Acquistata in Lettonia per 3,1 milioni di dollari la città fantasma a 90 km da Riga utilizzata dai Russi come centrale radar. Durante la guerra fredda ospitava circa 5000 abitanti ma oggi è completamente disabitata. L’imprenditore russo Aleksejevskoje-Serviss ha deciso di investirci e ha vinto l’asta bandita dal Governo. Ma i Lettoni non sono molto d’accordo.
di CLAUDIA MIGLIORE
Si chiama Skrunda-1 e si trova in Lettonia la città che durante la guerra fredda fu costruita attorno a una stazione radar sovietica. In realtà Skrunda 1 non è nemmeno il suo vero nome. La città non ha un nome ed è a tutti gli effetti una città fantasma. Lo è oggi che nessuno più vive in quelle case, studia in quelle scuole e lavora in quegli edifici. Lo era allora, nel 1980, quando non compariva nelle mappe sovietiche. A tutte le città nascoste non veniva attribuito un nome. Ma solo un numero che accompagnava il nome della città più vicina. Inesistente, nascosta al mondo a causa delle due installazioni radar che avevano il compito di monitorare lo spazio e i cieli degli Stati Uniti per fronteggiare eventuali attacchi missilistici.
Dopo lo smembramento dell’Unione Sovietica la Lettonia era ansiosa di distruggere tutte le basi militari sovietiche e cacciare le truppe russe. Così il Ministero della Difesa russo ha continuato ad usare il sistema di allarme rapido di Skrunda-1 per aiutare l’esercito e per anni la base radar è stata utilizzata come strumento di negoziato tra Washington e Mosca.
Poi più nulla. Della città fantasma e dei suoi abitanti il mondo si è dimenticato. Fino al 1995 quando una ditta di demolizione americana ha fatto saltare in aria con oltre una tonnellata di dinamite e una solenne cerimonia, uno degli edifici radar. Il più alto, oltre 60 metri.
I 5000 abitanti hanno cominciato ad abbandonare la loro città dopo il 1991. Nel 1998 è andato via l’ultimo che ha lasciato dietro di sé centinaia di appartamenti vuoti e decine di edifici.
Si è parlato per anni di trasformare la città in una zona ricreativa ma non se n’è fatto nulla così il Governo della Lettonia ha deciso di mettere la città all’asta.
Aleksejevskoje-Serviss imprenditore russo ha vinto l’asta offrendo 1,55 milioni litas corrispondenti a 3,1 milioni dollari. Non si conosce molto dell’imprenditore che ha utilizzato un intermediario né si sa cosa voglia fare con i 110 acri, i 70 edifici fatiscenti, la scuola e le caserme.
In Lettonia sono preoccupati. Si preoccupano sempre quando qualche russo opera lì da loro. Ma la vendita è stata un successo e questo basta. La città fantasma forse da oggi uscirà dall’ombra e ricomparirà sulle mappe con un nuovo volto.
(9 febbraio 2010)