“Non ho mai visto niente di simile!”. E’ con queste parole che Erik Tandberg, giornalista, consulente dello Space Center norvegese e grande appassionato di misteri extraterrestri, ha commentato quanto è accaduto ieri mattina tra Trøndelag e Finnmark, nella Norvegia del nord. E se lo dice lui c’è veramente da crederci. Per oltre due minuti centinaia di persone hanno assistito all’apparizione di una sorta di “buco nero” che produceva una spirale luminosa. Risultato? Nessuna spiegazione e tanti dubbi. Proviamo a capirci qualcosa. Magari tenendo presente che da quelle parti fenomeni del genere non sono poi tanto rari. A cominciare da Hessdalen, il paese delle luci misteriose.
di SONIA T. CAROBI
Partiamo da ieri mattina. Erano le 7.44 locali quando un puntino bianco si è spostato sopra le case come una stella cadente. Poi il “colpo di scena”. La piccola sfera si è fermata ed è “esplosa” generando una serie di cerchi concentrici sempre più luminosi.
Sembrava un’aurora boreale. Ha detto qualcuno. Ma c’è anche chi non ha dubbi. Era un razzo che probabilmente è scoppiato in aria producendo quella spirale luminosa che ha lasciato tutti senza fiato.
E fin qui siamo alla cronaca. Il fenomeno è stato fotografato e filmato. I telefoni dell’Istituto Metereologico Norvegese sono andati in tilt e da Mosca e Oslo si sono affrettati a smentire qualsiasi esperimento militare in corso. Nessun missile sarebbe stato lanciato da quelle parti. Giuro!
Il mistero si infittisce, ma nel pomeriggio comincia a circolare la notizia che poco prima dell’apparizione erano stati diramati dei comunicati che vietavano la navigazione nell’area interessata al fenomeno. L’ipotesi di un lancio “fallito” prende corpo, ma le domande questa volta rimangono senza risposta. Per tutta le serata il “buco nero” sulla contea di Finnmark rimane un “oggetto non identificato” e in divertissement per appassionati di ufo e alieni.
A nessuno è sfuggita la concomitanza del curioso episodio con l’inizio del summit sull’ambiente a Copenhagen. In rete si rincorrono le ipotesi più incredibili. E’ un segnale forte è chiaro, dice qualcuno, della volontà dei “nostri amici extraterrestri” di farsi notare in qualche modo. Quel buco nero è un “wormhole” (si noti che il termine è una delle parole chiave più digitate per saperne di più sul fenomeno norvegese) , uno buco spazio-temporale. Una porta per universi “altri”.
Siamo in piena fantascienza. Non c’è dubbio. Il problema, però, è che nessuno, per ore, si è fatto avanti e ha tentato di dare una spiegazione plausibile. E come sempre accade in questi casi, la Rete si è sbizzarrita. Senza freni. Ci sarebbe da chiedersi di chi è la colpa, in questi casi. Non sarebbe stato meglio tirar fuori uno straccio di spiegazione?
Niente. Silenzio assoluto. La spirale luminosa rimane un mistero. L’ennesimo enigma di cui si parlerà per giorni. E allora vale la pena ricordare che proprio da quelle parti, un altro fenomeno si ripete da anni senza che nessuno sia riuscito a dare una spiegazione valida. Avete mai sentito parlare di Hessdalen?
Il paese delle luci misteriose
Hessdalen è un villaggio di poco più di duecento abitanti, a sud-est di Trondheim. In Norvegia, ovviamente. Da quelle parti è ormai dagli inizi degli anni ’80 che si ripetono con una frequenza disarmante apparizioni di questo tipo. “Si tratta – ha spiegato al Cicap Massimo Teodorani, astrofisico che lavora presso la stazione radioastronomica del CNR – di fenomeni di luce dalla forma generalmente sferica e di colori svariati, prevalentemente bianco e rosso, caratterizzate da pulsazioni irregolari a volte di lunga durata. Hanno la caratteristica di apparire sia in cielo, che in prossimità del terreno e con una traiettoria a scatti: appaiono in un punto, si spengono di colpo come con un interruttore, e poi riappaiono in un altro punto”.
