Quello strano giallo di Medjugorje

L’ultima foto a padre Luciano l’hanno fatta due peruviani. Il religioso usciva dalla pensione dove alloggiava ed era diretto verso la Collina. Poi, nessuno l’ha visto più. Sparito, nel nulla, da oltre quattro anni.
Sembra una storia come tante, gente che se ne va via per cavoli loro, se non fosse che Luciano Ciciarelli, 77 anni (al momento della sparizione, nel 2015), originario di Civitella Casanova, in Abruzzo, è scomparso a Medjugorje, sulla Collina delle Apparizioni. Proprio nella zona del monte Crnica che sovrasta la frazione di Bijakovici. Quel posto, che la gente chiama Podbrdo,  è il luogo dove nel 1981 abitavano i sei veggenti al tempo delle prime apparizioni, ma è anche diventato il più incredibile mistero di questi anni. La Collina delle Sparizioni. Il ‘triangolo delle bermuda’ bosniaco dove da un po’ di tempo scompaiono decine di persone, senza che nessuno riesca a dare una spiegazione plausibile.
Il fenomeno è così diffuso e preoccupante che oggi Medjugorje sta diventando famosa anche per queste strane voci. Gente che sparisce nel nulla, e che magari viene ritrovata morta da tutt’altra parte.
Zdenko Maric, coordinatore del Servizio di salvataggio locale, proprio nel 2015 confermò a Vanity Fair la dimensione del caso. “Ogni anno – disse – scompaiono centinaia di pellegrini. Tempo fa abbiamo trovato uno scheletro, pensavamo appartenesse ad una donna croata che cercavamo da tempo: invece no, era qualcun altro, e non sappiamo chi. La settimana scorsa abbiamo salvato un ragazzo rimasto quattro giorni nel bosco. Lo abbiamo trovato in stato confusionale”.
Quattro anni fa le dichiarazioni di Maric fecero il giro del mondo. Ma oggi lo scenario non è cambiato. E l’elenco dei ‘dispersi’ aumenta in maniera preoccupante.
Padre Franz Lachinger, un sacerdote viennese, Andro e Ivan Ćorić, padre e figlio, Hedvig Witek-Hotar, 78 anni, Franzisa Motika, pellegrina tedesca, alpinista professionista, il sacerdote italiano Lodovico Cazzaniga, Anita Visković, di Gradac, in Croazia, la pellegrina irlandese Winifred Mary Brady, cinquantanovenne, di Dublino e via, in un elenco infinito e da togliere il fiato. L’ultimo, il più eclatante, è proprio padre Luciano Ciciarelli, per la cui sparizione si è parlato di camorra, servizi segreti e altri strani misteri.
La realtà è che il fenomeno è troppo diffuso per cercare risposte concrete e circostanziate. E una delle ipotesi più plausibili, per quanto possa sembrare paradossale, è proprio il lato oscuro della Collina dei Miracoli. Satanisti. Che operano in ‘contraltare’, contro uno dei luoghi simbolo della religione e della fede un po’ spinta verso l’esaltazione.
Medjugorje è un problema anche per il Vaticano. Che non ha mai riconosciuto ufficialmente le apparizioni e i ‘messaggi’ dei veggenti. Questa presunta presenza di sette sataniche, che fanno calare sul posto la mannaia del ‘luogo maledetto’, rende ancora più imbarazzante la vicenda.
Ora, però, ci sono numeri, fatti, notizie reali e indiscutibili. Cosa accade a Medjugorje?
La spiegazione più ragionevole, avanzata dagli inquirenti, è che molti pellegrini  si perdano tra la vegetazione, particolarmente fitta nella bella stagione. Ma come si spiega che poi nessuno li trovi più? E allora via alle voci tipo “qui il diavolo rapisce i pellegrini” e tanto altro.
Insomma, Medjugorje è un giallo che va risolto. E presto. Questa è la verità.

STORM AREA 51, IL GRANDE FLOP

Dovevano essere tre milioni e mezzo di persone in arrivo da ogni dove. Sono poche centinaia per l’evento flop dell’anno. Insomma, Storm Area 51 si è sgonfiato come un palloncino rosso, ma i misteri su questi strani giorni, che avrebbero dovuto far registrare la più grande invasione della storia, rimangono tanti, e in alcuni casi, lasciano un curioso senso di inquietudine.
Come è possibile che da tre giorni tv, giornali, blog raccontano dell’invasione del Nevada senza dichiarare il fallimento dell’impresa? Perché non c’è una sola foto sul web che ‘fermi’ quanto sta accadendo sul serio nella zona di Groom Lake considerata il cuore dell’appuntamento più atteso del 2019? Possibile che quotidiani autorevoli che pur stanno seguendo un invasione mai avvenuta, insistano con post e notizie vecchie di settimane, facendo finta di niente?
C’è qualcosa che non va. Storm Area 51 si sta trasformando in uno scherzo imbarazzante, ma anche in uno strano bug di comunicazione. L’appuntamento è per oggi. Nessuno si aspettava certo i tre milioni e mezzo che avevano annunciato la loro presenza cliccando ‘parteciperò’ sull’evento Fb, ma sembrava normale che un po’ di gente avrebbe comunque affollato i camping intorno alla misteriosa base nel deserto del Nevada.

