;

La Natività di Caravaggio è in Sicilia

Un Art Detective deciso a ritrovarla

di Francesco Guidi 14 Aprile 2019

Un mese fa aveva ritrovato Il Ritratto di Dora Maar, il dipinto di Picasso rubato vent’anni fa e scomparso nel nulla. Ora, Arthur Brand, l’Indiana Jones dell’arte, non ha dubbi: “restituirò al mondo anche la Natività di Caravaggio. Tanto so dov’è”.

Sembra uno scherzo, ma proprio nei giorni della mostra napoletana, si torna a parlare della tela di Merisi trafugata nell’ottobre del 1969, e ricercata anche dalla Commissione Antimafia. E a riaccendere i riflettori su una vecchia ferita del mondo dell’arte, è un art detective che non ha paura di niente. Il Picasso da 25 milioni di dollari glielo hanno riconsegnato due ‘intermediari’ che l’avevano avvolto in un lenzuolo e conservato dentro due sacchi di spazzatura. Il Caravaggio scomparso quarant’anni fa, che sarebbe stato per anni nelle mani della mafia e di cui hanno parlato ben sei pentiti, Brand andrà a cercarselo in Sicilia. “Perché è lì da sempre, non si è mai mosso, e bisogna solo convincere chi lo nasconde a fare la cosa giusta. Restituirlo all’Italia”.
Fosse facile. Il quadro ‘scotta’, ma Brand, dopo il successo del ritrovamento de Il Ritratto di Dora Maar, si è fatto più spavaldo e ha pensato bene di lanciare un appello sulle pagine de La Lettura del Corriere della Sera: “Oggi l’interesse di tutti è che quel dipinto torni a casa. Per questo mi rivolgo a chi lo possiede in questo momento e lo invito a farsi avanti, anche contattando me, se preferisce, in modo che io possa fare da tramite con le forze dell’ordine e trovare soluzioni affinché gli innocenti non ci rimettano e non si sentano posti sotto accusa”.

La Natività tra i santi Francesco e Lorenzo, venne trafugata la notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 dall’Oratorio della Compagnia di San Lorenzo a Palermo.
Da allora sul quadro solo congetture e ipotesi impossibili. Secondo un pentito della mafia già nel 1970 il capo della Cupola, Gaetano Badalamenti, curò il trasferimento del quadro all’estero. La tela sarebbe stata tagliata a pezzettini per essere venduta sul mercato clandestino. Naturalmente nulla fu mai provato. E si ritornò a parlare della possibilità che fosse rimasta a Palermo. Nella casa di un noto mafioso.
Ora Arthur Brand prova il colpo del secolo. Farsi restituire un’opera il cui valore supera i cinquanta milioni di dollari, mettendo in campo solo un sano buon senso.
Speriamo bene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


 



Go Up