Nei prossimi giorni, dopo 126 anni di carriera e di storia, la tratta Strasburgo-Vienne dell’Orient Express compirà il suo ultimo viaggio. Definitivamente cancellata dagli orari ferroviari europei. Il percorso originario, realizzato per la prima volta il 4 novembre 1883, che portava da Parigi ad Istanbul in Turchia, non esisterà più. Schiacciato dai voli low cost e dall’alta velocità, sparisce un mito, un pezzo di storia ed un pezzo di letteratura gialla.
Da quest’anno del mitico treno di Graham Greene, Fleming e Agatha Christie resta solo la lussuosissima tratta Venezia – Simplon che i nostalgici sperano possa durare ancora a lungo.
di CLAUDIA MIGLIORE
Jan Fleming ci sistema su James Bond e la bella impiegata russa Tatiana Romanova in fuga dal killer Donovan “red” Grant nel romanzo “Dalla Russia con amore”. Graham Greene, nel 1932, vi ambienta le vicende umane, drammatiche e misteriose dei personaggi del suo “Il Treno di Instanbul”. Agatha Christie vi fa commettere un assassinio tra i più famosi in cui Hercule Poirot dà mostra delle sue doti migliori e della capacità delle sue “cellule grigie”. Bram Stoker lo usa in Dracula per trasportare Van Helsing e Harker a Varna in Bulgaria per affrontare il male che si stava dirigendo lì in nave. Tutti loro avevano viaggiato sull’Orient Express. Tutti loro ne erano rimasti affascinati. Tutti loro non hanno potuto fare a meno di raccontarlo.
Il treno passeggeri più famoso del mondo non rappresenta solo un pezzo di storia tra i più significativi, quello tra le due guerre mondiali. L’Orient Express per i giallisti è l’immagine del mistero, dell’intrigo, del viaggio senza ritorno. E questa immagine quando il treno non esisterà più diventerà eterna.
4 novembre 1883. La nascita di un mito
Georges Nagelmackers è un imprenditore con il pallino delle strade ferrate. Ha viaggiato attraverso l’America sulle carrozze Pullmann, che prendono il nome del loro inventore, e si convince che il futuro del trasporto su rotaie a lunga percorrenza è nel confort, nel lusso, negli agi. Letto, cucina, soggiorno, i treni secondo Georges devono essere dei veri e propri alberghi viaggianti. E il sogno di Georges è che i suoi treni attraversino Europa come i Pullmann stanno attraversando l’America.
Il primo Orient viene varato il 4 novembre 1883. Da Parigi a Giurgiu in Romania, poi via nave fino a Ruse in Bulgaria per prendere un altro treno per Varna, da dove si completa il viaggio per l’antica Costantinopoli via traghetto. Già nel 1889 la linea viene completata e il treno della Belle Epoque attraversa continenti, imperi, unico baluardo a sfidare tensioni, guerre che non consentono ad alcuno di poter superare i confini, le trincee. Fino alla I guerra mondiale quando anche l’Orient Express è costretto a fermarsi. Per sette anni. E poi di nuovo con la II guerra mondiale.
L’albergo viaggiante nei suoi itinerari tocca le città simbolo del romanticismo, del fascino, del mistero. Vienna, Budapest, Bucarest, Belgrado e poi Istanbul. Tra le sue carrozze, nelle sue cuccette, tra profumi di colonia e cipria, accade di tutto. Si possono incontrare uomini straordinari e dame in vena di trasgressione. Nascono amori, complotti, affari, nuove visioni del mondo, assassinii. La Compagnia Internazionale dei Wagons-Lits si vanta della puntualità, pur passando in luoghi spesso inesplorati. Ma la realtà è che ai passeggeri eleganti del tempo poco importa della velocità e della puntualità del treno, perché là dentro sembra di essere fuori dal mondo. Senza spazio, senza tempo, come sospesi.
Con gli anni quegli odori, quei profumi sono svaniti. Quell’atmosfera densa di complicità ha lasciato il posto all’incuria. Chi lo ha preso negli ultimi anni ha confermato che l’aria di un tempo non si respirava più. Non si incontravano più principi o poeti ma solo anonimi passeggeri presi dalla propria vita.
Oggi il mito sopravvive solo sul costoso Venezia-Simplon che viaggia una volta la settimana e per qualche mese l’anno con carrozze d’epoca (restaurate periodicamente da un’azienda italiana di Matera).
Tra una settimana l’Orient Express non esisterà più. Sarà come chiudere un bel libro.
Addio caro vecchio Orient Express. Noi appassionati e romantici non ti dimenticheremo.
(18 dicembre 2009)
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