Snorky, un giallo!

Furono i Puffi a sterminare gli omini col tubo?

di Francesco Guidi 22 Giugno 2020

Ci sono storie che nessuno racconta. Terribili, misteriose, sconosciute. Storie di popoli che si sono combattuti fino a sterminarsi. A vicenda. O quasi.
Una di queste leggendarie epopee, è sicuramente quella che vide, uno contro l’altro, in uno scontro fratricida, un popolo che viveva in fondo al mare e quello più noto delle foreste sul confine franco-belga: gli Snorky contro i Puffi.
O se vogliamo dirla tutta i piccoli eroi che spopolarono negli anni Ottanta, anche grazie ad un’imbarazzante canzoncina di Cristina D’Avena, contro i loro lontani parenti di ‘penna’ che si guadagnarono, all’apice del successo, anche un saggio firmato da Umberto Eco, “Schtroumpf und Drang“, tutto dedicato alla semantica del loro strampalato linguaggio.
Ecco. Nell’immaginario comune gli omini che al posto del naso avevano un respiratore (tipo le maschere da immersione dei bambini), sarebbero nient’altro che una copia mal riuscita del popolo blu che si impose all’attenzione del mondo negli anni Settanta. In realtà le cose andarono diversamente. E, secondo un’oscura leggenda, i Puffi, per mantenere il loro successo, furono costretti a sterminare i loro antagonisti.
Gialli.it ha indagato su questo ‘cold case’, ed è pronto a svelarvi tutta la verità.

Mezzo secolo fa “Passe-moi le… schtroumpf”
Partiamo dai blu.
Erano cento. Circa. Vivevano in un villaggio invisibile agli occhi degli uomini, e furono creati da uno stravagante belga che sulla carta d’identità veniva indicato come Pierre Culliford, classe 1928, ma che in giro per Schaerbeek, in Belgio, conoscevano come Peyo, che significava Pierrot, ma detto male.
Ecco. Questo signore un giorno, era a ristorante e si accorse di non ricordare più come si chiamava la saliera. Aveva chiamata la cameriera, voleva del sale, gli sarebbe bastato chiedere, ma niente. Vuoto. Capì in un attimo che non sarebbe stato mai in grado di risolvere il suo problema, perché non si ricordava come si chiamava una saliera. E allora gli venne quella cosa stramba. “Passe-moi le… schtroumpf”. Passami il puffo, disse. Silenzio generale. Imbarazzo. Poi un amico gli passò il sale e disse “Tieni, ecco il tuo puffo, e quando avrai finito di puffarlo, me lo ripufferai!».
In quel esatto momento nacquero i Puffi. Centocinque omini blu, guidati da un capo supremo, Il Grande Puffo, insediati in un villaggio che si chiamava Pufflandia, e che qualcuno considerava, per la quasi assoluta assenza di donne, un vero e proprio paradiso in terra.
I personaggi vengono presentati al mondo nel 1958. Ma il loro massimo successo lo raggiunsero negli anni Settanta anche grazie alla determinazione editoriale di Freddy Monnickendam, disegnatore belga e fondatore della SEPP International S.A, la casa editrice che per prima produsse i Blu. Non vi dimenticate il suo nome, perché è la chiave della nostra storia.

I Tritoni marini con uno zufolo in testa
Dai Puffi agli Snorky il passaggio è inevitabile.
I personaggi di Peyo hanno conquistato il mondo, Negli anni Settanta sono popolarissimi, negli anni Ottanta diventano un vero e proprio cult d’autore. Nel 1979 Eco pubblica “Schtroumpf und Drang“, la consacrazione dei Blu diventa inesorabile. Eppure qualcosa non funziona tra l’editore dei Puffi e il mite Peyo. Il primo chiede uno sviluppo dei personaggi più in linea coi tempi, il secondo è determinato a non rompere gli equilibri di Pufflandia. Finisce che i due litigano e Monnickendam rompe il sodalizio. E si vendica.
Nel 1982, complice il fumetto Les Snorky di Nicolas Broca, una delle matite più celebri della scuola francese dei balloon umoristici, lancia i suoi trenta omini col tubo (tecnicamente: tritoni marini con zufolo sul capo), e prova a ripercorrere i successi dei cugini terrestri di Peyo.
All’inizio funziona. Il cartone animato viene acquistato addirittura dalla Hanna-Barbera Productions e trasmesso negli USA dalla NBC. In Italia la serie arriva nel 1985. Piace. Si impone. Anche grazie ad una buona campagna di merchandising che fa arrivare nelle case dei bimbi trenta pupazzetti prodotti dalla Schleich e che oggi valgono un botto.
Poi, improvvisamente gli Snorky scompaiono.
Cosa è realmente accaduto al popolo degli abissi che sembrava poter fronteggiare senza problemi il successo degli odiati cugini?

Tutta la verità
Son quelle storie che nessuno vi racconta.
Ma Gialli.it non si ferma alla superficie delle cose. Ed è pronto a svelare un segreto antico e doloroso. Gli Snorky furono sterminati dai Puffi.
Secondo molti, infatti, per un lungo periodo Snorky e Puffi erano alleati. Poi gli esserini col tubo cominciarono a contestare la leadership del Grande Puffo, e si allearono con Gargamella. Fu lo scontro. Sanguinoso. Doloroso. Una vera e propria guerra senza quartiere vinta solo dopo molto tempo, proprio dai Blu, che imposero ai cugini traditori di vivere nelle profondità del mare. Per gli Snorky fu la fine. Grazie alle loro conoscenze magiche riuscirono a sopravvivere negli abissi qualche anno, poi Snorkylandia scomparve per sempre.
Peyo aveva trionfato. Freddie Monnickendam scomparve nel nulla, e non si sa nemmeno se sia ancora in vita. Il giallo continua.



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