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DELITTI IN CITTA’

Ciro Sabatino racconta Napoli per Mondadori

di Guglielmo (William) Ferretti 17 Settembre 2025

C’è anche Napoli nelle dieci location scelte da Il Giallo Mondadori per la nuova antologia Delitti in città. La bella intuizione del patron Franco Forte conferma che se c’è un genere capace di raccontare vecchi bar, antiche piazze e sconosciute stradine, quello è senz’altro il crime. E in questo senso Ciro Sabatino, il giornalista e scrittore cui è stato affidata la tartaruga ai piedi del Vesuvio, si deve essere divertito molto. Spostando i suoi personaggi tra i palazzi più iconici del centro storico. Tra le mura cariche di maledizioni di Palazzo Penne e le conchiglie fatate di via della Tofa.

Non aspettava altro…

Forse si. Io che vengo dalla provincia in quei vicarielli ho cominciato a sentirmi napoletano. E poi di leggende, fate e streghe è piena la mia vita. Mi sono sempre nutrito della magia stramba di questa città. Che sembra una specie di intruglio tipo il caffè col ginseng. Robe così.

Però aveva anche una bella storia da raccontare…

Si. Quando Franco Forte, direttore dei Gialli Mondadori, mi chiamò, stavo lavorando a un segreto incredibile che ha a che fare con una piccola chiesa ai Quartieri Spagnoli. Non ci pensai un attimo. Misi quella storia nel racconto e ci spruzzai un po’ di blues…

Ma questa cosa non la possiamo dire.

Esatto. Questa cosa non la possiamo dire. Non possiamo dire nulla che abbia a che fare con Robert Johnson e il suo patto col diavolo.

Lei ci scherza, ma veramente il suo racconto è irraccontabile. Basta una parolina in più e salta tutto. Facciamo che ci svela i personaggi. Ai quali lei è molto legato…

Vabbè, sono legato a Jack, naturalmente. Lui è il mio bro’, se la vogliamo dire giovane. Il fratello maggiore che non ho mai avuto. Quello che se ne va in Argentina a dare una mano alle madri di Plaza de Majo, come fosse la cosa più facile del mondo. Quello che colleziona libri antichi, quello che, come me, non ha ancora capito se amarla o odiarla, questa città.

Intanto lui vive a Parigi…

Infatti. Però lo chiamano ed è costretto a tornare.

E’ vero che Jack esiste già da prima dei romanzi?

Si. Antonio Scattero detto Jack nacque nel 2007 ed era il protagonista di una caccia all’uomo (un urban game interattivo) che durò sette mesi. Con centinaia di ragazzi completamente impazziti e snervati. Lo odiavano e lo amavano. Alla fine non se lo sono dimenticati più.

E lei lo ha tirato dentro il suo debutto ufficiale con la Mondadori.

Noblesse oblige. Ma non c’è solo lui. C’è anche uno dei miei migliori amici che è l’antagonista di Jack e c’è qualche donna, qua e là, che forse vorrei almeno poter salutare da lontano senza essere mandato a quel paese.

Helena, il suo racconto per l’antologia Delitti in Città (Il Giallo Mondadori Big, n. 13) non è cronologicamente la prima avventura di Jack.

No. La serie completa ce l’ho in un cassetto che da qualche settimana ho deciso di aprire. Vediamo se qualcuno si prende Jack e la sua banda. Così almeno la smetto di giocare con gli amici immaginari.

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