Per gli studiosi almeno l’80 per cento di queste luci sarebbero il prodotto di uno “scambio” di energia termica, elettrica e chimica tra un plasma e un’atmosfera ricca di vapor d’acqua e aerosol. Durante questo “Scambio” verrebbero generate palle di luce dai profili nettissimi come quelli che tutti possono osservare facendosi una “passeggiata” ad Hessdalen.
Spiegazione inattaccabile, a quanto pare. Eppure, a leggere con attenzione tutti gli articoli relativi a queste luci, quello che salta all’occhio è l’uso insistente del condizionale. Insomma siamo di fronte a delle ipotesi, magari anche molto vicine alla realtà, ma senza una controprova decisiva.
E allora su Hessdalen per anni si è detto tutto e il contrario di tutto. E c’è anche chi si è spinto fino ad immaginare che quelle luci rappresentino un tentativo da parte di creature intelligenti extraterrestri di entrare in contatto con noi. Insomma proprio nel piccolo villaggio norvegese sarebbe stato creato una sorta di stargate che permetterebbe di collegare in maniera quasi istantanea due punti dello spazio.
Anche in questo caso fantascienza allo stato puro. Quello che però lascia quantomeno incuriositi è il termine con il quale è stato descritto il fenomeno di ieri mattina. Tutti, anche i più grandi quotidiani nazionali, hanno parlato di buco nero.
Ora noi non siamo degli esperti, ma non si era detto che nei buchi neri la materia scompare dalla vista del resto dell’universo e lacera lo spazio-tempo fino a generare, pare, un varco per altri universi?
Forse ci sbagliamo. Anzi. Ci sbagliamo senz’altro. Ma allora perché quanto è accaduto ieri mattina non viene definito come semplice fenomeno luminoso? Almeno non stiamo qui a lambicarci il cervello sul perché anche la stampa “accreditata” utilizzi termini impropri che poi generano teorie che la stessa stampa deride allegramente. Ecco. Sarebbe il caso di cominciare ad usare le parole giuste.
Perché sennò, poi, non è poi tanto colpa nostra se stiamo qui a parlare di Ufo ogni giorno che dio manda in terra.
Archivio mensile:Dicembre 2009
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Clamoroso. Un buco nero sul cielo della Norvegia Ufo? Mosca e Oslo smenticono esperimenti militari
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Dottore, voglio i denti da vampiro. Per sempre!
E ora guarda il mondo con i tuoi… denti da vampiro. Chissà se il dentista protagonista di questo singolare episodio accaduto qualche giorno fa a Roma, avrà parafrasato la celebre battuta del film Intervista col Vampiro nel porgere, alla sua giovane paziente, lo specchio per guardare il suo nuovo sorriso. Al medico specialista la ragazza aveva, infatti, fatto una precisa richiesta: due canini allungati. Come quelli dei vampiri.
di ADRIANA D’AGOSTINO
Non si tratta solo di moda, ma di una condizione esistenziale. La ventiduenne romana appassionata di libri e storie sui vampiri che si è sottoposta all’intervento di un dentista per avere i denti superiori allungati, non voleva solo seguire una tendenza. Molto di più. Voleva sentirsi a suo agio con il proprio aspetto. Voleva quei canini diversi per riconoscersi finalmente in una immagine. Ecco perché mamma e papà hanno accettato. Una scelta per farla stare bene. Niente capelli più lunghi o decolté più prosperoso. Solo un sorriso diverso. La famiglia si è così rivolta ad un amico odontoiatra, il Dottor Massimo Guidarelli, dentista romano regolarmente iscritto all’Andi, l’ Associazione Nazionale Dentisti Italiani che, dopo qualche perplessità iniziale, si è reso disponibile per la particolare operazione. Guidarelli sottolinea di aver proceduto conun intervento assolutamente indolore e che non creerà nessun problema masticatorio alla giovane. La ragazza, infatti, aveva dei piccoli spazi nell’arcata inferiore della dentatura che hanno ospitato la punta dei nuovi canini e permesso una normale masticazione. Come riportato su Adnkronos Salute, l’allungamento artificiale di circa un millimetro e mezzo è stato realizzato grazie all’ utilizzo ed al modellamento di resine composite del colore del dente, che si induriscono con il calore di una lampada. Importante sottolineare la totale reversibilità dell’applicazione. Quando la ragazza vorrà toglierla, basterà intervenire con la fresa, garantendo un risultato eccellente senza alcun danno o alterazione. Oggi il Dottor Guidarelli è contento e soddisfatto del suo lavoro. Ha sperimentato il lato creativo del suo mestiere ed accontentato la particolare richiesta di una piccola paziente. La ragazza che studia psicologia e che da grande vuole fare la criminologa, ha dichiarato essere semplicemente entusiasta della sua nuova ed inquietante dentatura. Speriamo solo che non cambi anche abitudini alimentari.
