Storm Area 51

In seicentomila per svelare il più grande mistero di tutti i tempi. “Basta con i segreti, ora vogliamo sapere tutto”.
Eccola la notizia dell’estate. Storm Area 51. Parte da Facebook, sembra uno scherzo, ma è finita sulle pagine dei quotidiani di mezzo mondo. L’invasione della centrale militare Nevada Test Site – 51, il luogo dove secondo molti ci sarebbero tutte le risposte possibili sugli Ufo.
E’ cominciata come un provocazione. Un gruppo sul social network più noto del web. Ed è finita con un vero e proprio esercito di yankee che non vedono l’ora di farla, quella cosa. Entrare nel fortino americano dei segreti impossibile e vedere gli Alieni.
“Stavamo scherzando” dicono gli amministratori di Pagina. Ma la sensazione che la cosa gli sia sfuggita di mano è forte. Cosa accadrà il 20 settembre, data prevista per la grande invasione?

L’Area è controllata da un’agenzia privata, e la sorveglianza è gestita con dei sensori di movimento sepolti nel terreno. Gli invasori hanno dichiarato che correranno a perdi fiato con le mani dietro la schiena. Come Naruto. L’eroe dei manga giapponesi. Conta solo entrare. E giù piani più o meno deliranti postati tra i commenti, e approvati nell’entusiasmo generale.
“Qui facciamo test sugli aerei speciali” dicono da Groom Lake. Ma la frittata è fatta. Le richieste di iscrizione alla Pagina aumentano ogni giorno, e ieri è apparso l’ennesimo comunicato di coloro che hanno avuto l’idea: “E’ uno scherzo, ma non possiamo essere considerati responsabili se poi qualcuno deciderà di attaccare”.
Se volete essere aggiornati seguite l’evento pubblicato su Fb: Storm Area 51, They Can’t Stop All of Us. L’organizzatore, l’australiano Jackson Barnes, non ha fatto alcun passo indietro e potete ancora aderire al Grande Attacco.

Doyle

A fine agosto Arthur Conan Doyle e Sherlock Holmes indagheranno insieme. Senza sopportarsi più di tanto, magari. Ma era inevitabile. Visto quanto fossero labili i confini tra l’investigatore privato più famoso del mondo e il suo creatore, tra realtà e fantasia.
A rompere definitivamente gli indugi ci ha pensato la casa editrice Cronaca di Topolinia, che sul finire dell’estate lancia il suo Doyle, il fumetto disegnato da Elena Ominetti ed Eva Castelli, e sceneggiato da Daniela Zaccagnino. Tre donne per un ‘miracolo’ atteso da tempo.

Lo scrittore scozzese con la passione per lo spiritismo, e il ‘fantasma’ dell’insopportabile detective residente al 221B di Baker Street, a Londra, affronteranno tre casi impossibili, provando a non ammazzarsi l’un l’altro. E c’è pure il terzo incomodo. L’ispettore Truman, l’uomo che riceverà un misterioso telegramma che arriva a Scotland Yard, e decide di contattare il medico e scrittore Doyle appassionato di paranormale ma perseguitato dal suo personaggio più famoso. Sherlock Holmes, appunto. 
Il primo albo sarà presentato al Lucca Comics a fine ottobre. Ma dal 25 agosto sarà già in prevendita sul sito Cronaca di Topolinia. E se proprio non riuscite ad aspettare è già stato pubblicato un episodio pilota reperibile nello store online dell’editore torinese.

Dark Tourism

Nel cuore della Colombia, a 13 chilometri da Bogotà, c’è una piccola cittadina che un tempo si chiamava San Antonio de Tena. Case basse, sparpagliate lungo la Serranía de Subía, nella valle che conduce alle Tequendama Falls. Nessuno si sarebbe accorto di questo pugno di case se Arturo Tapias, un architetto colombiano, non avesse deciso di costruire un hotel proprio di fronte alle cascate, su uno spuntone di roccia a 157 metri dal Rio Bogotà. Era il 1924.
All’inizio l’albergo si chiamava The Mansion of Tequendama Niagara. Poi si puntò ad un più internazionale Tequendama Falls Hotel. Ma fu quando qualcuno decise che avrebbe dovuto chiamarlo Hotel del Salto, che cominciò la maledizione.

