Everest. Quattro uomini per un mistero: chi fu il primo?

Everest. Quattro uomini per un mistero: chi fu il primo?

Sulle pagine di Explorersweb, rivista dedicata alle esplorazioni, Tom Holzel, storico statunitense, annuncia di aver avvistato, a 8.425 metri sulla parte nord dell’Everest, il corpo di Andrew Irvine, morto nel 1924 mentre con George Mallory tentava di raggiungere la più alta vetta della terra. Non si è mai saputo se i due riuscirono nell’impresa che è stata attribuita ad altri due esploratori nel 1953, Edmund Hillary e Tenzing Norgay. Questa scoperta oggi potrebbe finalmente risolvere il più affascinante giallo alpinistico della storia.

di CLAUDIA MIGLIORE

Una storia incredibile. Dal colore del ghiaccio, delle nevi, del gelo. Dal sapore antico ma immortale. Quello del coraggio, del desiderio di scoprire, di superare se stessi, oltre ogni limite, aldilà della resistenza umana. Osare per diventare eterni. E’ questo che volevano George Mallory e Andrew Irvine quell’8 giugno del 1924.

La prima spedizione sul tetto del mondo
8 giugno 1924. George Mallory ha 37 anni e tre figli. Diplomato a Oxford e maestro di scuola. Alpinista e scalatore di prim’ordine. Andrew “Sandy” Irvine ha appena 22 anni ma è forte e già uno specialista. Mallory lo vuole con se nella spedizione per raggiungere la vetta dell’Everest perché ha ideato una modifica al sistema di erogazione dell’ossigeno degli apparati che permette di ridurre di 2 kg il peso dell’attrezzatura.

Quell’8 giugno i due partono dall’ultimo campo, pronti ad entrare nella storia. Non sapranno mai, invece, di essere diventati leggenda.

L’ultima volta che vengono individuati è intorno alle 13.10. E’ Noel Odell membro della spedizione che lo conferma. Non sembrano avere particolari difficoltà. Ma poco dopo spariscono come risucchiati dalle nuvole lasciando aperta una domanda che ancora oggi non trova risposta: riuscirono a raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo?

Infaticabili ricerche per svelare il mistero
Nel 1953 Edmund Hillary e Tenzing Norgay raggiungono la vetta dell’Everest e passano alla storia. Ufficialmente sono loro i primi. Ma in molti continuano a convivere con il dubbio. Soprattutto Tom Holzel storico statunitense. Le domande sono semplici. Cosa è accaduto quell’8 giugno del 1924? Come sono morti Mallory e Irvine? Si può dire con assoluta certezza che non siano riusciti nell’impresa? Trovare le risposte è molto più complicato. Trovare le risposte significa ritrovare i corpi dei due alpinisti.

Una prima spedizione nel 1999 sembra dissipare le nubi in cui i due alpinisti erano stati risucchiati. A 8.155 metri di altezza viene ritrovato il corpo di George Mallory. Sono passati 75 anni ma lì su, a quelle altezze, il tempo sembra essere rimasto bloccato tra i ghiacci. Il corpo appare come mummificato. L’orologio di Mallory è fermo alle 14.25 di quell’8 giugno. Sul suo corpo non ci sono segni evidenti di traumi a parte una frattura ad un piede. E’ legato ad una corda che presenta uno strappo, segno evidente che nella caduta era agganciato ad Irvine. Ma “Sandy” dov’è? Di lui non ci sono tracce. Come non c’è traccia della Vest Pocket Kodak che avrebbe potuto definitivamente chiarire dove i due erano riusciti ad arrivare e cosa avevano visto e fotografato. Un elemento rende il mistero ancora più fitto. Mallory non ha con se la foto della moglie che aveva deciso di lasciare sulla cima dell’Everest se ci fosse arrivato.

Da quel 1999 ad oggi il gruppo “The Andrew Irvine Search Committee” non ha fatto altro che cercare con quella tenacia che solo la speranza può far sopravvivere. Con un unico obiettivo, trovare Irvine, la macchina fotografica e le risposte a 80 anni di domande.

Da allora sono passati altri 11 anni e oggi, a distanza di 86 anni, Holzel annuncia di aver individuato il corpo di Andrew Irvine a 8.450 metri grazie ad alcune fotografie aeree. Le foto risalgono al 1984 Holzel le ha analizzate, sezionate, ingrandite concentrandosi sulla Fascia Gialla dove Irvine era stato visto due volte prima di sparire. E ha notato qualcosa di strano. Un’area scura, anomala rispetto al resto, lunga circa un metro e mezzo, scoperta fra le rocce e vicina alla linea di discesa dove il cinese Xu Jing nel 1960 disse di aver visto il corpo di un inglese giacere più o meno a quella quota. La zona è vicina al punto in cui, nel 1933, a 8.400 metri di quota, venne ritrovata una piccozza che Irvine e Mallory avevano perso durante la discesa.

Secondo Holsel Sandy è lì. A soli 400 metri dalla vetta del mondo ma ad oltre 8.800 da quanti vogliono scoprire la verità.  Un verità che costa cara. Quasi 200.000 dollari è il costo della spedizione. Ma per risolvere finalmente un mistero che dura da quasi un secolo forse ne vale la pena.

(16 febbraio 2010)

Gialli.it

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