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Il mistero Angelo Faliva il cuoco scomparso nel nulla
Una sparizione degna del più classico enigma della camera chiusa. Una crociera di lusso. 4000 passeggeri. Saune, piscine, ristoranti aperti 24 ore su 24. E il cuoco che svanisce nel nulla, un mercoledì qualunque, tra Aruba e Cartagena.
di SIMONA RULLO
Partito il 23 novembre da Miami. Al suo quarto incarico come aiuto chef. Angelo Faliva, 31 anni, aveva realizzato il suo più grande sogno: cucinare viaggiando. Un diploma di alberghiero e una lunga gavetta alle spalle, prima di approdare a Londra e poi nelle isole Bermuda. Di porto in porto, attraverso incantevoli mete, lo chef cremonese viaggiava verso Los Angeles, a bordo della Coral Princess, una delle più lussuose navi da crociera del mondo. Appena due giorni di navigazione e di lui non si sa più nulla. Dalle 20.15 del 25 novembre scorso, Angelo Faliva è, infatti, inspiegabilmente scomparso. Svanito. Nessuno lo ha più visto, né sentito. Lo cercano dappertutto. L’equipaggio, l’FBI, la Farnesina. I familiari tentano una qualche ricostruzione plausibile a partire dall’ultima conversazione avuta con Angelo. Il ragazzo era sereno, tranquillo. Alla sorella aveva raccontato di un litigio con un collega filippino, ma senza dare alcun rilievo particolare alla faccenda. Così, ogni giorno che passa a nulla si aggiunge nulla. Il bastimento prosegue, lega dopo lega, sulla propria rotta, e il mistero si fa più denso. Incidente, suicidio, omicidio. Tutto è ugualmente possibile perché, dal ponte alla stiva, non vi è alcuna traccia, per la quale favorire un’ipotesi piuttosto che un’altra. Eppure qualcosa di irregolare ci sarebbe. Qualcosa che la sorella di Angelo non manca di sottolineare ogni volta che viene invitata a parlare. Dalla nave è sparito un salvagente e dallo stesso salvagente mancherebbe il dispositivo di illuminazione. Ma cosa può voler dire questo? Se qualcuno volesse suicidarsi non userebbe di certo il salvagente e, tanto più, se qualcuno avesse voluto uccidere il giovane cuoco, non gli avrebbe di certo dato la possibilità di salvarsi. Qualcuno teme infatti che si tratti di un depistaggio. Ma per coprire quale verità?
Intanto un testimone di identità sconosciuta dice di avere visto il giovane cuoco ancora sulla nave il 26 novembre, tra le sei e le sette di mattina, ma resterebbe da chiedersi come mai questo signor X, si sia deciso a parlare soltanto adesso. Forse Angelo potrebbe avere avuto un indicente in seguito a un malore. Una congettura vale quanto l’altra in assenza di elementi. E c’è chi addirittura, nella storia del cuoco scomparso, non si è risparmiato quanto a voli pindarici e ha tirato in mezzo l’immancabile Triangolo delle Bermuda. Forse perché pensare che il giovane, spaventatosi di qualche strano fenomeno o avvistamento, sia andato a nascondersi da qualche parte a bordo, anche se del tutto implausibile, è infinitamente più confortante.
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Batman, il pipistrello compie 70 anni!
Dopo la fantastica Lucca Comics, a Perugia rinasce come l’araba fenice dalle ceneri del Batikfilmfestival, il festival dell’Immaginario. Il tema di quest’anno è la figura dell’eroe, da Ulisse a Batman, attraverso vari facce, tecnologie e punti di vista artistici. Ad organizzare la rassegna l’associazione Culturale “Zero in condotta”, che parte dalla celebrazione per i 70’ anni del supereroe più umano del panorama fumettistico, Batman, per continuare con degli incontri sulla “Superscienza degli eroi”, sui Comics Talk con i nostri più illustri disegnatori di fama internazionale Bianchi, Dell’Otto, Castellini,Mastrantuono e Mattotti.