Già perché quello di cui stiamo parlando è uno degli alberghi più infestati e maledetti del mondo. E anche una delle mete principali degli appassionati di Dark Tourism.
Questo è un luogo che per anni ha camminato a braccetto della Signora Nera con la Falce, per poi diventare residenza abituale di fantasmi evanescenti e disperati, incapaci di lasciare questa terra.
Ma da dove arriva questa fama spettrale? Facile. Da uno strano destino che ha accompagnato da sempre le sorti della struttura.
I primi segnali negli anni Quaranta. L’albergo aveva avuto successo ed era frequentato da ricchi colombiani a caccia di riposo e di rifugi inattaccabili. Di notte, però, l’hotel si trasformava in un bivacco di alcolisti e le risse erano all’ordine del giorno. Qualcuno finiva nel ‘salto’, e sui giornali si cominciò a parlare di strani omicidi all’Hotel.

Sarà stato l’impatto mediatico di quelle notizie, o il fascino oscuro di quella residenza, fatto sta che nel giro di un po’ di anni un numero sorprendente di persone cominciò a considerare che quello era il posto giusto per chiuderla definitivamente. Fu un attimo e l’Hotel del ‘salto’, divenne la profetica capitale dei suicidi di tutto il mondo.
Era l’inizio della fine. La fama di albergo maledetto crebbe inesorabilmente, I turisti scapparono via, e le stanze cominciarono ad essere abitate solo dai fantasmi di coloro che si erano tolti la vita. L’Hotel del Salto divenne una Ghost House nota in tutto il globo, almeno fino a quando gli ultimi coraggiosi proprietari non mollarono tutto e lo abbandonarono.
Oggi nell’edificio c’è un museo dedicato all’ambiente. Ma di notte…

Deepfake

Qualche giorno fa ha caricato su YouTube una scena di Shining, sostituendo il volto di Jack Nicholson con quello di Jim Carrey. Risultato eccezionale, quasi un milione e mezzo di visualizzazioni in meno di 48 ore.
Lui si chiama Ctrl Shift Face. Un nickname, naturalmente. Realizza video clip stupefacenti, dichiarando sempre il gioco, eppure in questo ore è diventato un caso internazionale. Guardando con attenzione il suo lavoro, il mondo ora ha paura.

Non di lui, che è solo un bravo smanettone, ma della tecnica che usa. Deepfake. La chiamano così. Ed è la sintesi dell’immagine umana che si può gestire con l’intelligenza artificiale.  Sembrava un gioco, e invece proprio dopo il successo del video di Shining taroccato, è scatto un vero e proprio allarme mondiale.
Il deepfake può essere utilizzato per scopi militari e politici, trasformando in un incubo la ‘barzelletta’ delle fake news.
Già, perché una cosa è dover gestire una notizia falsa, un’altra è ascoltare quella ‘bufala’ dalla voce, e dal volto, del Presidente degli Stati Uniti d’America. Tanto per fare un esempio.

All’Università di Washington c’hanno già provato. Hanno recuperato un file audio di Barack Obama e con un sistema neurale, basato sull’analisi di milioni di immagini dell’ex presidente degli Stati Uniti, hanno lasciato che fosse l’Intelligenza Artificiale a rendere credibili i movimenti delle labbra di Obama. Un po’ di mesi di lavoro e il 44° Presidente Usa, insignito anche del Nobel per la Pace, diceva quello che volevano loro. E ci sarebbero voluti altrettanti mesi per capire che si trattava di un video costruito con la famigerata tecnica del deepfake.
All’inizio il giochino era servito per assegnare volti noti a scene hard. Inquietante comunque. Ma nessuno aveva capito fino in fondo cosa sarebbe potuto accadere affinando quella tecnica. La clip di Ctrl Shift Face ha dato il colpo di grazia.
Oggi si possono creare video fake che rischiano sul serio di mandare in crisi il mondo. E la cosa terrificante è che ci sono sviluppatori che stanno rendendo la tecnica di uso comune. Sono decine le App che con un lavoro minimo restituiscono risultati sorprendenti.
Cosa accadrà? Come si arginerà un fenomeno del genere? L’allarme rosso è scattato in questo ore, e il mondo non ha ancora una risposta.

