Manoscritto di Voynich, 500 anni di misteri verso una soluzione?

Manoscritto di Voynich, 500 anni di misteri verso una soluzione?

Il manoscritto di Voynich deriva il suo nome dal nome inglesizzato dell’antiquario russo di origini polacche Wylfrid Wojnicz che lo acquistò per il suo negozio londinese dai gesuiti del collegio di Villa Mondragone, a Frascati, nel 1912. Il volume, scritto su pergamena di vitellino, è costituito da testo, non riferibile ad alcuna lingua conosciuta, e da una notevole quantità di illustrazioni a colori, che ritraggono i soggetti più svariati: piante, fiori, stelle, diagrammi, ampolle, fiale, donne nude rappresentate durante strani bagni.
C’è veramente di tutto ed è proprio questo “tutto” che genera dubbi, mistero, mille ipotesi sulla origine del libro e sulla sua natura.

di CLAUDIA MIGLIORE

La teoria oggi consolidata è che il manoscritto sia stato creato ad arte come falso nel XVI secolo, per perpetrare una truffa da parte dell’astrologo mago e falsario inglese Edward Kelley e dal brillante filosofo John Dee ai danni di Rodolfo II. I motivi non si conoscono. Ma questa è solo una parte del mistero. Proviamo ad andare con ordine.

Le sue origini
Siamo nel 1912. I gesuiti hanno bisogno di fondi per restaurare la villa di Mondragone a Frascati e decidono di vendere all’antiquario russo trenta volumi della loro biblioteca, tra cui quello misterioso.

Voynich trova all’interno del manoscritto una lettera di Johannes Marcus Marci (1595-1667), rettore dell’Università di Praga e medico reale di Rodolfo II di Boemia, con la quale egli inviava il libro a Roma presso l’amico poligrafo Athanasius Kircher perché lo decifrasse. Kircher non ci riuscirà mai. Nella lettera, recante l’intestazione “Praga, 19 agosto 1665″ (o 1666), Marci affermava di aver ereditato il manoscritto medievale da un suo amico e che il suo precedente proprietario, l’imperatore Rodolfo II, lo aveva acquistato per 600 ducati (una cifra molto elevata), credendolo opera di Ruggero Bacone. E qui sembra si sia perpetrata la truffa di Kelly e Dee.
La datazione del testo è ancora controversa, ma è possibile collocarlo tra il XVI e il XVII secolo.

I tentativi di decrittarlo
Cosa contiene il manoscritto? Cosa rappresentano quelle immagini? In molti, nel corso del tempo hanno tentato di risolvere il mistero.

1921 – William Newbold. Professore di filosofia medievale alla Università di Pennsylvania. Propone un elaborato ed arbitrario procedimento con cui tradurre il testo, che sarebbe stato scritto in un latino “camuffato” addirittura da Ruggero Bacone. La conclusione a cui Newbold arriva è che già nel tardo medioevo sarebbero state conosciute nozioni di astrofisica e biologia molecolare. Newbold analizzando il manoscritto però si accorge che le minuscole annotazioni segnalate da Voynich come greco antico, che gli avevano fatto collocare il testo nel XIII secolo, sono in realtà delle crepe nella carta invecchiata.

1940-50 – Joseph Martin Feely e Leonell C. Strong. Crittografi. Applicano al documento dei sistemi di decifratura sostitutiva, cercando di ottenenere un testo con caratteri latini in chiaro. Il tentativo produce un risultato privo di significato. Il manoscritto resiste perfino alle analisi degli esperti di crittografia della marina statunitense.

1945 – William F. Friedman. Professore. Costituisce a Washington il First Voynich Manuscript Study Group (FSG). Ma la sua ricerca si risolve in un nulla di fatto. A niente serve la trasposizione dei caratteri in segni convenzionali, che doveva fungere da punto di partenza per qualsiasi analisi successiva.

1976 – William Ralph Bennett. Professore alla Yale University. Mette in luce la ripetitività delle lettere e delle parole e la semplicità lessicale e la bassissima entropia del testo. Basilarità linguistica riscontrabile, tra le lingue moderne, solo nell’hawaiano.

1978 – John Stojko. Filologo dilettante. Crede di aver riconosciuto nella lingua del libro l’ucraino con le vocali rimosse. La traduzione però pur avendo in alcuni passi un apparente senso non corrispondeva ai disegni.

1987 – Leo Levitov- Fisico. Attribuisce il testo a degli eretici Catari, pensando di aver individuato un misto di diverse lingue medievali centroeuropee. Il testo tuttavia non corrisponde con la cultura catara, e la traduzione ha poco senso.

2004 – Gordon Rugg. Scienziato. Individua nella griglia di Cardano, creata da Girolamo Cardano nel 1550, il possibile metodo seguito per produrre il testo. Il metodo consiste nel sovrapporre ad una tabella di caratteri o ad un testo una seconda griglia, con solo alcune caselle ritagliate. La sovrapposizione oscura le parti superflue del testo, lasciando visibile il messaggio. In questo modo l’anonimo scrittore avrebbe realizzato il testo molto rapidamente partendo da una singola griglia piazzata in diverse posizioni. Un testo di tali proporzioni sarebbe stato molto difficile da realizzare senza un metodo di questo tipo. Rugg ne conclude che il manoscritto è falso e che non contenga alcun messaggio segreto codificato nel testo.

11 novembre 2009 – Richard Rogers. Esperto informatico. Non sembra dello stesso parere. Lui giura di avere una soluzione.

(27 novembre 2009)

Gialli.it

4 Risposte per “Manoscritto di Voynich, 500 anni di misteri verso una soluzione?”

  1. [...] 16x 22×4. 102 fogli, per un totale di 204 pagine. Un concentrato di mistero. Questo è il manoscritto di Voynich. L’enigma letterario più sorprendente di tutti i tempi. Il libro più misterioso della storia. [...]

  2. [...] Rogers. Esperto informatico. Non sembra dello stesso parere. Lui giura di avere una soluzione. – FONTE Written by Diablo010473Filed under: SOCIETA' · Tags: C. Strong, che, CLAUDIA MIGLIORE, [...]

  3. Joseph scrive:

    Secondo me Mr. Rogers sta per dare i numeri. Ci sono molte cose che non quadrano in tutta la storia del Ms. Voynich. Lo stesso Voynich lascia perplessi per la sua improvvisa ascesa nel mondo dei librari antiquari: dove trovò il danaro per acquistare tanti incunaboli e tanti volumi rari? A spese di chi? Del resto non mi risulta facile che il manoscritto sia visionabile, se non a pochi eletti muniti di lettere di presentazione. La Yale ha fatto il suo businnes, mettendolo in rete! Ma a chi si vuol prendere in giro. Tutto sommato chi era Mr. Voynich: un rivoluzionario, una spia, un venduto a…?

  4. [...] di Yale. 16x 22×4. 102 fogli, per un totale di 204 pagine. Un concentrato di mistero. Questo è ilmanoscritto di Voynich. L’enigma letterario più sorprendente di tutti i tempi. Il libro più misterioso della storia. [...]

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