Agatha Christie, il mistero del libro che non c’è

C’è un mistero, che toglie il sonno ai collezionisti delle opere di Agatha Christie pubblicate in Italia. Un vero e proprio giallo, tra i gialli della Regina del Delitto, che appassiona almeno quanto i suoi stessi romanzi.
Si tratta del mistero legato a un volume particolare, presente nel Catalogo Storico della Mondadori, con tanto di scheda e riferimenti all’edizione italiana, ma che nessun lettore, collezionista, fan di dame Agatha, ha mai avuto il privilegio di vedere, e meno che mai toccare. Insomma un libro che non c’è, e che pure la storica casa editrice milanese non si decide a togliere dal catalogo.
Stiamo parlando di Ritratto d’ignota, meglio noto come “Perché non l’hanno chiesto ad Evans?”, che la Christie scrisse nel 1934 (lo stesso anno di Assassinio sull’Orient Express) senza mettere in gioco Poirot, Miss Marple, o i coniugi Beresford, quindi senza nessuno dei suoi personaggi più noti in azione.

Si tratta di un romanzo brillante e divertente, ambientato in Galles, e che ruota intorno al mondo del golf.

In Italia viene pubblicato per la prima volta nel 1937, e inserito nel Quinto Supergiallo (una serie antologica che potrebbe essere considerata una sorta di supplemento ai Libri Gialli, collana madre della Mondadori). Da allora decine di nuove edizioni, ma quasi sempre col titolo “Perché non l’hanno chiesto ad Evans?”. L’unico caso in cui Mondadori riproporrà il romanzo col titolo Ritratto di ignota (ma senza apostrofo) sarà il 29 ottobre 1991, al n. 646 della collana I Classici del Giallo.

Il mistero di cui vogliamo parlarvi, però, si consuma, almeno stando alle rare informazioni che circolano tra i collezionisti, nel 1940, quando, sotto la guida di Alberto Tedeschi il volume viene annunciato nella collana dei Gialli Economici, nata nel 1933 con Il consiglio dei quattro di Wallace (luglio 1933) e destinata a vendere, in media circa 26 mila copie ad uscita. Tra il 1933 e il 1941, nella bella collezione, vengono pubblicati 198 titoli, più 8 numeri “bis”, tesi ad impreziosire la già ricca offerta. Uno è di Agatha Christie. Si tratta de Il Mistero del Treno Azzurro che esce nel giugno 1936. Poi della Regina del Delitto nulla più. Fino al 1940, appunto, quando, almeno stando al Catalogo Storico Mondadori, nella stessa collana, col numero speciale 167-bis, figura Ritratto di Ignota, di Agatha Christie, traduzione di Alberto Tedeschi, 70 pag.

Ecco. Siamo al giallo nel giallo. Di questo volume non c’è traccia, non esiste foto, fotocopia o anastatica, e nessun collezionista, neanche ai massimi livelli, sostiene di averlo mai visto.

Umberto Bartocci, nella sua opera NASCITA, MORTE E RESURREZIONE DEL LIBRO GIALLO IN ITALIA, scrive: “In realtà, vi sono molti e motivati dubbi sull’esistenza di questo fantomatico ultimo numero bis, che dovrebbe essere uscito nel giugno del 1940, come il N. 167. Infatti, pur essendo annunciato in questo fascicolo, esso non compare nelle successive liste, che continuano invece a riportare come (ultimo) dei numeri bis il supplemento al N. 166. Inoltre, nessuno di noi, o degli esperti che abbiamo interpellato, risulta averlo mai visto. Ciò nondimeno, esso è presente nel già citato “Catalogo Storico Mondadori”, con l’indicazione di Alberto Tedeschi come traduttore, e di un assai improbabile numero di pagine: 70 (nel senso che, dato il formato dei fascicoli, “in quarto”, il numero delle pagine era sempre un multiplo di 4 – si potrebbe anche notare al riguardo che, quando era stato inserito nel Quinto Supergiallo, nel 1937, il romanzo in parola consisteva di 92 pagine).” E se lo scrive Bartocci non c’è molto da dubitare. Ritratto di Ignota, dunque, è il grande mistero della Mondadori. Fu pubblicato? E’ rarissimo? O fu solo annunciato e poi spostato su altre collane? E, infine, perché la Mondadori lo segnala ancora nel suo Catalogo Storico?
Naturalmente, noi di Gialli.it, non abbiamo alcuna risposta, ma speriamo che con questo piccolo racconto si faccia avanti qualcuno che conosca la storia meglio di noi.
Il mistero va svelato.
Non c’è più tempo.