Estate, tempo di Festival

Non si sono ancora spenti gli ultimi fuochi del Mystfest di Cattolica, che l’Italia rovente di questi giorni già si rituffa nell’ennesima meravigliosa estate ‘in giallo’.
Decine di Festival all’insegna dei misteri accompagneranno le prossime notti degli appassionati del genere, dimostrando, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che quando si parla di delitti il Bel Paese risponde alla grande. E allora lunga vita ai Gialli e godiamoci tutte le manifestazioni che presentano romanzi e autori del settore editoriale che amiamo di più.
Quest’anno, rimanendo tra luglio e agosto, comincia il Friuli-Venezia Giulia col suo LignanoNoir.
Il Festival (quest’anno dedicato a Giorgio Scerbanenco) è, in realtà, già cominciato. Ha aperto Loriano Macchiavelli, lo scorso 2 luglio, presentando il suo ultimo “Delitti senza castigo” (Einaudi) in cui ritorna da il sergente Sarti Antonio. Ma ad agosto il programma si fa fitto, e si parlerà di Camilleri, de Il Nome della Rosa e, ci saranno interessanti incontri con Giuseppe Fiori, Paolo Roversi, Paolo Regina e Ilaria Tuti.
Chiusura a il 31 agosto con la coppia Lucarelli/Forte, che è l’appuntamento più atteso della manifestazione.
Dal Friuli alla Sardegna un altro appuntamento da non perdere. Si tratta di Florinas in Giallo. Una kermesse cominciata il 6 luglio e che chiuderà solo il 15 settembre. Oltre due mesi di eventi per festeggiare il decimo anno del Festival.
E se rimaniamo in tema di anniversari c’è da festeggiare anche il primo lustro per AG Noir, il festival di Andora (Savona) fondato da Andrea G Pinketts, recentemente scomparso e che proprio cinque anni fa accettò la sfida di realizzare un Festival dedicato ad un genere letterario “che va oltre i meccanismi del giallo e mette in scena anche il vissuto e la psiche dei protagonisti”. Si andrà avanti fino al 13 luglio raccontando  i grandi casi di cronaca nera attraverso le testimonianze di noti investigatori e giornalisti esperti del settore.
Partono, invece in contemporanea (18 agosto), due appuntamenti noti del mondo dei delitti di carta.
VENTIMILARIGHESOTTOIMARI inGIALLO, con il quale Senigallia festeggia i 90 anni di vita dei Gialli Mondadori (18/26 agosto e ne parleremo approfonditamente più avanti), e GialloLatino (fino al 20 agosto) che quest’anno si si terrà a Sabaudia.
Questa una prima ‘mappa’ dei Festival estivi. Ma, noi di Gialli.it, vi racconteremo nel dettaglio cosa accadrà durante queste manifestazioni, e proveremo a tenervi aggiornati su tutti gli appuntamenti previsti, settimana per settimana.
 

Harry Potter Go non decolla

Harry Potter Go non decolla.
Dopo il lancio mondiale, che avrebbe dovuto far tremare la gambe ai buffi Pokemon, la Niantic, che ha sviluppato l’app sfruttando la realtà aumentata, deve registrare un andamento dei download assolutamente non in linea con le aspettative del colosso di San Francisco. Quando venne lanciato Pokémon GO balzò subito alle prime posizioni delle App più scaricate del mondo. Harry Potter: Wizards Unite, che di quell’App è figlio, è solo al 52esimo posto negli Stati Uniti. E la cosa ancora più sorprendente, è che a poche settimana di uscita del nuovo gioco dedicato al maghetto più famoso del mondo, i download di Pokémon GO continuano a superare quelli di Harry Potter.

In Harry Potter: Wizards Unite, i giocatori scelgono di diventare delle reclute dello Statute of Secrecy Task Force col compito di investigare ed evitare una calamità che ha colpito il mondo dei maghi. Chi partecipa dovrà rintracciare i Foundable, che sono disseminati nei parchi, vicino alle biblioteche, ai monumenti famosi, agli zoo, e proteggere i babbani.
Il gioco è disponibile su iOS e Android, già dalla fine di giugno, e solo per cronaca Gialli.it aveva annunciato la decisione della Niantic già nell’estate del 2016. Leggere per credere.