Il protagonista principale comunque sarà l’uomo pipistrello, creato da Kane & Finger nel 1939. Non tutti sanno che il personaggio ispiratore di Batman va da ricercarsi nell’ Uomo Ombra (The Shadow) creato nel 1930 da Gibson e interpretato da A.Baldwin nel omonimo film del 1994. Diversamente dagli altri supereroi, Batman non ha superpoteri, ha una ottima costituzione fisica e un equipaggiamento tecnologico superiore alla Nasa, grazie ai prototipi delle industrie Wayne. Molti suoi nemici hanno avuto quasi più popolarità di altri protagonisti della DC Comics, l’immortale R’as Al Ghul, il Pinguino, l’Enigmista, Catwoman, il Cappellaio Matto e non ultimo per importanza il Joker. Si può è si deve parlare di Universo Batmiano visto la complessità delle storie, delle varie interpretazioni che gli autori hanno creato in 70 anni. Da citare Bill Finger (creatore della figura di Robin), Dick Sprang (l’autore di un inquietante ambientazione e di numerosi viaggi del tempo dell’uomo pipistrello) e Jack Kirby fino a passare a Todd McFarlane e il mitico Frank Miller.
Una curiosità natalizia da non dimenticare sono i numeri “psicologici” 10 e 11 della saga Fantasmi, dove il cavaliere oscuro affrontò tre spiriti (Poison Ivy, Joker e lo stesso Batman) in omaggio all’opera letteraria Canto di Natale di C.Dickens. Tra i grafici una citazione d’obbligo è il nostro Claudio Castellini che ha disegnato il ns. supereroe nel 2005 -2006. La rassegna continuerà con le proiezioni di tutti i film dedicati al cavaliere oscuro. Menzione d’onore a quello gotico di Tim Burton (1989) e a Batman Begins (2005). Il mondo dei gamer non rimarrà deluso dalla presentazioni delle molteplici versioni videoludiche prodotte in omaggio al eroe (Batman: Arkham Asylu).
Presso la biblioteca Sandro Penna, il 9 dicembre verrà allestita una mostra di tutte le pubblicazioni uscite in Italia dagli anni 60’ ai giorni nostri. La mostra prevederà anche anteprime cinematografiche in anteprima nazionale come “Estigmate” tratto dal fumetto di Mattiotti e la presenza di Terry Gillian (ex Monty Python) regista di film come Brazil, l’esercito delle 12 scimmie, Paura e delirio a Las Vegas, I fratelli Grimm, l’incantevole strega e per ultimo Dott. Parnassus. C’è anche il festeggiamento dei 20 anni della casa di produzione Fandango e della trasmissione televisiva “Fuori Orario”. Nota di rilievo al festival il tributo ad Armando Testa noto pubblicitario, autore di Carmencita e Caballero e di famose pubblicità televisive. Correte numerosi, non è cosi’ comune in Italia poter partecipare ad un Festival così ricco come quello di Perugia.
Ali in spalla e buon compleanno Mr. Batman. (Bruno Mattia Gallo)
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27 novembre. Obama e gli Ufo I brokers ci avevano creduto
Da buoni scommettitori, prima di effettuare una puntata, bisognerebbe controllare le quote dei bookmakers inglesi sull’avvenimento. Le ipotesi, le dubbie verità, le aspettative sui possibili eventi possono essere disquisite all’infinito, ma sono solo i bookmakers, che determinano una quotazione del possibile o anche dell’impossibile. E’ la cartina al tornasole del pensiero comune, rivela l’attendibilità dell‘evento in questione per il pensiero umano.
di BRUNO MATTIA GALLO
In America si stava giocando la partita delle primarie. Fino al 3 gennaio, la Clinton aveva, secondo alcuni politici, ancora delle chance di vincere contro Obama. Ma bastava andare a controllare i botteghini e si sarebbe scoperto che la quotazione del futuro presidente era molto bassa, segno di una vittoria scontata. Infatti Obama vinse le primarie e le presidenziali.