Gente che sarebbe dovuta arrivare già ieri sera. E invece niente. Nei luoghi dell’invasione solo piccoli gruppi di goliardi, un po’ di giornalisti, e un gruppo di ragazzi che stanno montando un palco per un concerto nel nulla.
Perché nessuno ha scritto, fino a questo momento, che l’evento è fallito? Che nessuno si è presentato? Perché si alimenta la notizia, ma non si postano foto?
Sembra di essere di fronte ad un caso da manuale. L’evento è tanto forte mediaticamente che si tiene in piedi anche senza esistere realmente. I giornali raccontano un evento che non c’è, e siamo all’inedito assoluto nel mondo della comunicazione. Mai prima d’ora era capitata una cosa del genere.
Sarebbe bastato far circolare la notizia che in Nevada non c’era nessuno, e ciao ciao. Invece è come se proprio questa realtà voglia essere messa da parte. Fa niente che non c’è nessuno. Voi continuate a seguirci. Qualcuno arriverà. Magari nel week end. C’è solo da avere pazienza.
A pensarci bene è un po’ la metafora degli Ufo e degli Alieni. Tutti ad aspettare che arrivino e poi…
Speriamo di sbagliarci, ovviamente. Ma stiamo cercando qualche foto di ‘invasori nel deserto’ e non se ne trovano. Continueremo a monitorare, naturalmente. Come tutti. Ora in Nevada è la mattina del 20 settembre.  Arriveranno? Noi per ora scriviamo: Storm Area 51 ha fatto flop. Poi si vedrà.

CLAMOROSO, US Navy ammette esistenza Ufo

A meno di 24 ore dalla possibile invasione dell’Area 51 da parte di coloro che avevano aderito all’evento facebook “Storm Area 51”, la Marina Militare Americana ammette l’esistenza di “fenomeni aerei non identificati”, facendo letteralmente impazzire il web.
La notizia è riportata da tutti i giornali del mondo, e anche i nostri maggiori quotidiani l’hanno postata in prima pagina: tra dicembre 2017 e marzo 2018, sono trapelati tre video di Ufo che attaccano aerei Usa. Erano conservati negli archivi segreti Usa, poi sono saltati fuori all’improvviso. E tra l’imbarazzo generale una serie di funzionari Us Navy sono stati costretti ad ammettere che si tratta di immagini reali, e che gli oggetti filmati possono essere classificati come “fenomeni aerei non identificati”. Insomma, nessuno sa cosa sono gli oggetti volanti ripresi dalla Marina e le registrazioni sono finite in un faldone segreto che ora segreto non è più.
E’ la prima volta che dall’America ammettono imbarazzo per immagini cui nessuno è capace di dare una risposta. E tutto questo accade mentre decine di migliaia di persone minacciano di invadere l’Area 51 di Groom Lake, madre di tutti i segreti alieni.
Sale la tensione in Nevada, il web è in fermento.
Vi terremo aggiornati.

Storm Area 51, countdown

Area 51. Notizie controverse e confuse dal Nevada. Nella base militare di Groom Lake, e in tutta la zona intorno alla leggendaria ‘culla dei segreti alieni’ sarebbero scattate pesanti misure di sicurezza per la possibile invasione di domani 20 settembre, ma nessuno sa bene cosa stia realmente accadendo in Nevada.
Dalle prime informazioni che circolano sul Web  la Federal Aviation Administration avrebbe chiuso l’intero spazio aereo che circonda l’Area 51, e con una nota ufficiale avrebbe avvertito i piloti di qualsiasi tipo di velivolo che fino al 23 settembre le rotte altrimenti percorribili che interessano i dintorni della base di Nellis verranno deviate a causa di “potenziali pericoli capaci di compromettere la sicurezza dei loro voli”.
Anche gli aerei civili dovranno volare sopra le aree a sud e ad ovest di Rachel, Nevada stando ben attenti a tenersi lontani  dall’Area 51.
Queste le primo notizie ufficiali. Ma dalle tv locali arrivano anche le prime reazioni dei residenti della zona. “Ci stiamo preparando al peggio”, avrebbe dichiarato  Joerg Arnu, un abitante di Rachel. L’uomo ha detto ai giornalisti che a poche centinaia di metri da casa sua sarebbe stato montato un palco improvvisato e una serie di servizi igienici improvvisati. Quindi il festival di Rachel si farà? Non era stato annullato?
Arnu sostiene di si e ha affermato di aver installato proiettori per esterni, recinzioni e cartelli “No Trespassing” sulla sua proprietà di 30 acri. E ha anche organizzato, insieme ai vicini, una sorveglianza notturna contro eventuali malintenzionati.
Staremo a vedere. Intanto, mentre scriviamo, un funzionario della US Air Force ha gettato benzina sul fuoco di una vicenda che rischia di esplodere. L’uomo, infatti, ha ammesso che gli Stati Uniti hanno “segreti che meritano di essere protetti” sull’Area 51. E la sua dichiarazione sta facendo il giro del mondo.
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Cento anni fa, Poirot

