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Un gioco chiamato Jack

tredici anni di misteri

di Gialli.it 7 Marzo 2020

Jack è un gioco creato nel 2007 da un giornalista argentino, di origini italiane, di nome Antonio Scattero.

L’obiettivo di partenza fu quello di riportare all’attenzione dei giovani la tragica vicenda dei desaparecidos argentini e delle madri di Plaza de Mayo.

Utilizzare un gioco per affrontare un argomento così doloroso e delicato fu un argomento molto discusso dalle aziende cui fu proposto il format, poi la società inglese Mystery Games, con sede a Ripon (North Yorkshire), e diretta dai coniugi Boehmer e Richard Fields, decise di accettare la sfida e Jack venne presentato in anteprima assoluta a circa trecento ragazzi che in Italia scelsero di parteciparvi.

Il gioco, organizzato dalle sede italiana di Mystery Games, diretta da Irene Ricci, fu affidato a Ciro Sabatino. Napoletano, esperto di urban e mind games.

Fu un successo.

Alla prima edizione ne seguirono altre due. Che però non ebbero la stessa forza della prima. Per un motivo molto semplice. Le dinamiche della storia, inizialmente molto definita e riconoscibile, finirono per confondersi con la realtà. E anche gli stessi personaggi, interpretati da degli attori professionisti, persero la loro leggibilità e diventarono reali. Sottoponendo i partecipanti al gioco ad un sforzo di razionalità che alla lunga non resse.

E’ sempre difficile accettare che il personaggio di un romanzo possa diventare reale, entrare nella vita di ogni giorno, averne una tutta sua, di vita.

Il caso più eclatante fu proprio quello del protagonista del gioco: Antonio Scattero, detto Jack.

Da tredici anni, un numero non irrilevante di persone, è ancora convinto che esista, e che svolga una vita normale, da qualche parte del mondo.

A nulla sono valse le dichiarazioni di Irene Ricci, proprietaria della società produttrice del gioco. Jack è ormai uno dei 7,125 miliardi di abitanti di questa terra. Capace di amare e tradire. Di ordire trame e di salvare il mondo da una delle tante minacce incombenti che da secoli mettono a dura prova la sua sopravvivenza.

Neanche la sua morte, avvenuta nel dicembre del 2010, ha fermato la sua febbrile attività su questa terra.

Jack è un cane sciolto, una scheggia impazzita, una mina vagante. Un fantasma. L’unico uomo al mondo che lavora nella convinzione assoluta che se si riuscisse a trasformare la verità in un gioco, nessuno potrà avere più paura di aprire la porta e andarsene a passeggiare vicino al mare.

Quella che vi presentiamo in queste pagine, è una guida per giocare a Jack nel modo giusto. Nella speranza che alla fine di questa lettura vi convinciate che Antonio Scattero non esiste. E che quello che vi accadrà nelle prossime settimane è solo una sequenza di banali coincidenze, casualità, equivoci, sensazioni sbagliate.

Nulla è reale. Neanche voi.

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