;

Ecco chi è Dario Correnti

Vi sveliamo l'identità del giallista del momento

di Gialli.it 17 Luglio 2019

Il successo immediato de Il Destino dell’Orso, apre un nuovo ‘caso Ferrante”. Chi si nasconde dietro lo pseudonimo Dario Correnti, che firma il secondo romanzo con la coppia Besana/Piatti, edito da Giunti e apparso in libreria il 2 luglio scorso? Chi sono i fantomatici ‘due giornalisti’ che hanno scelto di lavorare nell’ombra celando le loro reali identità? La redazione di Gialli.it, che ha amato Nostalgia di Sangue, e questo ultimo mistero svizzero tra montagne incantate, vecchie storie di assassini seriali, cadaveri mummificati e orsi famelici, ha un’idea. E come facemmo per Elena Ferrante la mettiamo sul piatto senza indugi. Dietro Dario Correnti c’è la coppia di criminologi e giornalisti più rodata ed esperta degli ultimi anni: Andrea Accorsi e Massimo Centini. Quelli che per Newton Compton hanno firmato la bibbia dei Serial Killer, ma anche uno dei più interessanti viaggi nei Grandi Delitti Italiani risolti e irrisolti.

Il movente? La profonda conoscenza di un caso che li accomuna da sempre. Quello del Vampiro di Bottanuco, Vincenzo Verzeni. Uno dei più terrificanti serial killer italiani in azione tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la cui figura è centrale proprio nell’opera prima di Dario Correnti “Nostalgia di Sangue”.
Accorsi e Centini hanno raccontato entrambi dello Strangolatore di donne. Massimo Centini, pubblicando ben due libri (Il vampiro della Padania. Le indagini e il processo a Vincenzo Verzeni, lo «strangolatore di donne», Bergamo 1870, nel 2009 e Lo Strangolatore di Donne, cinque anni dopo, con la torinese Yume). Accorsi nel volume sui Serial Killer e intervenendo a molte trasmissioni televisive che hanno ripreso la storia del Vampiro della Bergamasca.
Insomma, un giornalista di nera e un criminologo, per due gialli che scavano nel passato, nella cronaca e nei cold case di cui la nostra Italia è piena.
Ipotesi azzardata? Gli pseudonimi sono un gran bel gioco letterario, e vengono pensati per essere scoperti. Noi abbiamo detto la nostra. Vediamo chi smentisce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


 



Go Up