Via Poma, il morso dell’assassino

Via Poma, il morso dell’assassino

(ANSA) – ROMA, 28 MAG – La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di Raniero Busco. L’uomo e’ accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Simonetta Cesaroni, uccisa con 29 coltellate il 7 agosto 1990 in via Carlo Poma, a Roma. Busco, 44 anni, si e’ sempre proclamato innocente. A 19 anni da quello che sembrava destinato a restare un caso insoluto, una breccia si apre dunque sull’omicidio della giovane impiegata.

 Dossier 02.* VIA POMA, 2

Vittima: Simonetta Cesaroni
Età: 21 anni
Luogo di morte: Ufficio degli ostelli della Gioventù – Quartiere Prati – Via Poma
Data di morte: 7 agosto 1990
Modalità: 29 coltellate e trauma cerebrale
Movente: ignoto
Assassino: ignoto
Sospetti/indagati: Raniero Brusco fidanzato di Simonetta

GLI EVENTI

7 agosto 1990
Simonetta Cesaroni viene massacrata nello stabile di Via Poma, 2, nella zona elegante del quartiere Della Vittoria. A trovarla è la sorella. Simonetta indossa solo un top. L’ assassino si è portato via pantaloni, slip, la maglia a righe. Il reggiseno è arrotolato sul collo. Non ha subito violenza sessuale. Ma ha lottato per tutta la casa. Probabilmente è stata sbattuta con la testa a terra. Un colpo mortale. Le coltellate al cuore, alla giugulare, alla carotide, profonde 11 centimetri, secondo gli investigatori potrebbero essere state inferte per depistare le indagini. Mai trovata l’arma del delitto, forse un tagliacarte. Nessun segno di effrazione sulla porta. La vittima conosceva il suo aggressore.
Le indagini si concentrano subito sugli inquilini e le persone dello stabile.
Tra i primi sospettati Pietrino Vanacore, uno dei portieri. Le circostanze molto sospette relative ai suoi movimenti lo faranno rimanere l’obiettivo numero uno della polizia nonostante non si trovino conferme nelle prove.

Marzo 1992
Un austriaco di nome Roland Voller afferma di sapere chi ha ucciso Simonetta Cesaroni. Federico Valle nipote di Cesare Valle che abita nel condominio di Via Poma. Voller racconta che per una strana coincidenza è entrato in contatto telefonicamente con la madre di Federico, Giuliana Ferrara. La sera del 7 agosto 1990 Giuliana dirà a Voller che il figlio è rientrato a casa sporco di sangue dopo essere stato dal nonno. Le indagini dimostrano però che Voller è un truffatore di professione. Tutte le informazioni fornite si riveleranno false.

Giugno 2004 – febbraio 2005
Le indagini proseguono attraverso la raccolta di tracce organiche su indumenti, oggetti, mura e porte, da sottoporre alla verifica del DNA. Vengono anche prelevati campioni ad una lista di 31 sospettati per mettere a confronto i risultati con il DNA presente nella saliva rinvenuta sul reggiseno.

Gennaio- settembre 2007
Il DNA di Raniero Busco fidanzato di Simonetta è compatibile con quello ritrovato sul reggiseno . Brusco diviene prima un indiziato poi un indagato per il delitto della sua ragazza.

Dicembre 2008
Viene prelevata l’impronta dell’arcata dentaria di Raniero Busco, al fine di confrontarla col segno a “V” riscontrato sul capezzolo del seno sinistro di Simonetta Cesaroni, segno prodotto da un morso dato dall’assassino. Secondo gli esperti, il segno a “V” indicherebbe una forma particolare degli incisivi inferiori dell’assassino. L’indagine si conclude nell’aprile 2009.

29 maggio 2009
“L’ impronta trovata sul seno sinistro della Cesaroni è compatibile con l’ arcata dentaria di Busco”. La perizia di due odontoiatri e di due medici legali spinge la Procura di Roma al deposito degli atti sul delitto di via Poma. Diciannove anni dopo, si prepara la richiesta di giudizio per omicidio volontario. “Quel morso è stato dato dall’ assassino”.

* scheda a cura di CLAUDIA MIGLIORE

(30 giugno 2009)

Gialli.it

4 Risposte per “Via Poma, il morso dell’assassino”

  1. [...] tutte queste domande non si è ancora trovata una risposta. Ma il caso non è chiuso. Dopo anni di indagini. Dopo innumerevoli sospettati che non hanno mai trovato una conferma, ne è rimasto uno solo. [...]

  2. Max scrive:

    Questa storia , questa brutta storia, posso dirvi fu da subito gestita al peggio. Quella sera del 7 agosto ero nei pressi di piazza Mazzini, con un amico, a prendere un caffè freddo.
    Era una bella serata estiva, il quartiere era immerso nella tranquillità più assoluta.
    Per puro caso passammo per via Poma.Non ricordo l’ora precisa, sicuramente tra le 22,30 e le 24,00.
    C’era movimento. Polizia, non molti uomini a dire il vero, e un ambulanza. La mia passione per certi eventi (investigativa e non morbosa) ed il mio istinto mi fecero curiosare, chiedere. Senza dare troppi particolari, posso dirvi che i primi ad intervenire furono gli agenti del commissariato di zona (Mazzini), che entrarono nell’appartamento senza troppi riguardi verso la scena del crimine (altro che CSI…). Per tutta la notte ci fu un via vai di funzionari, tecnici e quanto altro. Chi rimase di piantone sulla scena lasciò tracce che furono prese anche in considerazione dalla ..Sceintifica, per poi soprire che erano state lasciate da propri colleghi.
    Saputo della dinamica feci una considerazione ad un agente in strada “perchè non cercate nei cassonetti l’arma?” “Lo farermo ” mi fu risposto. Si , lo fecero, ma solo dopo il passagio del camion della Nettezza Urbana che svuotò i cassonetti della via.
    Insomma, per farla breve , il…brutto giorno si vide dal mattino.
    Non divulgo le mie considerazioni su movente e dinamica poichè credo che non serva buttare benzina nel fuoco.
    Max.

  3. E.Delle Piane scrive:

    Per ragioni documentarie mi interesso da tempo a casi irrisolti di delitti vari.
    Scorrendo le pagine dei siti web, e non solo italiani, mi chiedo: ma perché gli investigatori sono così arruffoni ? Sono talmente emotivi da perdre la testa alla vista del sangue, o solo tecnicamente molto impreparati ?
    In ogni caso il fatto è grave, e non mi stupirebbe se degli innocenti dovessero fare le spese di indagini tanto confuse, ripetute, ed talvolta anche improvvisate.

    edp

  4. [...] volte la vita è così strana. Occupandoci del caso di Simonetta Cesaroni abbiamo ripercorso tutte le tappe di una tragedia che ancora non trova [...]

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