Twilight/Saga. Tutti pazzi per New Moon Ecco curiosità e segreti del film dell'anno

Non c’è scampo, bisogna arrendersi. Arrendersi e farsi trascinare dalla corrente. Allentare ogni tipo di difesa e lasciarsi coinvolgere anche solo per rifletterci su. Bisogna dirlo: il fenomeno New Moon è impressionante. Il livello di entusiasmo suscitato dall’uscita al cinema del secondo capitolo della saga teen-vampiresca di Twilight è paragonabile solo alle scene di follia collettiva che accompagnavano immortali rock band come i Beatles. E non è solo per le manifestazioni di delirio di milioni di giovanissimi fan pazzi per i personaggi, gli attori, la storia. Ma perché il culto per questo nuovo universo neoromantico creato dalla scrittrice Stephen Meyers si nutre di cinema, musica, moda, turismo e, ovviamente, di gossip. Un universo conosciuto dagli appassionati prima solo con la fantasia attraverso i libri e poi cercato in modo fiducioso e fedele al cinema. L’anno scorso per il primo film ed ora per il secondo. Il via per l’Italia c’è stato mercoledì 18 novembre. In 800 sale cinematografiche.
di ADRIANA D’AGOSTINO
Il numero uno del 2009 e le scene tagliate
E’ da mesi, ormai, che sul web si va avanti a suon di scommesse. Riuscirà New Moon a diventare il film numero uno del 2009? Considerando i 10 milioni di euro realizzati in Italia in appena 5 giorni, possiamo confermare un’ottima postazione di partenza. I vampiri di Twilight contro tutti: relegato 2012 al secondo posto, scavalcati Transformers 2, e, soprattutto, Harry Potter ed il Principe Mezzosangue, si deve solo guardare in avanti. Il peggio è passato. Per essere più sicuri, prendiamo qualche altro dato in esame.
New Moon è ufficialmente il film più prenotato della storia sul sito americano di Fandango per le prevendite dei biglietti. Da solo, il seguito di Twilightcopre l’86% delle richieste di prevendita della setti­mana. Non è finita qui. Il primo film del ciclo cinematografico era partito con un budget di appena 38 milioni di dollari ed alla fine è riuscito ad incassarne 400. Se ne prevedono almeno il doppio per questa seconda puntata, che, oltre a partire da una spesa in effetti speciali di 70 milioni di dollari, ha un altro punto di forza tutt’altro che trascurabile: si tratta delle star internazionali Robert Pattinson nel ruolo dell’affascinante vampiro Edward Cullen e Kristen Stewart, interprete della riservata e coraggiosa Bella Swan. La storia d’amore tra i personaggi inventati di Edward e Bella è diventata l’icona del tormentato, difficile, malinconico ed a tratti eccitante mondo degli adolescenti ad ogni latitudine. Molti di questi vedrebbero poi coronare il proprio sogno romantico se arrivasse la conferma tanto sospirata della presunta vera relazione tra i due attori protagonisti.
I twilighters sanno tutto ciò che li riguarda. Come ignorare, infatti, le manifestazioni di delirio delle migliaia di fan, soprattutto donne, pronte, come è accaduto, a denudarsi completamente per i propri beniamini. Come ignorare i migliaia di gadget a loro ispirati venduti in tutto il mondo: tazze, t-shirt, cappellini, ombrelli, borse, tende per la doccia, la maggior parte rigorosamente firmati “Robsessed” cioè “coloro che sono ossessionate da Robert”, il bel Pattinson, appunto. Come ignorare i 100 siti ed i 159 gruppi nati su Facebook in contemporanea con il fenomeno e che, attualmente, contano oltre 15 milioni e mezzo di fan. Come ignorare, inoltre, i 14 milioni di noleggi del primo film “Twilight” registrati nei primi sei mesi di quest’anno e le 8 milioni di copie del corrispettivo DVD/Blu-ray vendute dal 21 marzo. E’ impossibile ignorare. Anzi. Da quando in diretta su Mtv il regista di New MoonChris Weitz ha reso nota la lista delle scene tagliate che ritroveremo nella versione home-video del film tra qualche mese, l’attesa del prezioso dvd è salita alle stelle.
Riuscirai a soddisfare la tua sete?