Il 9 gennaio 2009, in Inghilterra ci fu una notizia che due turbine a vento, a Conisholme, nel Lincolnshire fossero state danneggiate da un UFO. In quel periodo ci furono molte segnalazioni nella zone e gli allibratori offrirono la possibilità ai giocatori di scommettere in favore dell’ipotesi extraterrestre. La quota schizzò verso l’alto (500 a 1) evidenziando l’impossibilità dell’evento.
Non mancano le quotazione su eventi impossibili come l’eventualità che Elvis Presley a bordo di un oggetto non identificato cada in testa al mostro di Lochness (quota 200000000 a 1 ). Negli ultimi anni i broker britannici ridussero la loro quota su una possibile vita extraterrestre (da 500-1 ad 25-1) quando l’ente spaziale americano rilevò la presenza di tracce di organismi viventi in materiali provenienti da Marte.
La ragione di questo cambiamento, secondo alcuni esperti del settore, fu da ricercarsi sulle aspettativa di notizie ancora più clamorose nei prossimi anni da parte della NASA. Su questo filone si è inserito, in questi giorni, l’annuncio del 27 novembre, data che sarebbe stata storica per gli appassionati di UFO, se Obama avesse rilevato novità clamorose sulla questione aliena.
Gli scommettitori prima hanno avuto qualche perplessità e poi hanno abbassato il rating da 250-1 a 80-1, segno che la possibilità di nuove rivelazioni su alcuni segreti extraterresti era di fatto credibile. Tanto rumore per nulla. Anche i broker sbagliano? La fine del mondo è vicina. Scomettiamo ?
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Obama e quello strano accordo con la Nasa Continuano le strane voci sul 27 novembre…
Continuano le strane voci su Obama, gli Ufo e la mancata dichiarazione del 27 novembre. Vi raccontiamo un’altra curiosa storia. Provate a mettere insieme tutte le coincidenze.
E’ pericoloso connettere notizie. Intrecciarle, collegarle, metterle una dopo l’altra. Si rischia di tirare fuori strane storie e di produrre nuove domande. Tutte senza risposta. Ricordate il gioco de il Pendolo di Focault di Eco? Metti insieme una manciata di informazioni e ti ritrovi a riscrivere la Storia Universale. “Le aberrazioni della ragione, ancorché affascinanti, generano mostri, e possono risultare terribilmente pericolose”.
Niente di più vero. Soprattutto in questi giorni in cui si è ritornato a parlare di Ufo e Alieni, e di imminenti, clamorosi, annunci sulla vita extraterreste. Fiumi di parole, cataste di notizie vere e inventate di sana pianta, attese vane, e bufale dietro l’angolo.
Barack Obama deve annunciare al mondo che gli Stati Uniti d’America intrattengono salottieri rapporti con almeno sei razze aliene. L’appuntamento è per il 27 novembre 2009. La settimana scorsa.
Non accade nulla, ovviamente. E si grida all’ennesima burla della Rete. Poi, però, un po’ di mezze parole, di mezze notizie, di mezze rivelazioni prendono forma, quasi a voler rimettere in piedi il castello di carte costruito in attesa di quella fatidica, quanto impossibile, dichiarazione mondiale.
Noi di Gialli.it ne trovammo una in particolare che sembrava interessante. Semmai Obama dovesse affrontare l’argomento Ufo lo farà dopo che la Nasa avrà preparato il mondo ad un argomento così controverso!
Perché è interessante una notizia del genere? Semplicemente perché la Nasa è veramente molto presente in questi giorni sui giornali di mezzo mondo. Dalla “trovata” del bombardamento del nostro satellite, fino ad una curiosa, piccola, notizia che, guarda caso, ha circolato sui media proprio “intorno” al 27 novembre.
Ecco. Parliamo di questa “news” e godiamoci il gioco del castello di carte che come per incanto riprende forma sotto i nostri occhi.
La notizia è nota. Ne hanno parlato tutti i quotidiani del mondo.
Ci sarebbero tracce fossili di microrganismi in un meteorite marziano ritrovato nel 1992 in Antartide. Ve lo ricordate? Allen Hills o ALH 84001, una specie di buffa patata di un paio di chili, era noto da tempo. E da tempo un esercito di studiosi stava litigando sulla sua natura e sui suoi segreti.
