“Mi chiamo Dick. Dick Leslie”

Quando Matilde Serao si inventò il primo detective 'italiano'

di Francesco Guidi 4 Dicembre 2020

Se ne parla sempre troppo poco, eppure tra Sherlock Holmes ed Hercule Poirot c’è un detective creato da una scrittrice italiana. Si chiama Dick Leslie, appare nel 1912, nel romanzo La Mano Tagliata, ed è inventato dalla napoletana Matilde Serao.

Insomma, in Italia, il classico investigatore ‘privato’, arriva dopo Holmes, ma sei anni prima del belga con la testa d’uovo che renderà famosa dame Agatha Christie.

E’ uno dei tanti primati che impongono Napoli con una delle culle del crime italiano. Qualche anno prima, la fondatrice de Il Mattino, c’aveva provato col giallo, ne Il Delitto di Via Chiatamone, presentava due personaggi molto vicini alla figura ‘canonica’ del detective alla Holmes. Ma nessuno apprezzò. Con La Mano Tagliata, un romanzo d’amore ricco di intrighi, misteri e suspance, la scrittrice si gioca senza più indugi il suo detective che però non è italiano (“figliuolo di Rob Leslie e di Margaret Bright, nato a Withe-Chapel, in Londra”), ma ha la spavalderia e la simpatia di un napoletano: “giovine, robusto, con una fisonomia aperta e bonaria, con un paio d’occhi vivaci, ma senza malizia, un uomo dell’apparente età di trentacinque anni, raso il mento, le guance come un clergyman, e vestito decentemente di scuro, entrò nella camera, facendo un saluto disinvolto”.
Eccolo qui, dunque, Riccardo Leslie, meglio conosciuto come Dick Leslie. Buffo, brillante, sicuro di sé al punto giusto: “Io sono il detective Dick Leslie, senza il quale il conte Roberto Alimena non avrebbe ritrovato, nè la donna dalla mano tagliata, nè il dottor Marcus Henner”. Per servirvi.
Il personaggio viene presentato come ‘agente di polizia’, ma destinato agli affari privati, cioè alle grandi ricerche di famiglia, eredità, testamenti, figli naturali. Un agente di polizia di prim’ordine (“geniale, onesto, intelligente”), con grande autonomia di manovra che lo avvicina più all’investigatore privato che al poliziotto inglese cui siamo abituati.

La Mano Tagliata, pubblicato nel 1912, non è comunque un giallo. La narrazione prende le mosse dal casuale ritrovamento di una bellissima mano femminile, tagliata e imbalsamata, per narrare casi tragici e misteriosi di amori diabolici e intrighi politici internazionali.
La tecnica del giallo serve da elemento connettivo alla consueta lotta tra bene e male, con tutto il canonico corredo di segreti, rapimenti, incubi, attentati e scambi di persone.

 

 

 



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