Attilio Veraldi, il Vomerese

Quarant'anni fa il primo romanzo sul terrorismo

di Ciro Sabatino 16 Ottobre 2020

Quarant’anni fa, nell’autunno del 1980, Rizzoli pubblicava il primo romanzo dedicato al terrorismo in Italia. Era firmato da un napoletano, che dalla sua già aveva il merito di essere considerato il padre del giallo italiano. Si chiamava Attilio Veraldi, e il libro, che per la prima volta trascinava gli anni di piombo nella letteratura di genere, si intitolava Il Vomerese.

Bisognerebbe dedicargli una strada, ad Attilio Veraldi. Fine traduttore di Chandler e Hammet, Napoli lo ha troppo velocemente dimenticato. Senza intuire quanto grande sia stato il suo ruolo nel mondo del giallo, che pure oggi, proprio a Napoli, ha uno dei sui più valenti e illustri prosecutori: Maurizio De Giovanni.

Una spy story, col nome di uno dei quartieri più grandi della città, basterebbe a rendergli onore. Eppure di Veraldi non si sa bene nemmeno il giorno in cui nacque, e dove morì con precisione.
Quando nel 1976 apparve La Mazzetta, il giallo italiano quasi non esisteva. E nonostante la presenza sul mercato di scrittori come Loriano Macchiavelli e Bruno Enna non era riuscito ancora a trovare la sua dimensione. La Mazzetta fu il primo grande successo di un genere che in Europa già volava alla grande. Il film di Bruno Corbucci con attori del calibro di Nino Manfredi, Ugo Tognazzi e Paolo Stoppa, fece il resto.
Quattro anni dopo, arriva in libreria il Vomerese. Un incredibile racconto che anticipava il sequestro del generale Dozier e descriveva gli intrecci e le trame delle Brigate Rosse, tra servizi segreti russi, americani e italiani, nel pieno dello scontro tra palestinesi ed israeliani. Ma non finisce qui. Quel libro si presentava come una spy story capace di disegnare perfettamente l’identikit del capo delle BR, il criminologo Giovanni Senzani. Era ambientata a Napoli e, riletto alla luce delle indagini degli ultimi anni, avrebbe lasciato senza fiato tutti.

In questi giorni Il Vomerese compie quarant’anni. Veraldi, che fu uno dei primi consulenti del progetto editoriale che poi portò alla nascita di Gialli.it, morirà 19 anni dopo, lontano da Napoli. A Monte Carlo. E’ arrivato il momento di restituirgli ciò che si merita.

 

 

 

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