Rubato un quadro di Renè Magritte dalla sua casa museo di Bruxelles. Due uomini a volto scoperto e armati, si sono impossessati del quadro che ritrae la moglie Georgette, valutato più di 3 milioni di euro. La polizia belga segue la pista del furto su commissione. A pochi giorni dalla spettacolare sparizione di 10 ritratti di Warhol, ecco l’ennesimo caso di arte rubata.
di Michela Ascione
Quando si sente parlare di furti d’arte, subito si pensa ad astuti ladri professionisti che con attillate tute nere, si introducono di notte nei più celebri musei dotati di sistemi di sicurezza all’avanguardia. Sensori a laser, vetri antiproiettili, telecamere ovunque.
No. Per rubare l’Olimpia di Magritte è bastato poco.
Innanzitutto scordatevi levatacce. Sono passate da poco le 10, orario di apertura della casa-museo dove il celebre pittore del Surrealismo Belga ha vissuto dal 1930 al 1954. Siamo a Rue Esseghem, nel quartiere di Jette, un tranquillo sobborgo con stretti vicoli e accoglienti case in mattoni.
Due turisti giapponesi sono già arrivati e stanno curiosando al pian terreno. Loro avevano una prenotazione. Già perché per visitare la casa-museo di Magritte bisogna aver prenotato. Ma si sa i belgi sono persone gentili e quando due signori citofonano chiedendo di visitare la struttura, non se la sentono di mandarli via.
La sorpresa è dietro l’angolo. I due “visitatori” entrano, gli addetti si vedono puntare un’arma contro. L’ordine perentorio è di andare nel cortile, con i due turisti giapponesi, e aspettare buoni buoni. Comincia l’Operazione Magritte. Uno dei due rapinatori sorveglia i visitatori e custodi, l’altro sale al primo piano e con tranquillità smonta il vetro che è a protezione del quadro. 60 centimetri per 80: maneggevole il ritratto di Georgette che nuda osserva la conchiglia appoggiata sul suo ventre.
L’allarme scatta appena viene smontato il vetro protettivo, ma i due rapinatori hanno il tempo per dileguarsi, un tratto a piedi, raccontano testimoni, poi veloci su un auto verso la base. Sul sedile anteriore c’è un quadro che vale 3 milioni di euro.
“Erano due uomini con berretti da baseball e volto scoperto – cosi li descrive uno dei testimoni – avevano tratti nord africani”. Le telecamere almeno l’avranno ripresi, si spera. Chi sa in che modo porteranno fuori dal paese la tela. Chi sa a chi è destinata.
Intanto non si hanno più notizie, né indiscrezioni su un altro rocambolesco furto avvenuto poco più di una settimana fa nella residenza privata di Richard Weisman a los Angeles, un ricco uomo d’affari, collezionista che possedeva ben 10 quadri di Andy Warhol. Ritratti di celebri personaggi dello sport da Mohammed Ali, a Pele’ e O.J. Simpson, dipinti alla fine degli anni settanta. Il proprietario della collezione, un suo ritratto è tra le opere trafugate, ha offerto una ricompensa di 1 milione di dollari a chi fornirà informazioni utili al recupero degli prezioso ritratti. Ma tutto tace. I particolari sulla dinamica del furto sono sconosciuti.
Come spesso sono sconosciute le informazioni relative ai recuperi, quando avvengono.
Intanto fiduciosi attendiamo sviluppi, sperando che anche questi quadri non svaniscano nel nulla come altri celebri loro predecessori, come La Natività con i santi Lorenzo e Francesco del Caravaggio sparito nel ‘69 da Palermo, oppure, per fare esempi di casa nostra, il Ritratto di Signora di Gustave Klimt trafugato dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza nel ‘97.
(26 settembre 2009)