Riemerge la Civiltà dei Misteri

Il Tigri si ritira, e la siccità svela i resti di un’antica civiltà scomparsa.
Sulla riva orientale del fiume più famoso dell’Asia Occidentale, nella regione del Kurdistan, in Iraq, riemerge  Mitanni, una delle tre potenze mondiali dell’età del Bronzo, insieme a quella degli ittiti e dei faraoni egizi.
Si tratta di una scoperta che può riscrivere la storia del Medio Oriente. Di Mitanni, infatti, si era perduta ogni traccia. E l’estinzione del suo popolo è uno dei grandi misteri della nostra civiltà.
Secondo quanto sappiamo Mitanni fu un impero situato sulla sponda occidentale dell’Eufrate, a mezzogiorno del Tauro, nel Vicino Oriente antico. La popolazione era legata alla stirpe degli Hurriti, ma intorno al 1500 a.C. l’autorità di Mitanni si accrebbe a dismisura, comprendendo il territorio dell’Anatolia sud-orientale, dell’Alta Mesopotamia settentrionale e della Siria.
Il misterioso Regno, dunque, raggiunse il massimo splendore tra il 1450 a.C. e il 1350 a.C., proprio nella fase terminale dell’Età del Bronzo. Prima di essere definitivamente conquistato dagli assiri e scomparire per sempre.

Ora, sulle rive del fiume Tigri sono apparse le rovine di un antico e imponente palazzo e dieci tavolette di argilla, che potrebbero finalmente svelare la storia di quella gente, la sua parabola e i suoi misteri. Uno su tutti l’origine di Nefertiti, la bellissima moglie di  Akhenaton, il faraone che tentò di imporre il culto del dio Aton.  Secondo l’opinione prevalente, suggerita dalla maggior parte degli Egittologi, tale regina fu prima del suo matrimonio, una principessa mitannica. Ma non finisce qui. A Mitanni è anche legato il mistero del culto del Dio Serpente, che fa impazzire appassionati di alieni e complottisti. Manufatti e statuine raffiguranti i Vigilanti (così venivano chiamati i Creatori Rettili) sarebbero stati ritrovati proprio nella zona dove oggi è emerso il palazzo che sta stupendo il mondo.
Insomma, un’antica storia di misteri irrisolti, sembra oggi poter essere svelata, interpretata, riscritta. Bisogna solo sperare che gli archeologi possano fare il loro lavoro. L’acqua, che fino ad oggi non era mai scesa a questo livello, ha già ricoperto nuovamente i resti del palazzo e rimangono solo le tavolette, per avere risposte attese da troppo tempo.

Torna l'Orient Express

Fu dismesso ‘ufficialmente’ 42 anni fa, ora il leggendario Orient Express sta per tornare.
Il mitico treno di Graham Greene, Flemingdame Agatha, realizzato il 4 novembre 1883, e che da Parigi conduceva dritto dritto ad Istanbul in Turchia, è stato sottoposto ad un restauro filologico, durato sette anni, ed entro la primavera prossima ben 16 vagoni torneranno sulle rotaie di mezza Europa.
A comunicarlo è stata la società ferroviaria francese SNCF, che ha anche mostrato alla stampa sette carrozze originali completamente recuperate e pronte per la grande avventura.

Ad oggi non si conosce ancora il percorso del mitico treno, e non si sa nemmeno se, tra le fermate, è prevista l’Italia. Di certo partirà da Parigi, per rifare il viaggio meraviglioso raccontato dalla Christie nel suo indimenticabile Assassino sull’Orient Express.
Per chi ha fretta ricordiamo che esiste comunque un treno che si ispira all’Orient Express e che è considerato uno dei treni più belli d’europa.
Stiamo parlando del Venice Simplon-Orient Express. Un’esperienza di viaggio unica in delle carrozze che risalgono agli anni ’20 e ’30, e che sono state accuratamente restaurate per recuperare il loro splendore originale.
Potrebbe essere una bella idea di viaggio, quest’estate, in attesa che torni la Leggenda.

Zio Paperone è scomparso

E alla fine anche Topolino si tinge di giallo.
La notizia, clamorosa, è di queste ore. Paperon de’ Paperoni, più familiarmente conosciuto come Zio Paperone, è scomparso. Complice una misteriosa lettera che il magnate di Paperopoli ha ricevuto a casa il 3 luglio scorso. Il tempo di leggerla, chiuso nella sua biblioteca, e del riccastro non c’è più traccia.
Lo cercano tutti. Paperino, Paperina, Qui, Quo, Qua, e finanche Rockerduck, Amelia e la banda Bassotti al completo.