In questo secondo episodio, la coppia formata dalla mortale Bella e dal vampiro 109enne con il viso da ragazzino Edward è costretta a separarsi. Il sangue caldo che scorre nelle vene dell’amata è una tentazione troppo grande in un mondo abitato da vampiri. L’amicizia di lei con un affascinante licantropo e la lotta contro i Volturi, antica famiglia di nobili vampiri originari di Volterra, porterà la giovane a battersi ancora per il suo amore impossibile. Ma la trama è già nota a molti. I libri della americana Meyers sono stati letti da 3 milioni di persone in tutt’ Italia e da 85 milioni in tutto il mondo. L’intera saga è, inoltre, da ben 402 giorni nella top 100 dei bestseller. Per chi volesse ritrovare e prolungare l’emozione vissuta con i libri e con le pellicole, ecco ai posti più alti della classifica le colonne sonore del primo e del secondo film rispettivamente con 14 mila e 40 mila copie vendute. Per non parlare della lunga serie di volumi pubblicati per l’evento. Escono in questi giorni per Fazi (editore italiano della saga) due li­bri: La filosofia di Twilight: I vampiri e la ricerca dell’immortalità e New Mo­on. Il backstage del film. Sugli scaffali delle librerie c’è, da poco, anche la bio­grafia non autorizzata di Robert Pattinson, intitolata Amore al primo mor­so ededita da De Agostini. Sono firmati da Letizia Corbi , invece, un corto ispi­rato alla saga e un documentario solo sulla vita delle fan della saga  intitolato Luna Nuova. Curiosando nelle profumerie, le femminucce saranno, poi, contente di imbattersi nei nuovi prodotti di make-up di varie case di cosmetica ispirati al look dei neovampiri di New Moon. Ecco quindi rossetti con speciale effetto sangue sulle labbra, fondotinta ultra pallidi e mascara da Volturi per uno sguardo magnetico. Tutto questo, ovviamente, sorseggiando una lattina di Pepsi che, non a caso, sponsorizza il film mostrando i bei volti degli attori e lo slogan: Riuscirai a soddisfare la tua sete?
Montepulciano e Volterra città dei vampiri
Se qualche anno fa qualcuno avesse predetto agli abitanti di Forks che la loro piccola cittadina sarebbe diventata una tra le più famose dell’intero Stato di Washington, nessuno ci avrebbe creduto. Ma da quando il centro è stato scelto come location principale dei due film di Twilight, ogni sua stradina è divenuta meta di folle di accaniti twi-hards. I luoghi di culto sono, dopotutto, fondamentali per i fans. Ne sa qualcosa il nostro Comune di Montepulciano che, nei giorni dal 26 al 30 del mese di maggio, ha avuto l’onore di essere scelto come teatro per girare alcune delle scene più intense di New Moon: l’incontro ed il bacio tra i due protagonisti. Nel libro si parla di Volterra, ma Montepulciano offriva ambientazioni più adatte all’esigenza di regista e scenografi. In quei giorni, 5.000 ragazzine sono accorse da ogni parte del mondo, solo per assistere alle riprese. Non c’era più un hotel libero nel raggio di 20 km. Per il casting delle comparse scelte sul posto, si sono presentate oltre 6.000 persone di cui 4.000 donne. I figuranti avrebbero dovuto indossare un mantello rosso sangue e distribuirsi in maniera omogenea nella piazza Grande di Montepulciano inscenando una festa patronale. Oggi quel mantello rosso può essere acquistato dai partecipanti alla grande festa tour di Montepulciano. E’ possibile visitare luoghi e set del film accompagnati da guide oppure scegliere i  pacchetti turistici tutto compreso come “Baci, morsi e bicchie­ri di Nobile” o il più romantico “New Moon” con tanto di prova finale della scena cloudel film: l’abbraccio in piazza Gran­de tra Edward e Bella che, i turisti, possono ripetere come ri­to propiziatorio. Infine è giusto informare sulla mostra fotografi­ca intitolata “5 giorni a Maggio”, con una sessantina di immagini realizzate du­rante la lavorazione del film e sulla rivista New Moon Montepulciano. Sul sito del Comune c’è un link interamente dedicato a ciò che è avvenuto in quei mitici cinque giorni. Qualsiasi magia sia accaduta, ha comunque incoronato Montepulciano e Volterra città dei vampiri. Brindiamo allora alla loro salute. Magari con un bicchiere di Nobile. Rigorosamente rosso.

