‘interessati’, senza riuscire a dare uno straccio di spiegazione plausibile.
Doveva andare così. Ora l’invasione pacifica della misteriosa base militare di Groom Lake, si tinge anche di giallo, e la gamma di reazioni, evoluzioni, tensioni e goliardia, legata all’evento del 20 settembre, è veramente completa.
Nei giorni scorsi l’ultimo atto della tragicommedia. L’Evento Fb scompare da Fb. Ad annunciarlo è lo stesso Matthew Roberts, lo studente universitario cui è venuta la balzana idea di svelare, una volta e per tutte, i segreti del centro più leggendario che c’è. “Il 3 agosto – dice Matt – Facebook ha rimosso l’evento. Violazione degli standard del social network, si legge sulla schermata che appare al posto di Storm Area 51. They cant’ stop all of us. Sono rimasto senza parole”. A questo punto il ragazzo ci riprova. Crea un nuovo evento che fa riferimento ad un presunto Festival musicale nei pressi della culla degli Alieni, in Nevada. Anche questa tranquillizzante operazione scompare. “E’ una follia – insiste Matt – parlare a quei due milioni di persone era l’unico modo per dissuaderli dal venire nel deserto”. Neanche finito di spiegare le sue argomentazioni e la Pagina, con i suoi due milioni e passa di follower riappare. E’ il 6 agosto 2019. Mancano 46 giorni all’Ora X.
Il giovanotto festeggia. I due milioni di amichetti si abbracciano felici. Il colosso di Menlo Park si scusa. “E’ stato un banale errore. Abbiamo cancellato la Pagina per errore”. Fine della storia.
Ora l’Evento più folle del secolo è tornato sotto i riflettori e anche Laura McAndrews ha ricominciato a scoraggiare chiunque volesse entrare nell’Area 51 ricordando che si tratta di un’area deputata all’addestramento delle forze armate.
Tutto come un mese fa, insomma. La giostra ricomincia a girare. E il 20 settembre sta arrivando.