Uno "strano essere" spunta in Messico. E' un Alieno? Imbarazzo nella comunità scientifica sudamericana

Dopo l’alieno di Roswell, quello che sarebbe conservato nella mitica area 51, e dopo quello ritrovato nel grande complesso funerario di Laguna de los Còndores, nel nord del Perù, spunta un’altra mummia “extraterrestre”. A trovarla un giornalista americano con la passione per il genere. Il nuovo ET è in Messico, in una della zone con maggiori casi di avvistamenti Ufo del Sudamerica. Video e foto impazzano in queste ore su internet.
di SONIA T. CAROBI
Che è brutto, è brutto. Ma non è verde. E a guardare bene non ha neanche le antenne. “E’ cucciolo!”, dicono alcuni studiosi con malcelata tenerezza.  E quindi le antenne magari gli sarebbero cresciute. Come il manto. Si, perché quando lo hanno trovato sembrava un coniglio scuoiato. Pronto per il forno. Di verde nessuna chiazza. Neanche a pagarla.
Insomma: non ha le antenne, non è verde, pare non abbia mai detto “telefono casa”, eppure quell’esserino col testone di Et e il corpo da lucertola sarebbe un alieno. A giurarlo un equipe di ufologi messicani che da ben due anni passa tutto il proprio tempo a fare test e risonanze magnetiche sul cadavere di questo curioso “animale” che si ritrovarono di fronte nel 2007.
Da allora la storia dell’Et sudamericano è stata un crescendo di sorprese e misteri che forse vale la pena raccontare.
noticias_1082009144849_1Marao Lopez. Trappola per topi
La storia comincia nella primavera del 2007. Siamo in Messico, a Toluca, un’antica città di origini azteche.
L’11 maggio Marao Lopez, un vecchio agricoltore che ha una fattoria nella valle, si ritrova nella cantina di casa una inquietante sorpresa. In una arrugginita trappola per topi è rimasto bloccato un essere che non somiglia neanche un po’ ai roditori cui Marao è abituato. È una specie di coniglio con un testone quasi umano e un corpo che non supera i trenta centimetri.
L’essere emette strani suoni, si dimena. L’agricoltore si impressiona e decide di mettere fine allo strazio della bestiolina. La libera poi prova ad ucciderla tenendole la testa in una pozza d’acqua. Non è una buona idea.  L’animale si difende e a Lopez ci vorranno un paio d’ore per portare a termine il suo piano.
Non deve essere stata una bella scena. Due ore. L’esserino combatte con tutte le sue forze e sembra non avere grosse difficoltà a rimanere con la testa in acqua. Poi muore.
Lopez tira il fiato e decide che deve tenersi quello strano cadavere. Lo imbalsamerà, e magari lo farà vedere agli amici.
Neanche il tempo di mettere in esposizione il macabro trofeo e Marao viene ritrovato in un’auto. Carbonizzato. Il veicolo è fermo sul ciglio della strada. A pochi chilometri dalla fattoria. Sembra un incidente qualsiasi. Ma quella non è una zona come le altre. A Toluca fu trovato un meteorite, ogni tanto spuntano cerchi nel grano, e gli avvistamenti Ufo sono all’ordine del giorno.
E allora qualcuno si prende la briga di mettere il naso nel “normale” incidente e scopre che l’auto si è completamente fusa ad una temperatura di molto superiore a quello di un normale incendio.
C’è qualcosa che non va. Bisogna andare a farsi un giro a casa di Lopez. La sorpresa è dietro l’angolo.
La vedova Lopez e il giornalista impiccione
I primi che bussano alla porta della vedova Lopez sono un gruppo di ufologi capeggiati da Jaime Maussan, un giornalista messicano col pallino degli extraterrestri. E’ a loro che la donna svela il segreto di Marao. Ed è a Jaime che la signora fa vedere la “mummia” che il marito aveva realizzato qualche tempo prima.
Apriti cielo. La notizia fa il giro del Sudamerica e finisce sulle prima pagine dei giornali messicani.
Viene formata un’equipe di esperti. C’è un patologo, un antropologo, un odontologista e un perito forense.
All’essere vengono fatti numerosi test, l’analisi del Dna e una serie di risonanze magnetiche.
Anche il cranio viene sottoposto ad una tomografia in 3D. E i risultati sono sorprendenti. La parte superiore del cranio è molto più sofisticata di qualsiasi animale conosciuto. Secondo il capo del Dipartimento di Radiologia dell’Istituto di Nutrizione Messicano, il dottor Jesus Higuera, l’essere “non è un primate”.
L’imbarazzo serpeggia fastidioso nella comunità scientifica di Città del Messico. Maussan, il giornalista appassionato di Ufo, trasforma il ritrovamento in una crociata a difesa dei diritti perduti di tutti quelli che per anni avevano provato a dire che gli Alieni sono tra di noi ed erano finiti nei circhi o nei reparti neuropsichiatria.
In Messico hanno provato a dissimulare l’imbarazzo e far finta di niente. Maussan non si è arreso e da ieri sta bombardando internet con video e foto del baby extraterrestre. Intanto la mummia è finita in Spagna. Sarà l’Università di Granada a dire l’ultima parola sul simpatico Et.
Attendiamo con relativa ansia. Magari senza dimenticare che sarebbe anche il caso di capire come è morto il buon vecchio Lopez. Non per pignoleria. Naturalmente.