Il bacio mortale della Dea Bendata

Il bacio mortale della Dea Bendata

Abraham Lee Shakespeare, camionista della Florida vinse nel 2007 un premio di 30 milioni di dollari alla lotteria.  Scomparve nella primavera scorsa, si diceva che fosse andato a vivere su un’isola sperduta per sfuggire ai suoi familiari. Ma ieri è stato ritrovato il suo corpo. Una morte avvolta nel mistero e nel sospetto.

di MICHELA ASCIONE

Una vita in bianco e nero, senza sfumature di colore. Una vita mediocre, senza speranza, dove ogni giornata sembrava uguale a se stessa. Fino a quando il verde, il colore dei soldi, cominciò a tingere ogni cosa.
Quella mattina tutto sembrò lucente, brillante. La Dea bendata l’aveva baciato, l’aveva avvolto con il suo abbraccio, abbraccio che fa sentire onnipotente. Ora che finalmente i soldi li aveva ed erano tanti, tutto poteva cambiare e tutto cambiò.

Abraham Lee Shakespeare, a dispetto del suo nome, era quasi analfabeta. Bonario, tranquillo, semplice: cosi veniva definito da tutti. Una mattina di primavera del 2007 dovette fare la scelta più bella della sua vita. Accettare 17 milioni di dollari  subito o entrare in possesso del totale della vincita cioè di 30 milioni, ma dilazionati nel tempo. Quella mattina scelse, 17 milioni e subito. E non si guardò indietro.

Comprò una bella casa, un’auto di lusso, un Rolex e ovviamente pensò alla sua famiglia. Già, una famiglia che all’improvviso si era ingrandita, moltiplicata, dove vecchi amici e conoscenti si erano fatti avanti, ma solo per congratularsi con lui, non per altro sicuramente.

Un solo amico gli era ostile, a tal punto da trascinarlo in tribunale. L’amico, ex collega di Abraham sosteneva di essere stato derubato del biglietto vincente della lotteria, mentre insieme consegnavano carne in un ristorante di Miami.

La giustizia fu dalla parte di Shakespeare, gli diede ragione e fece cadere le accuse.
Ma l’ex camionista dal cuore buono e dalla mente semplice era sempre più circondato, continuava ad accontentare chi gli chiedeva aiuto, ma dovette rendersi conto che la vita stava cominciando a diventare difficile. Tutto ora era verde come i soldi e lui non riusciva a goderseli più.

Una mattina però una nuova amica entrò nella sua vita. Dee Dee Moore, 37 anni lo avvicinò dicendogli che avrebbe voluto scrivere una sua biografia. Diventarono amici, intimi, la donna lo aiutò a non farsi accerchiare da tutti. Cominciò a rispondere al telefono al posto suo, allontanò la famiglia, lo isolò, ma solo per il suo bene, ovviamente.

Fino a quando i suoi familiari si resero conto che era dalla primavera scorsa che non lo vedevano. Facendo due conti, erano passati sette mesi,  era  novembre ormai e forse c’era qualcosa che non andava  e cosi, si decisero a denunciare la sua scomparsa.

Lo sceriffo della contea di Polk, in Florida, cominciò ad indagare. Il punto di partenza fu proprio la Moore,  che continuò a sostenere di averlo visto, di avergli parlato, di averlo aiutato a scappare dalle iene che lo perseguitavano.
Nel frattempo, però, la Moore aveva rinnovato il suo parco auto, aveva comprato una casa di lusso, svecchiato il guardaroba e il suo conto in banca era improvvisamente cresciuto. E Abraham? Che fine ha fatto l’ex camionista, l’uomo baciato dalla fortuna?

Lo hanno trovato, due giorni fa, nel giardino di un compagno della Moore, Shar Krasniq. Era sotto uno spesso strato di cemento. In avanzato stato di decomposizione.

La Moore non è stata ancora incriminata per omicidio. Si attendono futuri accertamenti. Certo è che la sedicente scrittrice con la Dea bendata c’entra veramente poco.

(2 febbraio 2010)

Gialli.it

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