La "strana" morte di Heath Ledger E un viaggio nei film "maledetti"

Ci sono alcuni film che nascono sotto una cattiva stella. Ci sono alcuni film che diventano maledetti, perché dietro la loro lavorazione si portano una scia di sciagure.
Uno di questi è “The Dark Knight”. Ma ce ne sono tanti altri. Ecco un piccolo viaggio nei film maledetti.

di LAURA CIOTOLA
“Il Cavaliere Oscuro”, questo il titolo italiano, diretto da Cristopher Nolan, ha per protagonista Christian Bale nei doppi panni di Bruce Wayne e di Batman e Heath Ledger nei panni del malefico Joker.
Il film, una continuazione di “Batman Begins”, anch’esso diretto da Nolan, è stato girato negli Stati Uniti e ad Hong Kong ed è arrivato nelle sale italiane lo scorso 23 luglio, sbancando ai botteghini con un incasso superiore al miliardo di dollari in tutto il mondo.
Importanti i riconoscimenti avuti nella celebre notte degli Oscar, dove “The Dark Knight” è stato premiato ben due volte, per il miglior montaggio sonoro di Richard King e il miglior attore non protagonista, Heath Ledger.
Ma Ledger quel premio non ha mai potuto ritirarlo.

La maledizione

Il 22 gennaio 2008 è stato trovato morto, nel suo appartamento di Broome Street, a Soho, per “un’overdose accidentale di farmaci”.
Era la seconda vittima del film. Già il tecnico degli effetti speciali, Conway Wickliffe era morto il 26 settembre 2007, quando, mentre girava una scena del “Cavaliere Oscuro” in Surrey, a Londra, si era schiantato con il veicolo 4×4 contro un albero.
Dopo la morte di Ledger il film venne bollato come maledetto.
Le voci più insistenti volevano che Heath fosse stato ucciso dal suo stesso personaggio, The Joker. Come infatti aveva raccontato in molte interviste, l’attore scomparso lavorava anche di notte per ottenere una totale identificazione nel ruolo che doveva interpretare. Leggeva gialli e guardava film horror, voleva imparare a terrorizzare il suo pubblico. Ma poi quel ruolo gli deve essere entrato dentro a tal punto che non riusciva a liberarsene neanche di notte, quando, come dichiarò al New York Times, non riusciva a dormire più di due ore tanto che iniziò ad usare calmanti e Ambien, il potente sonnifero il cui effetto, però durava solo un’ora. Ma i giochi erano fatti. La tragedia non si è fatta aspettare. Heath Ledger è morto lasciando una moglie, Michelle Williams, conosciuta sul set di uno dei suoi film più celebri, “I segreti di Brokeback Mountain”, e la loro piccola figlia, Matilda. E dire che il collega Jack Nicholson, che aveva, a sua volta interpretato The Joker per il Batman di Tim Burton lo aveva messo in guardia verso quell’inquietante personaggio.

Gli altri film maledetti

Ora, non resta che chiedersi se davvero esistano film maledetti o, si tratti semplicemente di coincidenze, anche se talvolta queste coincidenze diventano impressionanti, e basta guardare un po’ indietro per rendersi conto che la storia cinematografica ne è piena.
I film funestati da episodi incredibili e inquietanti esistono da sempre.
Durante la realizzazione de “l’Esorcista”, morirono il fratello di Max Von Sydow in Svezia e la nonna di Linda Blair. La tragedia toccò anche il figlio di Jason Miller, che fece un incidente in moto proprio quando stava andando a trovare il padre sul set.
Ma il film maledetto per eccellenza resta forse la trilogia di “Poltergeist” (1982, scritto da Steven Spielberg e diretto da Tobe Hopper), “Poltergeist II” (1986, diretto da Brian Gibson), e “Poltergeist III” (1988, diretto da Gary Sherman), che annovera addirittura quattro morti tra i suoi protagonisti: Dominique Dunne, Heather O’Rourke, Will Simpson e Julian Beck. Furono in particolare le morti accidentali della giovane Heather O’Rourke, a soli 12 anni e di Dominique Dunne, a 22 anni, a far pensare a una maledizione.
E che dire del “Corvo”, dove a perdere la vita, a causa di un colpo di pistola partito accidentalmente, è Brandon Lee figlio di Bruce Lee?

Parnassus – L’ultimo film

Fatto sta, che prima di morire, Heath Ledger, stava girando “Parnassus”, di Terry Gilliam, che non riuscì a terminare. E sembra un cattivo scherzo del destino che nel suo ultimo film, Ledger sia stato più forte della maledizione che lo ha voluto morto. Grazie allo specchio magico che lo ha trasformato nei suoi amici più cari: Colin Farrel, Johnny Deep e Jude Law è tornato in vita, forse per dire addio al mondo in un modo a lui più congeniale, che lo liberasse, finalmente dai panni invadenti del Joker per preferirgli quelli di un uomo che ha tentato di ingannare addirittura il diavolo e, chissà che, a suo modo, non ci sia riuscito davvero, almeno per un’ultima, triste volta.

