Preti e Delitti

Il successo del 'giallo ecclesiastico'

di Luca Guarro 22 Novembre 2020

Ok, noi c’abbiamo don Matteo, che magari fa un po’ sorridere, e un po’ fa tenerezza. Ma è alla dodicesima stagione e almeno una cosa la dice forte e chiara: i preti investigatori, le atmosfere di paese alla Miss Marple, i delitti tra biciclette e vecchi merletti, piacciono sempre. Sono tranquillizzanti e rilassanti. Che poi è la formula che ha fatto grande una certa signora Christie.
E allora, noi di Gialli.it abbiamo deciso di fare un viaggio tra parroci e misteri di carta, e abbiamo scoperte un po’ di cose che vale la pena raccontare.

Intanto abbiamo un papà, del giallo “ecclesiastico’. Si chiama Gilbert Keith Chesterton e già nel 1911 si inventò la figura di un presbitero investigatore che per circa un quarto di secolo affrontò con successo una cinquantina di casi.
Stiamo parlando di Padre Brown, naturalmente. Un pretino “che veniva da un villaggetto dell’Essex”, e zitto zitto diventerà uno dei principali antagonisti dell’insopportabile signor Holmes, firmato da Conan Doyle. Cinque raccolte di racconti. Una cinquantina di storie, un bel po’ di personaggi secondari indimenticabili (l’ex ladro Flambeau, su tutti), e un successo planetario forse dovuto anche alle numerose serie Tv e alle altrettanto innumerevoli interpretazioni del personaggio principale, con il nostro Renato Rascel in testa.

La miglior risposta a Padre Brown è, probabilmente, molto recente, ed è firmata da James Robert Runcie. Lo scrittore, regista e drammaturgo britannico cui si deve la creazione dell’affascinante reverendo Sidney Chambers, che tra alcool, ferite sepolte, desideri inconfessabili e amori impossibili, si è ritagliato uno spazio importante tra gli appassionati del genere. Il ciclo di romanzi si intitola The Grantchester Mysteries, ed è datato 2012. Ma il vero successo del personaggio inglese è legato alla bella Serie Tv, che sta mandando in onda Amazon Prime col titolo secco di Grantchester, e l’ottima interpretazione di uno strepitoso James Norton. Il reverendo Sidney indaga al fianco dell’ispettore Geordie Jeating, e la coppia del giallo ecclesiastico funziona alla grande.

In mezzo c’è il già citato Don Matteo, che è un prodotto tutto televisivo, nato nel 1998 da un’idea del regista Enrico Oldoini, e da un soggetto firmato a quattro mani da Alessandro Bencivenni e Domenico Saverni. A farla da protagonista assoluta è una vecchia gloria dei b-movie italiani: Terence Hill.
Prodotto tutto nostrano, dunque, con una Gubbio splendida e rilassante a fare da fondale a delitti e segreti. E a dimostrare anche che il giallo italiano regge sempre alla grande. Non è un caso che questa veloce carrellata di preti-detective si chiude con il più grande di tutti che è sempre italiano, ma è anche protagonista del Giallo del Secolo. Stiamo parlando, ovviamente, di un ‘certo’ Guglielmo da Baskerville, nell’indimenticabile e insuperabile Il Nome della Rosa, scritto da nostro Umberto Eco.
Fra Guglielmo è un eruditissimo francescano, che si ispira a Sherlock Holmes, e risolverà i delitti che si stanno consumando in un’abbazia benedettina nel pieno del XIV secolo. Nel film il volto di questo francescano col pallino delle indagini è quello di Sean Connery. Libro e film sono due pietre preziose non solo per il genere, ma anche per la letteratura e la cinematografia.

 

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