Svelato il segreto di Plougastel-Daoulas

Due studiosi decifrano una misteriosa iscrizione

di Lucia Migliaccio 3 Marzo 2020

Plougastel-Daoulas è un piccolo paesino a pochi passi da Brest. Poco più di diecimila abitanti, un’antica abbazia, e una infinita campagna che si infila nell’Oceano Atlantico.
Qualcuno lo conosce per le 181 figurine del Calvario in granito grigio che fu realizzato agli inizi del Seicento, altri per le fragole più buone della Bretagna. Ma da alcuni anni il villaggio sulla rada di Brest è diventato famoso per una misteriosa iscrizione che ha attirato in paese centinaia di crittografi, e appassionati di messaggi in codice.

La storia è cominciata nel 2015, quando in una grotta sul mare, accessibile solo con la bassa marea, è spuntata una parete con 20 righe di testo e pittogrammi.
Alla fine dell’iscrizione due date: 1786 e 1787. Gli anni in cui su tutta la costa si innalzavano fortezze e batterie di artiglieria.
Naturalmente archeologi ed esperti hanno tentato subito di decifrare l’iscrizione. Senza però capire bene se si trattasse di basco o bretone. Fatto sta che gli studi non hanno portato a nessun risultato soddisfacente, e l’anno scorso il Comune di Plougastel-Daoulas ha deciso di lanciare una specie di concorso. Duemila euro a chi fosse stato capace di decifrare il codice. Una vera e propria sfida a linguisti, storici, archeologi, crittologi, appassionati di enigmi del passato. La frase è più o meno questa: “ROC AR B…DRE AR GRIO SE EVELOH AR VIRIONES BAOAVEL”. E tra le righe c’è il disegno di una nave con le vele spiegate. Un codice segreto, o un clamoroso scherzo?
Ieri, finalmente, la soluzione. Su 61 risposte due studiosi, Noël René Toudic, un insegnante inglese laureato in studi celtici, e Roger Faligot, uno storico del posto, hanno realizzato che il testo è una sorta di epitaffio funebre: “Serge è morto quando, senza abilità marinare, la sua barca è stata rovesciata dal vento. Era l’incarnazione del coraggio e della gioia di vivere”. Fin qui nessun mistero. Una frase che è un omaggio ad un amico morto. Poi, il colpo di scena. Nelle ultime righe, secondo i due studiosi, il messaggio recita: “Con queste parole vedrai la verità”. Che significa?
Insomma, il mistero continua, e non sono bastati 230 anni per arrivare a svelarlo del tutto.



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