La Leggenda del Mary Celeste

Una nave diventa “fantasma” nel momento in cui il suo equipaggio è costituito solo da fantasmi. Era il 13 dicembre 1872 quando nelle acque tra il Portogallo e l’arcipelago delle Isole Azzorre, il brigantino Dei Gratia avvistò un’altro brigantino, con le vele spiegate, ma con a bordo… nessuno. Era la Mary Celeste.
di LAURA CIOTOLA
La nave varata in Canada nel 1860, partì da New York il 7 novembre 1872, dopo aver imbarcato un carico di alcool industriale per conto della Meissner Ackermann & Coin. Era diretta a Genova. Al comando c’era Benjamin Briggs. Con lui, la moglie Sarah Elizabeth, la figlia di due anni, Sophia Matilda, due aiuti e cinque marinai.
Quando David Reed Morehouse, il capitano del Dei Gratia, scorse la Mary Celeste con il suo cannocchiale, notò subito qualcosa di molto strano: sembrava che nessuno la governasse.
Ordinò ad alcuni dei suoi uomini di raggiungere la nave e questi appurarono che si, la nave era deserta. Vi trovarono riserve di cibo, abiti gettati all’aria e gli oggetti personali di quello che era stato l’equipaggio. Non vi era traccia, invece, della scialuppa di salvataggio. L’ultima annotazione del diario di bordo attestava che la nave era giunta in vista di Santa Maria delle Azzorre il 25 novembre.
Morehouse portò la Mary Celeste al porto di Gibilterra. Era il 15 dicembre. Da quel momento si rincorsero ipotesie e leggende sul quel fantomatico equipaggio che sembra non essere mai esistito.
Il procuratore generale di Gibilterra, Fredericck Solly Flood, sospettando che Briggs e Morehouse si fossero messi d’accordo per spartirsi il denaro della ricompensa da parte del proprietario della Mary Celeste, aprì un’inchiesta. Questa ipotesi venne presto smentita, ritenendo che a Briggs, comproprietario della nave, poco sarebbe convenuto.
Altre ipotesi vennero fatte quando fu rinvenuto, sul brigantino fantasma, una spada macchiata di rosso. Si pensò, addirittura che Briggs, ubriaco, avesse ucciso tutta la truppa. Ma anche questa ipotesi cadde nel nulla quando si constatò che sulla spada c’era solo ruggine.
L’inchiesta fu chiusa per mancanze di prove.
Le teorie di Doyle
Nel 1884 Arthur Conan Doyle, con un suo racconto, riaprì l’interesse sulla nave fantasma. Ma la sua storia, se per molti versi si avvicinò alla realtà, per molti altri risultò fantastica.
A dispetto di quanto raccontò lo scrittore britannico, infatti, non fu trovato del cibo ancora caldo e un gatto nero sulla nave abbandonata.
Nel 1913, lo Strand Magazine pubblicò le memorie di Abel Fosdyk, presunto passeggero segreto della Mary Celeste. Lo stesso sosteneva, in tali suoi scritti, che il capitano Briggs, durante una sfida con i marinai, si sarebbe gettato in acqua vestito, mentre l’equipaggio, compresi moglie e figlia di Briggs, lo guardavano da un ponte speciale appositamente costruito per vedere quanto accadeva. Poi il ponte si sarebbe spezzato e l’intera ciurma sarebbe andata in pasto agli squali. Fosdyk solo, aggrappato a un pezzo di ponte si sarebbe salvato. Ma, timoroso di non essere creduto, non avrebbe raccontato a nessuno la verità. Tuttavia fu l’ennesima teoria bocciata dal fatto che i dettagli sulla nave forniti da Fosdyk erano sbagliati.
Ma le ipotesi hanno continuato a rincorrersi per molto tempo.
Alcune di queste vogliono che l’equipaggio, spaventato dalla fuoriuscita di vapori provenienti dal carico di alcool, avesse abbandonato la Mary Celeste, disperdendosi in mare. Altre teorie parlano di pirati. Ma anche queste sono state scartate perchè il prezioso carico fu ritrovato intatto.
Altre leggende
Ci sono poi ipotesi forse meno credibili, ma sicuramente più affascinanti che spiegano con gli alieni la scomparsa dell’equipaggio.
Fatto sta che la nave maledetta ha continuato a solcare i mari e a mietere vittime.
In uno dei suoi viaggi trasportò animali, che però furono rinvenuti morti nella stiva prima di arrivare a destinazione.
Nel 1884 la nave partì da Boston con Gilman Parker che, fece registrare un carico di scarso valore come fosse prezioso, assicurandolo per una cifra esorbitante, per poi far naufragare la Mary Celeste vicino ad Haiti. Gilmann fu smascherato assieme ai suoi soci e tutti ebbero una triste fine. Gilmann morì povero e di altri due marinai, uno si suicidò e l’altro finì in manicomio. Poi nel 2001 la sensazionale scoperta.
Il relitto della «nave fantasma» di Arthur Conan Doyle, è stato trovato dalla spedizione americana di Clive Cussler, vicino alla scogliera di Rochelais, al largo delle costa di Haiti.
Mentre il mistero continua a ruotare intorno a quelle dieci persone che nel lontano 1872, sono state inghiottite dal nulla.