Tutti coloro che ambiscono a veder pubblicato il proprio romanzo dovrebbero conoscere le vicende editoriali di una signora che risponde al nome di Agatha Christie.
Lo sapete che Poirot a Styles Court, il primo romanzo della Regina del Delitto, dove, tra l’altro, viene presentato al mondo, per la prima volta, il signor Hercule Poirot, venne rifiutato da ben sei case editrici, e solo cento anni fa, esattamente nel settembre del 1919, qualcuno decise di pubblicarlo?
Ecco. Questa è la storia di una delle più incredibili sviste letterarie della storia. E comincia con una scommessa. Quella tra due sorella. Agatha, e sua sorella maggiore Margareth.

“Provaci, vediamo che sei capace di fare”. Era insopportabile, Margareth. Nata dodici anni prima, considerata quella perfetta, quella che non sbagliava mai.
Margareth provoca, Agatha prende sul serio la scommessa. Scrive qualche racconto, poi nel 1915 termina il suo primo ‘giallo’. Un misterioso caso di avvelenamento in una lussuosa dimora di campagna. Protagonista un profugo belga con la testa d’uovo e i baffi impomatati. Sembra una buona idea. Non se la fila nessuno. Sei casa editrici dicono no. Tra questa anche le navigate Hodder & Stoughton, e Methuen Publishing, di sir Algernon Methuen, che pure aveva promesso di essere molto attento alle scrittrici esordienti. Niente da fare. Quel ‘romanzetto’ non piace. Poi, quando tutto sembrava perduto, spunta John Lane, titolare della Bodley Head, una casa editrice inglese fondata nel 1887.
A Lane il romanzo non dispiace. Si potrebbe anche pubblicare, ma bisogna cambiare il finale e discutere il contratto.
Agatha Christie non fa una piega. Cambia la chiusa del suo giallo e accetta il contratto capestro: 25 sterline d’anticipo e nessuna royalty fino alla copia numero duemila. Poi se ne riparlerà.
Poirot a Styles Court viene pubblicato nel 1920. Un anno dopo si va in macchina con la prima ristampa. Il resto lo sa tutto il mondo.
Insomma, ecco come si vince una scommessa. Determinazione, caparbietà, tanti sacrifici, qualche passo indietro e dopo cento anni si rimane la Regina del Delitto. Per sempre.

Una nave fantasma nell'Atlantico

Vi ricordate la Lyubov Orlova, la nave fantasma abbandonata alla deriva nel Nord Atlantico nel 2013, e avvistata per anni, in varie parti del mondo, con la convinzione che fosse carica di topi cannibali? Beh, da qualche giorno nell’Atlantico di nave fantasma ce n’è un’altra.
Si chiama MV Alta, batte bandiera della Tanzania, ed è stata avvistata e avvicinata dal rompighiaccio Protector della Royal Navy, proprio qualche giorno fa.
Si tratterebbe di un cargo, in navigazione dalla Grecia ad Haiti, che secondo alcuni avrebbe subito un’avaria nel settembre del 2018 proprio mentre era a circa 1360 miglia a sud est delle Bermuda.
Dal Triangolo, insomma.
Il Protector l’ha avvistata in quella zona leggendaria e ha postato alcune foto su Twitter.  A bordo non c’è nessuno. Ma la particolarità sta che la piccola nave avrebbe resistito alla forza dell’Oceano per un anno esatto.
Come è possibile? Chi l’ha lasciata lì? E l’equipaggio (una decina di uomini) che fine ha fatto?
Allo stato le ipotesi sono diverse e numerose. Ma l’attacco dei pirati, molto presenti in quei mari, è la tesi che tiene banco in queste ore.
Intanto la notizia ha fatto il giro del mondo. Diventata virale sui social il cargo è stato subito associato alla Orlova, che per anni fece parlare di sé. In questo caso, però, la nave è stata recuperata e sapremo presto la verità. Il mare ha restituito un segreto lungo dodici mesi. Una nave senza equipaggio che solca l’Oceano per un anno intero è una storia di mare che andava comunque scritta.
E poi c’è di mezzo il Triangolo. Non è mica roba da poco.
 