Il colpo di scena è che dovranno cercarlo anche i lettori. Già, perché l’Enigma della lettera del passato, è una vera e propria caccia al tesoro che durerà tutta l’estate a colpi di enigmi e frasi chiave. Tutto per scoprire che fine abbia fatto Zio Paperone, e magari portarlo in salvo.
Naturalmente comprando gli albi delle prossime settimane, e tenendosi aggiornati sui Social del Gruppo e, se siete in vacanza in Riviera, su uno speciale Paper News che verrà distribuito sulle spiagge.
Insomma, estate col fiato sospeso. Zio Paperone deve essere ritrovato. Che Dio salvi la Disney. E anche la Panini Comics.

SIPARIO

Vai, amico mio. E porta con te il mio cuore“.
Con un post struggente Maurizio De Giovanni si lascia alle spalle il commissario Ricciardi, e i fan protestano. Sta capitando a Napoli in questi giorni. Eppure il noto scrittore partenopeo aveva ampiamente annunciato la fine di un ciclo. “Noi scrittori non siamo proprietari dei personaggi. Loro esistono. I miei non sono maschere, invecchiano, e nei seriali non succede spesso”. Niente da fare. L’addio dell’uomo che parla coi morti (Il Pianto dell’Alba, Einaudi) ha addolorato molti. E ha ricordato altri ‘delitti’ celebri che pure avevano scatenato la protesta dei lettori più fedeli.
Capitò con l’investigatore più celebre di tutti i tempi.
Quando si accorse che la sua popolarità rischiava di essere schiacciata dal suo personaggio più famoso, sir Arthur Conan Doyle decise che era arrivato il momento di uccidere Sherlock Holmes.
Nel 1891, dopo solo 25 ‘avventure’, Doyle scrive alla madre e le svela il desiderio di liberarsi della sua creatura. “Fai come ti pare – risponde la madre – ma la gente non la prenderà bene.”
Due anni dopo, l’investigatore privato duella con l’acerrimo nemico Morirarty presso le cascate di Reichenbach, sulle alpi svizzere. Nel duello ha la peggio e muore. Apriti cielo. Nel mondo esplode una vera e propria protesta popolare che costringerà Doyle ha fa rinascere il suo eroe.

E questo è solo uno dei tanti episodi letterari nei quali uno scrittore tenta disperatamente di liberarsi del personaggio più amato dai lettori.
Nel Natale del 1975 Agatha Christie scelse di far uscire il romanzo “Sipario – L’ultima avventura di Poirot”, nel quale moriva il suo detective più famoso.
La salute della celebre scrittrice, ormai ottantacinquenne, era compromessa. Dame Agatha non riusciva più a scrivere e decise che era arrivato il momento di chiuderla con il belga più insopportabile della storia dei gialli.
Poirot torna a Styles Court, il luogo della sua prima avventura e ritrova il fido capitano Arthur Hastings, ma subisce una atroce sconfitta che determinerà la tragica decisione di lasciarsi morire.
Anche allora tra i lettori prevalse lo scoramento e la delusione. Ma almeno in quel caso c’erano ragioni indiscutibili.
“Uccidere un personaggio – ha provato a spiegare George R. R.Martin – non è mai semplice”. Eppure le sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono un’ecatombe. A partire dalla dolorosissima morte di Ned Stark, che aveva conquistato il cuore di tutti i fan di GoT.
Altra assassina letteraria è la Rowling. Uccidere Sirius Black, padrino del maghetto più amato di tutti i tempi, è stata una delle scelte più pericolose di tutta la sua carriera. Sirius muore in circostanze non del tutto chiare. E i fan hanno sperato per anni di rivederlo cOmparire. Niente da fare. Un po’ come è accaduto con un altro personaggio celeberrimo delle Serie Tv: Ciro Di Marzio, l’immortale. Colpito al petto dal suo amico fraterno, cui, però, aveva ucciso il padre.
In questo caso la scelta di far morire un protagonista decisamente ‘principale’ della serie Gomorra, si inserisce nella volontà degli autori di dare sempre la sensazione che i cattivi muoiano eccome. Ma Di Marzio aveva superato la soglia del personaggio negativo e sembrava impossibile immaginare di poter continuare senza di lui. Eppure…