Gelb, Delitti all'ombra del Vesuvio

Alla riscoperta di Nathan Gelb, lo scrittore americano amato da Evangelisti e col pallino per Napoli e il suo Principe di Sansevero. Due i libri pubblicati fino ad oggi con lo stesso protagonista. Il “Quadro dei Delitti”, e “Delitti sotto la Cenere”, entrambi editi da Sperling & Kupfer.
di LAURA CIOTOLA
Il posto è Clisson in Bretagna. L’anno è il 1753. Una serie di raccapriccianti delitti inquietano papa Benedetto XIV a tal punto che inizia a sospettare addirittura del diavolo.
Il Papa non ha dubbi, per una questione del genere c’è bisogno di un detective d’eccezione. Ed eccolo nella figura dell’alchimista Raimondo de Sangro, Principe di Sansevero.
In gran segreto, papa Benedetto decide di affidare le indagini a lui, superando la polizia e l’Inquisizione e nominandolo “Detector Pontificio”.
Il principe si troverà nel bel mezzo di una macabra storia, fatta di demoni, templari, alchimia e antichi misteri, come quello legato a un famoso quadro di Bosch e alla sua misteriosa morte. E ancora maledizioni, antiche passioni ed enigmatiche reliquie a completare la tavola d’indagine del Principe di Sansevero. Ma lui, il Principe partenopeo che dell’alchimia ha fatto un arte e che, come si sa, qualcosa di diabolico lo ha sempre avuto, non si tira indietro, arrivando a mostrare anche, a dispetto della sua stessa fama, un lato molto umano.
Scritto da Nathan Gelb, “Il quadro dei delitti” (Sperling & Kupfer, 2006), è primo noir dello scrittore statunitense col pallino del Principe di Sansevero.
Pubblicato in Italia nel 2006 ha fruttato a Gelb una fama che lo ha poi spinto a ritornare nella Napoli settecentesca sempre al fianco del suo ormai amato protagonista, Raimondo de Sangro.
Questa volta, però, Gelb punta ad una storia ancora più nota e affascinante. Nel suo “Delitti sotto la Cenere” (Sperling & Kupfer, 2008) il Principe di Sansevero si troverà di fronte nientemeno che lo strano caso dei due amanti maledetti di san Domenico maggiore: Maria d’Avalos e Fabrizio Carafa, uccisi, come si sa, dal marito di lei, Carlo Gesualdo.
Un susseguirsi di colpi di scena, e terrificanti scenari, sembrano inghiottire il lettore nelle trame del romanzo, fino a porlo di fronte a un’inaspettata verità.
Insomma, tutto da seguire questo scrittore di origine ebraica che scrive perfettamente in italiano, ama Napoli, e si è laureato con una tesi, guarda un po’, proprio sui Templari. C’era da giurarci.
Il Quadro dei Delitti Delitti sotto la Cenere sono editi da Sperling & Kupfer.

D'Addario, Le "pericolose" memorie di una escort

2b108a831bc5e9cd4ff4c8a2eabd638d--158x237Come in un romanzo di Golden, come le Memorie di una Geisha, come i mille libri che hanno fatto tremare i palazzi del Potere, arrivano, nel prossimo week end, anche le memorie di una escort d’eccezione: Patrizia D’Addario. E, naturalmente, l’italietta del gossip e dei pruriti inconfessabili trema. Di piacere.
di SONIA T. CAROBI
E’ annunciato per venerdì, salvo complicazioni, il libro/confessione della donna che qualche mese fa ha raccontato le sue notti a palazzo Grazioli in compagnia del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il caso D’Addario ha tenuto banco per mesi su tutte le prime pagine dei quotidiani di mezzo mondo. Poi però, la vicenda è passata dalla cronaca ai giornali di gossip e lo “scandalo Patrizia” si è sgonfiato come una bolla di sapone. Che sarà mai? Abbiamo un Presidente “un po’ birbantello”, a anche le allegre notti a Palazzo sono finite a tarallucci e vino.
Gli italiani ci hanno riso su e “puff”, la D’Addario è bella e dimenticata.
Ma se, come si dice, “ogni mondo è paese”, così come c’era da aspettarsi il ridimensionamento di una vicenda che pur presentava alcuni aspetti delicati (vedi la “ricattabilità” di una della massime cariche dello Stato), era anche prevedibile l’ultimo affondo della signora barese: un libro di memorie, e di “verità” che ora rischia di sollevare l’ennesimo polverone.
Si intitola “Gradisca, presidente”, è edito dalla casa editrice emiliana Aliberti, ed è scritto a quattro mani con la giornalista Maddalena Tulanti, vicedirettrice del Corriere del Mezzogiorno, e già nei mesi scorsi molto attenta alle vicende baresi che coinvolgevano Berlusconi.
In copertina una splendida Patrizia, dallo sguardo intenso e corrucciato. Nel sottotitolo due righe che fanno già rumore: “Tutta la verità della escort più famosa al mondo”.
Per ora la casa editrice ha annunciato che sono state stampate solo 15.000 copie, ma è molto probabile che le 242 pagine di “memoriale”, verranno ristampate prestissimo.
Niente è dato da sapere sul contenuto della “confessione”. L’editore getta acqua sul fuoco dichiarando che le rivelazioni della escort barese sono quelle già in larga parte note. Ma, pare, che il libro riporti un po’ di dettagli in più su alcuni particolari sessuali che l’inchiesta avrebbe sorvolato.
Insomma “giallo, sesso e mistero” per un libro che è già un caso.

