Antichi misteri e nuovi legami nella scoperta di un ritratto del genio ad opera dell’ordine dei cavalieri templari. Un nuovo tassello sul mistero dei mille volti di Leonardo. Un nuovo tassello sui suoi viaggi nel Sud Italia. Perché le analisi rivelano che si tratta di un autoritratto.
di CLAUDIA MIGLIORE
Ordine Sovrano e Militare dei Templari di Gerusalemme. Gran Priorato d’Italia. Nicola Barbatelli ne è lo storico ufficiale e, ironia della sorte, è colui che ha ritrovato il ritratto che si dice rappresentare il volto di Leonardo da Vinci. E’ strana la sorte.
Dal 2004 Nicola Barbatelli, Gianni e Raffaello Glinni ed il regista televisivo Fabio Tamburini cercavano Pitagora, tracce di confraternite di dottrina pitagorica nel Sud Italia, in Basilicata. E dopo cinque anni, la ricostruzione della regola di geometria aurea e il ritrovamento di un busto ligneo, hanno ritrovato Leonardo da Vinci. Un segno del destino. I templari e Leonardo da Vinci nuovamente insieme. Nello stesso viaggio. Forse alla ricerca delle stesse verità. Dan Brown avrebbe scritto un nuovo romanzo per molto meno.
Ad Acerenza, un piccolo borgo in provincia di Potenza, vicino a Castelmezzano la famiglia che possedeva il quadro pensava si trattasse di Galileo Galilei. Stessa barba, stessi occhi. Ma la somiglianza con il più celebre ritratto di Leonardo della Galleria degli Uffizi non lascerebbe dubbi. La datazione, ancora da confermare, lo collocherebbe entro la prima metà del cinquecento rendendolo il ritratto più antico del genio toscano.
Il dipinto è stato affidato al professor Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci (Firenze). Il laboratorio Circe di Caserta e l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli hanno con dotto analisi scientifiche su micro-frammenti di legno prelevati dal retro della tavola e sullo strato pittorico. Dalle analisi l’opera risulta eseguita nella seconda metà del XV secolo. L’ ipotesi è che si tratti di un olio realizzato da Leonardo da Vinci. Di un suo autoritratto.
Oggi e fino al 31 agosto, il nuovo volto di Leonardo, forse il più attendibile, è esposto al Museo delle Antiche Genti di Lucania di Vaglio Basilicata (PZ) in una mostra dal titolo “I Ritratti di Leonardo”.
Il volto di Leonardo rappresenta uno tra i più famosi ed interessanti misteri della cultura storico-artistica del nostro paese. Uno dei tanti collegati al suo nome e alla sua opera.
Se tra le sue numerose invenzioni ci fosse stata la macchina fotografica per cinque secoli si sarebbe parlato d’altro. Ma tant’è. E non si può fare a meno di ripercorrerli tutti, i suoi volti più noti, ognuno dei quali lascia agli appassionati un pezzo della sua vita, dei suoi viaggi, dei suoi percorsi alla ricerca del noto e dell’ignoto.
Il primo autoritratto è quello di Torino. Forse il più famoso. Databile tra la fine del quattrocento e la prima metà del cinquecento. Lo abbiamo guardato per anni e per anni lo abbiamo utilizzato per i nostri acquisti. Era riprodotto sulle 50.000 lire. Anche la Banca d’Italia è stata tratta in inganno. Sembra infatti, da un recente studio, che il volto non sia di Leonardo ma dello zio Francesco, con cui ancora giovane, Leonardo passava il suo tempo in assenza del padre. Alla fine del ‘400 lo scienziato avrebbe avuto una cinquantina d’anni. Nulla a che vedere con l’anziano signore con la barba lunga effigiato sulle vecchie lire.
Un altro volto. Quello della Gioconda. Nei tratti della più famosa nobildonna italiana una studiosa americana, Lillian Schwartz, ha ritrovato il volto del pittore. Mediante un’analisi computerizzata della Monnalisa ha rilevato impressionanti concordanze fra i lineamenti dei due volti, tanto da sostenere che il dipinto sia in realtà un vero e proprio autoritratto idealizzato di Leonardo.
E ancora, il profilo esposto nella Galleria degli Uffizi. Inizialmente considerato un autoritratto e poi attribuito a Cristofano dell’Altissimo.
A marzo del 2009, a 490 anni dalla sua morte, una nuova immagine. Quella scoperta da Piero Angela in uno scritto sul volo degli uccelli. Il volto giovane e bello di Leonardo nascosto dagli scritti.
E poi oggi, giugno 2009, il ritratto, anzi l’autoritratto di Acerenza.
Un antico mistero potrebbe essere svelato. E un nuovo mistero potrebbe avere inizio. Leonardo da Vinci, un viaggio verso il Sud Italia. Alla ricerca delle scienze che questa terra ha rappresentato per secoli, o forse dei segreti che ha custodito tra le sue montagne e nelle sue città, degli enigmi che ha saputo nascondere e allo stesso tempo tramandare in segreto.
