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E Rocco Schiavone sconfisse Montalbano

In un sondaggio la chiave di un successo insospettabile

di Ciro Sabatino 23 Novembre 2019

E alla fine Rocco Schiavone travolge Montalbano, e si prende la leadership del giallo italiano. E non solo per le indubbie capacità attoriali di Marco Giallini e il conseguente successo della serie Tv targata mamma Rai. A vincere è Manzini Antonio, romano, classe 1964, e la sua bella intuizione di costruire, finalmente, un personaggio che appartiene in maniera inesorabile e dolorosa a un’intera generazione: i cinquantenni sconfitti. I perdenti per scelta. Quelli che invece di pensare alle cose serie, hanno preferito farsi del male, pur di rimanere testardamente puliti. Perché il paradosso è che il Rocco Schiavone di Antonio Manzini è sporco e cattivo come D’Artagnan era uno stronzo. Più o meno così. Farsi del male, appunto. Scegliere i bordi della vita per non finire nella melma della falsità e dell’ipocrisia. Roba che può appartenere solo a chi è a un passo dalla fossa.
Roba da generazione Sessanta. Quelli che volevano cambiare il mondo, ma sono arrivati troppo tardi per mettere fiori nei cannoni e troppo presto per farsi prendere sul serio. Sulla rivoluzione e tutto il resto. E allora se ne sono andati in giro per il mondo a fare cazzate sapendo che un giorno sarebbero dovuti scappar via senza pagare il conto.

E Manzini queste sconfitte qua le racconta alla grande. Per questo il suo vicequestore romano vince facile. Spazzando via un gigante del calibro di Salvo Montalbano. Roba che se la raccontavi qualche anno fa nessuno c’avrebbe creduto.
Eppure è andata esattamente così.
Nel nostro sondaggio (che tra Fb, Instagram e Sito ha coinvolto un migliaio di persone) Schiavone batte Montalbano 700 a 300. Che è da rimanere senza fiato.
In questi anni, poi, in cui di competitor di Camilleri ce ne sono veramente tanti, e tutti di razza. A cominciare dal Ricciardi di De Giovanni, al Fenoglio di Carofiglio, e passando per dei veri e propri mostri sacri come il commissario De Luca di Carlo Lucarelli e il meraviglioso Sarti Antonio del padre del giallo italiano Loriano Macchiavelli, Schiavone se li è fumati tutti finendo per diventare (cosa che magari non gli piacerà nemmeno) il più amato degli italiani.
E ribadiamo. Il successo non è di Giallini, ma di un autore, Manzini, capace di mettere nelle mani di un grande attore una valigia piena zeppa di cosa dalle quali prendere a piene mani. La chiave del successo, insomma.
Viva Rocco Schiavone, dunque. È lui il nuovo Signore del Giallo made in Italy. E toccherà agli altri difendersi, rispondere, reagire, regalando al genere che ci piace tanto una nuova stagione di delitti e storie tutte da divorare.

 

 

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