Napoli, un concorso per i corti noir

E’ forse il genere più amato da chi si nutre di cinema. Il Noir, praticamente “inventato” da Dashiell Hammet e Raymond Chandler, i padri dell’hard boiled, ora fa proseliti anche nel mondo dei “corti”. E a Napoli c’è già un concorso. CORTONOIR.
Dopo un anno di “segreta clandestinità”, come dice il comunicato stampa, infatti, torna CORTONERO, il primo concorso di cortometraggi interamente dedicato al noir, al giallo e al mistero.
Giunta alla sua seconda edizione, la manifestazione diretta da Gennaro Maria Cedrangolo, propone quest’anno una serie di interessanti novità. Prima fra tutte la scelta dei premi. Ai primi due classificati andranno delle borse di studio per corsi di regia e montaggio, presso la Scuola di Cinema di Roma (sede napoletana).
Per partecipare ci sono una manciata di mesi a disposizione. I corti dovranno essere consegnati entro il 31 marzo 2009. Nessuna limitazione sulla lunghezza dei lavori, ma rigore sul genere. Verranno accettati solo corti strettamente legati al noir e al giallo.
CORTONERO è promosso dalla Galleria del Giallo e del Mistero di Napoli, meglio conosciuta come Il Pozzo e il Pendolo. Il concorso è nato dall’incontro tra Cedrangolo e il piccolo spazio napoletano che da anni si occupa di un genere che da sempre appassiona lettori e amanti del cinema.
L’anno scorso a CORTONERO parteciparono una novantina di registi, e il concorso fu vinto dal salernitano Domenico Natella, con Hoi no estoy pà nadie, che si avvaleva di una produzione spagnola.
Sono già molti i lavori arrivati quest’anno. L’iscrizione è completamente gratuita.
Per maggiori info contattate info@ilpozzoeilpendolo.it o cortonero@gmail.com.

Stasera vado ad una seduta spiritica. Su Twitter!

Lei è una medium di “fama internazionale”. Loro sono quelli della nota catena di costumi teatrali. Insieme si sono creati un account su Twitter è hanno lanciato le prime sedute spiritiche virtuale della storia. Ecco l’ennesima trovata della rete firmata Jayne Wallace e Angels Fancy Dress, la strana coppia che gioca con l’aldilà.
di CLARETTA MASCOLO

Non finirà mai. Con Internet, con la Rete, con i Social Network. Ci toccherà di sentirle di tutti i colori. Basta una buona idea, un po’ di sano spirito imprenditoriale, tanta faccia tosta e un po’ di mestiere sulla tastiera e per un po’ di tempo si può fare anche il giro del mondo. Passare di bocca in bocca e diventare celebrità virtuali.
Gli ultimi, in ordine di tempo, sono quelli degli Angels Fancy Dress. Negozi di costumi, teatrali e non, che l’hanno pensata veramente grossa e si sono guadagnati un piccolo posto al sole in via Internet.
L’idea è elementare: organizzare sedute spiritiche su Twitter. E decidere di dialogare con l’aldilà puntando, però, solo ai personaggi famosi prematuramente scomparsi.
Funziona più o meno così: gli “organizzatori” delle sedute virtuali hanno presentato ai loro followers un elenco di candidati celebri. Per lo più rockstar, e qualche scrittore famoso (vedi Poe e Shakespeare) scomparso tra lo sconforto dei fans.
Poi hanno lanciato un vero e proprio sondaggio. Con chi vorreste entrare in contatto? Il caro estinto più votato finisce su Twitter e una medium si occupa di torchiarlo a dovere.
sistersPer “l’esperto nel settore” è stata scelta una delle “sorelline psichiche” più famose d’Europa. Jayne Wallace, la fondatrice delle Psychic Girl. Un terzetto di procaci medium che hanno fatto dell’aldilà un business a sei zeri.
Sarà Jayne (che su Twitter potrete seguire digitando la parola chiave Tweance) che si occuperà delle “seance”, e dell’inoltro delle domande al defunto prescelto.
Ad oggi sono più di 2400 i seguaci della medium pronti a sedersi al tavolo virtuale delle sue sedute. E qualche settimana fa, tutti insieme riuscirono a parlare con l’anima tormentata di Michael Jackson.
Noi di Gialli.it ne abbiamo già parlato, ma delle sedute spiritiche virtuali non si smette mai di volerne sapere di più. Chi sarà la prossima celebrità disturbata dalla Wallace? E soprattutto: i defunti che intervengono alle “riunioni” rispettano i 140 caratteri previsti dal micoblogging più famoso del pianeta? Staremo a vedere.