Leonardo da Vinci. Dopo quasi cinquecento anni continua a stupirci. Lo seguiamo curiosi in questo nuovo viaggio in attesa di scoprire nuove verità.
(30 giugno 2009)
Io non capisco come si faccia ancora a considerare la sanguigna di Torino l’autoritratto di Leonardo Da Vinci!
Ormai Leonardisti, scienziati, storici dell’arte hanno ampiamente discusso circa la l’impossibilita che il personaggio ritratto non sia e non potrebbe mai essere Leonardo Da Vinci e cio per una serie di considerazioni storiche incontestabili!
Purtroppo, forse per mere ragioni di carattere speculativo, le amministrazioni continuano a evitare confronti scientifici che porterebbero alla sola demolizione di una teoria del tutto casareccia circa il reale volto di Leonardo.
Anche quest’anno numerose scoperte hanno ineterssato questo tema, come la riscoperta ad opera del medievista Nicola Barbatelli, di una tavola lignea raffigurante il volto di Leonardo (oggi definito “leonardo lucano o di Acerenza”).
Una commissione di scienziati (quelli veri), studiosi e storici dell’arte hanno condotto una fittissima attivita di indagini scientifiche che hanno dimostrato che la tavola cosiddetta lucana ha una datazione che corrisponde alla vita di Leonardo, i pigmenti utilizzati sono compatibili con le opere del genio, e sulla stessa pellicola pittorica sono state ritrovate numerose impronte digitali di Leonardo.
Questi risultati saranno resi noti appena la commissione scientfica, guidata dai Prof. Festa, Capasso, Terrasi, docenti delle rispettive Universita di Chieti e Napoli, completera’ i rapporti.Tali risultati saranno di fatto pubblicati sullarivista “Nature” una delle più antiche ed importanti raccolte scientifiche esistenti, forse in assoluto quella considerata di maggior prestigio nell’ambito della comunità scientifica internazionale.
Da tali studi è emerso che esiste una compatibilita tra il volto di Leonardo realizzato dall’allievo Melzi e quello lucano, come sembrerebbe inesistente il rapporto con ritratto di Torino.
A questo punto continuare a credere che l’opera conservata presso la Bibliotca Reale di Torino possa essere ancora considerata l’autoritratto del genio toscano, significherebbe glorificare una iconografia immaginaria e quindi non corrisponedente certamete al reale volto di Leonardo.
PERPLESSITA’ CIRCA L’ATTRIBUZIONE DEL LEONARDO DI ACERENZA.
CREDO SAREBBE IL CASO, PER USARE PRUDENZA E NON RICORRERE AL ‘CLAMORE’ DI INTERPELLARE CARLO PEDRETTI MASSIMO CONOSCITORE DELL’OPERA DI LEONARDO. PER QUANTO RIGUARDA IL RITRATTO A SANGUIGNA CONSERVATO A TORINO, SE LE DATE…NON COINCIDONO…SI POTRBBE PENSARE A ‘ZIO FRANCESCO’ FRATELLO DI SER PIERO DA VINCI( NOTAIO)????? A MIO MODESTO MODO DI VEDERE IL LEONARDO DI ACERENZA E’ UNA COPIA DI UN ALLIEVO DATI I TRATTI ‘DURI E MOLTO’SEGNATI’ DEL DIPINTO. LEONARDO PROPONE NELLE SUE OPERE LA LEGGEREZZA DEL TOCCO CHE NON RISCONTRO NEL RITRATTO IN QUESTIONE, LA ‘DUREZZA’ DELLA GUANCIA NON MI FA PENSARE AL NATIVO DI ANCHIANO. LE IMPRONTE DIGITALI RINVENUTE SUL DIPINTO DI ACERENZA PER COMPARAZIONE CON ALTRE ‘IMPRONTE’ POTREBBERO DIMOSTRARE CHE LEONARDO PUO’ AVER ‘TOCCATO’ L’0PERA, MA NON CERTO AVERLA DIPINTA! IL MIO GIUDIZIO RIMANE SOSPESO, VENERDI’ 30 OTTOBRE 2009 AVRO’ L’OPPORTUNITA’ DI OSSERVARLO PRESSI L’ISTITUTO D’ARTE DI CORATO NELLA QUALE SCUOLA HO OPERATO PER DIECI ANNI INSEGNANDO STORIA DELL’ARTE..LA SCHEDA DI CUI SOPRA A MIO PARERE E’ UN PO’ ‘SCARNA’ PER CONVINCERE UN PUBBLICO ATTENTO, SE LE AFFERMAZIONI DEL BARBATELLI SARANNO CONVINCENTI …..CHE BEN VENGA UN NUOVO RITRATTO DI LEONARDO. IN ASSOLUTO PERO’ SAREI GARANTITA PUR RIPETENDOMI DAL PARERE DI CARLO PEDRETTI POICHE’ SE HO BEN COMPRESO L’ATTRIBUZIONE SI BASA SU DATAZIONI (E MI PAR GIUSTO) MA MANCA DELL’APPORTO ICONOGRAFICO CHE NASCE DA NUMEROSI CONFRONTI NON SOLO TRA RITRATTI, MA ANCHE DA PARTICOLARI MINIMI DELL’INTERA OPERA DELL’INGEGNOSO LEONARDO.
