;

Game of Thrones al finale

Ma George R. R. Martin non ha terminato le sue Cronache

di Sonia T. Carobi 14 Aprile 2019

Mancano ormai poche ore allo start di Game of Thrones, e poco più di un pugno di settimane per conoscere il nome di colui (o colei) che ascenderà al Trono dei Sette Regni, ma se c’è una storia veramente bella in questa saga che ci toglie il sonno da otto anni, è sicuramente quella dell’uomo che ha ispirato la Serie e poi si è clamorosamente perso. Travolto dal successo mondiale dell’adattamento televisivo.
Stiamo parlando, ovviamente, di George Raymond Richard Martin, classe ‘48, nato a Bayonne, Stati Uniti d’America, contea di Hudson, Stato del New Jersey, e autore delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, dalle quali è nata la serie televisiva considerata un vero e proprio caso mediatico mondiale.
La crisi, profonda, struggente, in un post pubblicato nel 2016: “Se siete delusi non siete gli unici. I miei editori sono delusi, la HBO è delusa, i miei agenti e editori all’estero e traduttori sono delusi. Ma nessuno potrebbe essere più deluso di me… Mentre il sospetto di non farcela cresceva, una tristezza si è stabilita in me, e mi sono trovato sempre più in difficoltà. Meno giorni avevo a disposizione, più aumentava lo stress, e più la mia scrittura diventava lenta.

Proprio nel momento in cui i suoi libri frantumavano record, e la Saga superava il muro dei cinquanta milioni di copie vendute, Martin perdeva la rotta, consapevole di non poter essere al passo con il successo mondiale del serie televisiva. E da quel momento il sesto volume delle Cronache diventava un vero e proprio mistero. Annunciato, rinviato, sospeso, rivisto, e riscritto più e più volte. Tutte questo per una umana e commovente ‘paura di non farcela’.
Una storia nella storia, insomma, che rende l’universo di Got ancora più potente ed emozionante.

George R.R. Martin comincia Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco nel 1991. E il primo volume, di quella che sembrava dovesse essere una trilogia, viene pubblicato nel 1996. L’anno di A Game of Thrones. L’inizio di tutto.
Tre anni dopo arriva A Clash of Kings (Lo Scontro dei Re) e a ruota A Storm of Swords (Tempesta di Spade). A questo punto Martin sembra averci preso gusto, e annuncia altri tre volumi. La Saga si chiuderà in sei tomi, dice tutto felice. Ma le cose cominciano a non girare per il verso giusto.
A Feast for Crows (Il banchetto dei Corvi) ha una gestazione complessa, carica di irrisolti, e arriva in libreria cinque anni dopo La Tempesta di Spade. Il libro viene accolto bene dai lettori, ma la critica contesta a Martin di aver lasciato troppe vicende in sospeso.
Lo scrittore si scusa e promette che chiuderà il cerchio nei prossimi volumi. Annunciando anche un settimo e ultimo capitolo della Saga.
A questo punto entra in gioco la HBO, che acquista i diritti de Le Cronache, e manda a carte quarantotto tutti i piani e la ‘tranquillità di scrittura’ di sir George.
Il quinto Volume de Le Cronache arriva in libreria nel 2011. Si intitola A Dance with Dragons (La Danza dei Draghi). Sei anni per scriverlo ed è ormai chiaro che la Serie Tv e la Saga letteraria cammineranno su due binari diversi. Fino al finale più eclatante della nostra vicenda. Un caso unico nella storia dei rapporti tra romanzi e adattamenti cinematografici e televisivi.
Stanotte Game of Thrones finirà. Benioff e Weiss sono andati veloce, hanno mantenuto le promesse fatte, e hanno dovuto inventarsi il finale, prendendosi solo alcune indicazioni da Martin. Lo scrittore americano, invece, ha ancora rinviato il sesto Volume della sua Saga (The Winds of Winter) e ha annunciato che per A Dream of Spring (l’epilogo) ci vorranno degli anni. Tanti anni. Insomma, la Tv ha anticipato un finale che non è nemmeno ancora stato scritto.
Son quelle storie che uno ci pensa, e gli scappa da ridere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


 



Go Up