In tempi non sospetti (estate 1996) un team di esperti lo presentò al mondo in una storica conferenza stampa che fu addirittura preceduta da un discorso del presidente Clinton.
Ecco. Da allora “AL” (come lo chiamano gli scienziati) è diventato una star. E’ stato esaminato, tagliato in due, scansito da un potente microscopio. Ed ogni volta è stata una sorpresa. Quel meteorite dimostrerebbe che su Marte c’è vita. O almeno “c’è stata”.
Insomma niente di nuovo sotto il sole. Di “AL” e della sua importanza sappiamo praticamente tutto. E allora perché, improvvisamente, ritirare fuori questa vicenda?
Si tenga presente che tra il 26 e il 27 novembre non c’è stato giornale “serio” che non ha scritto “Un meteorite marziano scoperto nel 1992 in Antartide conterrebbe tracce fossili di microrganismi vissuti anticamente su Marte”. Ma lo sapevamo già! Perché ritornarci? E con il clamore della notizia inedita?
Perché, dicono, questa volta “abbiamo utilizzato un microscopio elettronico ad alta risoluzione” che non esisteva nel ’96 e che oggi “ci ha permesso di studiare a fondo i dischi di carbonato e i minuscoli cristalli di magnetite presenti all’interno del meteorite”.
Già. Forse è davvero una novità. Conta poco che delle dieci righe girate dalle agenzie di stampa la notizia più rilevante sembra essere soprattutto quella relativa agli artefici di questa “scoperta”. Il gruppo coordinato da Kathie Thomas Keprta, del Johnson Space Center della… Nasa.
Ops… La Nasa. Guarda chi si rivede! La dottoressa Keprta, il dottor David McKay, insomma tutti quelli che per un po’ lavorarono in Antartide a caccia di meteoriti.
Negli anni scorsi si erano tirati addosso un botto di polemiche e smentite. Ora, invece, le loro dichiarazioni sembrano accettate dalla comunità scientifica senza più tante resistenze.
E allora connettiamole queste notizie. L’annuncio della Keprta arriva tra il 26 e il 27 novembre. Proprio mentre Obama rimane muto rispetto alle attese dei “naviganti” della rete. Il “sigillo” sulla credibilità di questa notizia ce lo mette la Nasa. Cosa dobbiamo aspettarci, ora? Che qualcuno si ricordi che in Antartide qualcun altro, un po’ di tempo fa andava blaterando di strane storie, e di una “strana” area chiamata Base 211? E che quella base sarebbe una installazione sotterranea, costruita segretamente con le sotterranee convivenze di alcuni governi seriamente interessati alle esistenze extraterrestri? O magari dobbiamo cominciare ad aspettarci un po’ di generose rivelazioni sul Lago di Vostok, che sta sempre da quelle parti?
Ecco. Se anche le storielline della base 211, o del misterioso “lago delle ombre”, verranno rispolverate, forse conviene cominciare seriamente a pensare che il giochino de Il Pendolo di Focault può veramente diventare una speculazione pericolosa nella mani di chi ha un progetto preciso.
Ma noi, non ci crederemo mai. E’ solo una caso che di “AL”, il meteorite marziano, si è parlato proprio il 27 novembre. E’ solo un caso. Vero professor McKay? (stc)
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Quando Corbucci filmò un disco volante E sulla testa di John Wayne apparve un Ufo
Cinque giorni a parlare di Ufo, a litigare, a giurare che “si! esistono, non ci sono dubbi” oppure “ma no, sono tutte sciocchezze…”. Fatto sta che il 2009 rimarrà nella storia come l’anno degli extraterrestri. Migliaia di avvistamenti, diversi governi che aprono i loro archivi e rendono pubblici documenti inquietanti, ma soprattutto milioni di pagine internet che hanno un solo e unico argomento: gli alieni.