I Fantasmi di St. Augustine

Il faro più infestato? L’insospettabile St. Augustine Lighthouse, in Florida. Un esercito di spettri per questa ‘torre di guardia’ all’estremità nord di Anastasia Island. Ma ora arrivano gli acchiappafantasmi di Distractify e sapremo presto tutta la verità.
La notizia è di poche ore fa. I Ghost Hunters della trasmissione televisiva più amata d’America sbarcano a St. Augustine, in Florida, per affrontare il caso del faro più spaventoso della storia dei fari. La torre/museo costruita nel 1871 e oggi principale meta dei ghost tour più gettonati del mondo.

La leggenda più famosa ruota intorno a tredici pirati che, secondo molti, furono sepolti nell’area adiacente al faro e che riappaiono nelle notti di luna piena. Ma non sono soli. Al St. Augustine Lighthouse è rimasto anche lo spettro del costruttore, il dottor Alan Ballard, che fu costretto dal governo della Florida a cedere la struttura sotto minaccia di esproprio. Ballard firmò, ma promise che non avrebbe mai lasciato il faro. E ora c’è chi giura che il suo fantasma si aggiri ancora intorno alla torre dell’Isola.
I fantasmi più famosi, però, sono quelli di Eliza e Maria, le figlie di un operaio assunto per ristrutturare il faro. Le due bambine, sarebbero morte mentre giocavano nel cantiere e le loro risate si sentono ancora intorno al faro. Molti turisti avrebbero anche fotografato Maria, la maggiore, col vestito di velluto blu e il fiocco del medesimo colore che indossava al momento della morte.
I Ghost Hunters di Distractify pare cerchino soprattutto loro, le due ragazze. E a breve presenteranno i loro risultati sullo studio più atteso dagli appassionati di fantasmi della Florida. Staremo a vedere.

Samara Challenge, la mappa degli avvistamenti

Samara Challenge è ormai virale. E la psicosi dell’apparizione della celebre bambina di The Ring si sta allargando a macchia d’olio soprattutto nell’Italia del centro-sud.
Il giochino sembra partito in Sicilia. Prime apparizioni a Catania (nel quartiere Librino) e allo Zen di Palermo, tra il 28 e il 29 agosto. Poi segnalazioni a Niscemi, dove una ragazza trentenne è stata denunciata dalla Polizia per procurato allarme, al cimitero di Monreale, a Partinico, Pezzingoli e San Cataldo in provincia di Caltanisetta. E ancora a Biancavilla, Adrano, Giarre, Militello, fino ad arrivare a Cefalù.
Dalla Sicilia alla Campania il passo è breve.
La bambina appare a Gragnano, dove si è beccata un pugno in pieno volto, e Afragola dove è stata aggredita nel quartiere Salicelle (ferite non gravi, ma la vicenda avrebbe potuto avere un altro epilogo se non fosse intervenuta in tempo la polizia). Nelle scorse notti avvistamenti a Torre del Greco, Casoria, San Pietro a Patierno, Scampia, Pianura, Ponticelli, Barra, San Giuseppe Vesuviano, Sant’Anastasia, Giugliano, Qualiano e nel parco verde di Caivano. Per arrivare a Castellammare, Pompei, Pagani, e quindi Vietri, Amalfi e Salerno.
Dopo Sicilia e Campania (e una breve puntata in Sardegna dove è stata arrestata e presentata alla stampa) Samara sbarca anche nella Capitale. Lunedì, secondo l’AdnKronos, sono state tre le segnalazioni arrivate alla centrale operativa della Questura di Roma. Il primo avvistamento alle 23:31 a Torre Gaia, in viale Santa Rita da Cascia, dove la ragazzina del film ‘The Ring’ si è materializzata in strada per molestare i passanti. Venticinque minuti più tardi era invece in via Lucino Murena, nel quartiere Tuscolano, per approdare poi all’1:58 nel parco Meda in via dei Monti Tiburtini.
Dura reazione dei comitati di cittadini, che dopo le apparizioni a Centocelle e San Basilio (dove la bambina è stata aggradita da una banda di ragazzini), si sono detti pronti ad organizzare delle ronde.
Si ricorda che il rischio, oltre le botte, per chi si veste da Samara è legato soprattutto alla denuncia per “procurato allarme“. Nel caso in cui si incorra nella contravvenzione, la legge prevede l’arresto fino a sei mesi o una multa che va dai 10 ai 516 euro.