Avellino. Clamoroso: ritrovata un'opera di Escher Soggetto? Il Mostro di Loch Ness

In un paesino dell’avellinese ritrovata un’opera attribuibile al famoso pittore olandese M.C. Escher. Il soggetto? Il mostro di Loch Ness che riemerge dalle acque richiamato dal suono di un flauto. Il quadro, datato 18 gennaio 1949, che reca anche una dedica a firma di Escher, è attualmente depositato presso lo studio dell’avvocato Giuseppe Nardiello che si è anche occupato delle verifiche sull’autenticità dell’opera. La perizia giurata è depositata presso il Tribunale di Roma. Bufala o clamorosa scoperta?

di PASQUALE MONACO 
Se fosse autentico varrebbe una cifra da capogiro. Ma soprattutto dimostrerebbe che “lui” vide il mostro. Il problema che questa non è una storia facile facile. E forse vale la pena raccontarla. Non foss’altro per provare a capirci qualcosa. Così. Per quel piacere pruriginoso che si chiama mistero.
Partiamo dall’inizio. Dalla cronaca. Quella semplice. Quella che vede un piccolo paese dell’avellinese contro mezza Olanda. E un poliziotto della polstrada contro la M.C. Escher Foundation, un colosso del mondo dell’arte che gestisce l’immagine, i diritti e le opere di uno dei più famosi ed enigmatici artisti di tutti i tempi: Maurits Cornelis Escher.
Dobbiamo partire da qui, fare qualche passo indietro nel tempo, e come per incanto ci ritroviamo alle pendici del Terminio, sui Monti Picentini, in un paesino di poco più di 4.000 abitanti che si chiama Volturara ed è in provincia di Avellino. In Campania.
Ecco, è proprio da qui, da questo pugno di case con i tetti spioventi, con la neve, i lupi e tutto il resto che comincia la nostra storia. Una storia curiosa che ha per protagonista nientemeno che un mostro. Ma non un mostro qualunque: il mostro per antonomasia, il mostro di Loch Ness.
Gesio, il poliziotto e un dragone che si chiama Nessie
Siamo nel 2005. Volturara si vive i suoi tempi lenti, da paese di montagna. Il bar, la chiesa, il municipio, le chiacchiere e i racconti da caminetto. Ma anche i fantasmi, le “paure” che riscaldano le notti davanti al fuoco, le leggende. In paese ce n’è una che si saranno raccontati mille volte.
Quella di Gesio, il cavaliere temerario che sconfisse un dragone.
Storie antiche, da bambini con gli occhi sgranati. Ma anche storie già sentite mille volte, che ogni tanto ti viene anche un po’ da sbadigliare.
Poi, al bar, in un giorno qualsiasi, arriva un poliziotto che in paese conoscono tutti, si siede, guarda gli amici di sempre e comincia a raccontarne una nuova, di storia. E come per magia Gesio e il dragone riprendono vita, cambiano nomi e volti e nessuno, proprio nessuno, sbadiglia più.
Il poliziotto si chiama Raffaele De Feo, e la sua storia è alchimia. Allo stato puro. Gli ingredienti ci sono tutti per rimanere ad ascoltarlo per ore. Una soffitta abbandonata, la casa della vecchia madre, le foto di un viaggio in Svizzera, e un vecchio quadro che qualcuno aveva donato ai suoi genitori una cinquantina di anni fa.
Un quadro “strano”, realizzato a carboncino,  che raffigura un animale fantastico, dal collo allungato che ricorda quello di Nessie. Di spalle un’altra curiosa figura. Un uomo nero che suona il flauto tenendo in scacco la “bestia”.
Basterebbe solo questo per riscaldare una notte d’inverno. De Feo, il poliziotto, quel quadro lo ha trovato nella soffitta della madre e non gli ha dato tanto peso. Poi, però… Poi, però… “l’ho aperto, ho tolto la cornice, e dietro al foglio sul quale era stato disegnato Nessie e l’uomo nero c’era una dedica e una firma…”.
 Una dedica e una firma. “Di cuore, ad un amichevole ricordo”, M.C. Escher.
Capito? Maurits Cornelis Escher, Mauk, il pittore/matematico, l’incisore, il grande grafico olandese al quale è stato dedicato addirittura un asteroide (4444 Escher) e le cui opere oggi valgono una fortuna.
Capito? Se quel quadro fosse autentico De Feo sarebbe un uomo d’oro.

escher_relativitaMauk, il pittore matematico
La storia è semplice semplice.
Raffaele De Feo, in servizio alla Polstrada di Avellino,  trova lo “strano quadro” nella soffitta di famiglia. Un’opera in carboncino, datata 18 gennaio 1949. Il quadro sarebbe stato donato alla madre di De Feo da un’anziana signora svizzera come omaggio per la sua amorevole assistenza. Nel 1958, infatti, la signora De Feo prestò servizio presso la casa di questa dama che alla fine del rapporto di lavoro decise, forse troppo frettolosamente, di donarle l’opera.