In attesa che “qualcuno” si decida a fare un po’ di chiarezza, Gialli.it vi racconta due storie a metà tra il divertente e l’incredibile. Protagonisti Sergio Corbucci e John Wyne. Loro, gli Ufo li hanno visti. Eccome.
di FRANCESCO DONATI
“Erano in Spagna, in Almeria, dove negli anni ’70 si giravano gli Spaghetti Western… Così, per risparmiare. Ad un certo punti, nel pieno di una scazzottata, Sergio Corbucci tira su la testa e si accorge che proprio sul set c’è un disco volante. Lui non fa una piega. Alza la macchina da presa e filma tutto. Oggi quel documento è nelle mani della Nasa. E forse è l’unica testimonianza firmata da un grande regista”.
Sembra uno scherzo, eppure questo incredibile episodio è stato raccontato in diretta da Christian De Sica durante la trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=99EwiPuGacA[/youtube]
I toni del racconto sono i soliti di De Sica. Divertiti, leggeri. Ma il fatto è vero. Fu proprio Corbucci a raccontarlo al protagonista dei cinepanettoni made in Italy.
La storia, ovviamente, non è nuova. Il papà dello spaghetti-western scomparso una decina di anni fa, l’aveva raccontata di persona durante una trasmissione Rai diretta da Mino Damato. All’epoca il regista consegnò anche il filmato in 35 mm che fu archiviato insieme alla chiacchierata con Damato.
Il disco volante era stato filmato durante le riprese di “Vamos a matar”, con Tomas Milian e Franco Nero. Sul set lo videro praticamente tutti e di fronte a quella strana situazione la troupe decise di inviare la registrazione alla Nasa.
Nessuna notizia, invece, si ha più della copia che Corbucci consegnò a Damato e che sarebbe andata perduta (sic!).
Un Ufo su Rio Grande
Ma per un filmato che si perde, dalla Rete ne spunta un altro che è ugualmente divertente e curioso.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=kSlTIMP1OWM[/youtube]
Il “set alieno” questa volta è d’eccezione. Stiamo parlando, infatti, sempre di un western, ma considerato un vero e proprio cult: Rio Grande, firmato nientemeno che da John Ford, il regista di Ombre Rosse e di tanti film indimenticabili.
Il nostro disco volante, in questo caso, non spunta durante la lavorazione, ma viene notato da alcuni appassionati durante la visione di uno degli spezzoni celebri del film.
Nella scena “incriminata” il Colonnello Kirby Yorke (impersonato da un magnifico John Wayne) parla con Kathleen (Maureen O’Hara) mentre si trovano in un cortile, all’aperto. Mentre i due si scambiano una serie di battute veloci dietro la testa di Wayne appare un oggetto curioso.
Sembra proprio il più classico dei dischi volanti. Anche se è difficile metterlo a fuoco bene, e il nostro piccolo Ufo appare solo per qualche secondo.
Ora quel video (che però sembra veramente una montatura) sta girando all’impazzata su You Tube.
Scommettiamo che ne spunteranno altri di Ufo nel pieno di sequenza che hanno fatto la storia del cinema?
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Estradizione per l'hacker che violò la Nasa a caccia di Ufo
Concessa l’estradizione per MC Kinnon, l’hacker che violò i computer della Nasa per cercare informazioni sugli UFO
Tra il 2001 e il 2002, MC Kinnon era ripetutamente entrato nei computer della Difesa, del Pentagono e della NASA per cercare informazioni relative all’esistenza degli UFO.
E, a suo dire, l’avrebbe trovate.
Ora, Alan Johnson, il Segretario di Stato per gli Affari Interni del Regno Unito, ha accettato la richiesta di estradizione statunitense, permettendo in tal modo che MC Kinnon venga giudicato negli States per un reato considerato gravissimo. E’ accusato di aver provocato ingenti danni economici per aver bloccato per tre giorni i sistemi informativi governativi. Con l’accusa di terrorismo, l’hacker rischia di finire i suoi giorni a Guantanamo. Non sono state considerate attenuanti né le intenzioni non bellicose dell’ingenuo hacker, né la sua malattia.
Vi avevamo raccontato la sua storia. Su come era riuscito ad entrare nei computer della NASA e del Pentagono. Vi abbiamo parlato della sua malattia, la Sindrome d’Asperger e dei timori dei suoi familiari.
Vedremo come proseguirà la storia e se i suoi legali riusciranno a spuntarla.
Una lezione però l’abbiamo imparata: cercar informazioni sugli Ufo può essere molto pericoloso…