Inutile dire che da quel ritrovamento la vita di De Feo è cambiata. Ma forse non in meglio. Nel senso che l’attribuzione del quadro è stata lunga e faticosa, e proprio mentre il Tribunale di Roma, con una perizia di un’esperta, Anna Petrecchia, sembrava dare credito alle speranze del poliziotto e di tutto il paesino di Volturara, la fondazione che si occupa dell’eredità artistica di Escher ha bollato il quadro come un falso.
Una falso. Ma ci sono ancora troppe domande
Una doccia fredda per il nostro De Feo che però si chiede come si faccia a dichiarare falso un quadro che non si è neanche visionato. Già, perché dall’Olanda hanno fatto la voce grossa, si sono anche infastiditi oltre misura, ma non hanno mandato nessun perito a vedere il Mostro di Escher che riemerge dalle acque richiamato dal suono di un flauto.
Eppure l’artista olandese non era estraneo a queste suggestioni. In “Gravità”, una delle sue opere più famose, dei rettili multicolori sporgono le loro teste da un possibile dodecaedro stellato. E a guardare l’incredibile elenco dei suoi dipinti la magia, i fantasmi, i rettili e le metamorfosi sono presenti in quasi tutte le opere. E allora perché bruciare senza appello, e senza controprova, una possibilità del genere?
Noi di Gialli.it abbiamo deciso di pubblicare questo articolo grazie ad un nostro lettore che ci ha segnalato questa storia. Ma è ovvio che la curiosità è tanta e non riguarda solo l’incredibile ritrovamento di De Feo. Perché va bene tutto il polverone sull’attribuzione, ma bisogna farsi anche tante altre domande. Escher vide Nessie durante uno dei suoi viaggi? Oppure credeva nell’esistenza del mostro? Ma soprattutto, è veramente una coincidenza la presenza di una presunta opera di Escher, dedicata al mostro più noto del mondo, in un paese che lega il suo nome proprio alla leggenda di un drago?
Difficile da dire. L’unica cosa certa è questa storia meriterebbe attenzione. Molta attenzione.

Cina, arrivano le impronte digitali false

Arrivano dalla Cina le impronte digitali false.
Un’azienda cinese ha inventato un sistema per superare il ritardo cronico dei colletti bianchi. Falsificare le loro impronte digitali.
Liu è una giovane donna cinese impiegata in un’impresa pubblicitaria di Fuzhou, capitale della provincia di Fujian. Liu ha un difetto. E’ una ritardataria cronica. Fin che si tratta di impegni personali poco male. Ma sul lavoro il ritardo è un bel problema.e Liu proprio non riesce a risolverlo.
Solo nel mese di ottobre ha pagato come penale per il suo ritardo più di 200 yuan (uno stipendio medio in cina è di circa 900 yuan mensili). Devo fare qualcosa, avrà pensato Liu, ritenendo molto più semplice trovare una soluzione alternativa piuttosto che provare ad arrivare in ufficio prima del solito. Devo fare qualcosa. Cos’ avrà pensato quando ha cominciato le sue ricerche su internet, il serbatoio di risposte alle più difficili ed impossibili domande del mondo. E ha trovato una soluzione.
L’azienda di Liu utilizza per registrare le presenze un sofisticato sistema di rilevazione delle impronte digitali ed internet ha offerto alla giovane impiegata la soluzione perfetta. Impronte digitali false. La società che le produce si trova a Rizhao nella provincia di Shandong. Così Liu, per 100 yuan ha preso le proprie impronte, le ha imbustate e spedite all’indirizzo indicato su Internet restando in fiduciosa attesa.
Dopo una settimana le è stata recapitata una piccola guaina di silicone con le sue impronte digitali. Liu non deve far altro che trovare un collega amico disposto ad aiutarla ed il problema è “definitivamente” risolto. Liu potrà continuare ad arrivare in ufficio in ritardo e risultare una impiegata modello.
La guaina è garantita per almeno un anno ed è prevista anche la formula soddisfatti o rimborsati. Nel caso in cui le impronte non consentano la truffa l’azienda produttrice rimborsa il costo dell’acquisto.
Le aziende cinesi non avranno pensato di potersi trovare di fronte tante Liu quando hanno deciso di sostituire i vetusti cartellini con un sistema infallibile basato sul controllo delle impronte digitali.
Ma se esiste un’offerta evidentemente ci deve essere anche una domanda.
Noi ci domandiamo quali e quante altre richieste di diversa natura, una volta che la scoperta si sarà diffusa, potranno essere soddisfatte dall’azienda di Rizhao. E se oggi i clienti sono colletti bianchi domani potranno essere ladri e truffatori di professione. (c.m.)