DONATELLA VOX
OGGI 3O OTTOBRE 2009, MI SONO RECATA PRESSO L’ISTITUTO D’ARTE DI CORATO, PER VISIONARE IL LEONARDO DI ACERENZA. COME PROMESSO NELLO SCRITTO DI CUI SOPRA ENUNCERO’ LE MIE IMPRESSIONI. MOSSAMI DA BARI, SONO ARRIVATA MENTRE HA COMINCIATO LA SUA SAPIENTE RELAZIONE IL PROF.PASQUALE PISANI, PROPONENDO UN ITINERARIO COMPLETISSIMO ATTRAVERSO LE OPERE DI LEONARDO NON SOLO, MA INIZIANDO IL SUO ‘DIRE’ DA UNA COPLETA CARRELLATA SUL RITRATTO, COMINCIANDO DA QUELLO DI ALESSANDRO MAGNO SCOLPITO DA LISIPPO.COSI’ DI SEGUITO UN PROSEGUO DI OPERE SULLA RITRATTISTICA NEL TEMPO FINO A LEONARDO, OGGETTO DEL NOSTRO ARGOMENTO.
NON POSSO OMETTERE CHE LA RELAZIONE DEL PROFESSORE PISANI E’ STATA ‘CORREDATA ‘DA IMMAGINI E MUSICHE IN CORRELAZIONE TRA LORO AL FINE DI RENDERE PIU’ AVVINCENTE IL TEMA DA TRATTARE. IN UNA TECA ALLA MIA SINISTRA IL RITRATTO DEL PRESUNTO LEONARDO ‘CONFORTATO’ DA UNA LUCINA CHE PERMETTEVA IN MANIERA SOFFUSA LA VISIONE DEL DIPINTO. IN SECONDA BATTUTA E’ INTERVENUTO IL PROF. BARBATELLI, IL QUALE HA PREFERITO PIU’ CHE PARLARE, RICEVERE DOMANDE DA PARTE DEL PUBBLICO. PERSONALMENTE SONO INTERVENUTA CIRCA LE QUESTIONI CHE MI PONEVO, PRIMA DI VEDERE IL LEONARDO……(COME DALLO SCRITTO DI CUI SOPRA). MI SPIACE MA IL PROFESSORE NON E’ RIUSCITO A CONVINCERMI CIRCA L’AUTENTICITA’ DEL DIPINTO. ORA MI CHIEDO POICHE’ L’OGGETTO
IN ANALISI NECESSITA DI UN APPROFONDITO RESTAURO, PERCHE’ LO STESSO NON E’ STATO PRATICATO PRIMA DI PORTARE IN VISIONE IL DIPINTO? POTREBBE ESSERE POSSIBILE CHE IL RESTAURO POSSA FAR EMERGERE DATI CHE LE CONDIZIONI ATTUALI (PIUMA COMPRESA) NON PERMETTONO DI VERIFICARE. LE CREPE DEL COLORE ‘DANNEGGIANO ‘GRAVEMENTE L’INTERESSE DEL FRUITORE. SI TRATTA DI UN SEMPLICE SUGGERIMENTO..PERTANTO ALLO STATO ATTUALE IL MIO PARERE SULL’AUTENTICITA’ DEL DIPINTO RIMANE ANCORA SOSPESO…………MI PIACEREBBE CREDERCI, DATEMENE LA PROVA! NON VORREI SEMBRARE INSISTENTE MA LA MIA REAZIONE NASCE DA PURO INTERESSE PER L’OPERA IN ANALISI E PER LA STORIA DELL’ARTE IN GENERE PROFONDA RAGIONE DELLA MIA ESISTENZA.
Da una ricerca in rete relativa al bellissimo incontro coratino, mi sono imbattuto in questo blog e mi pregio di offrire un mio modesto contributo.
Sinceramente non credo di condividere le considerazioni di Donatella VOX, e penso ( essendo stato presente al dibattito avvenuto in aula), che la chiarezza con la quale il Prof. Barbatelli ha illustrato i risultati e la metodologia non lascino piu dubbi circa l’attribuzione di quest’opera a Leonardo.
Certamente le valutazioni oggettive sulla tavola cosiddetta “lucana” sono molteplici come per esempio, una serie di ridipinture che non lasciano evidenziare i meravigliosi tratti che si intravedono dall’immagine IR che ho veduto durante il convegno del pomeriggio, al quale ho partecipato con curioso interesse. Ho altresi’ riscontrato una particolare e magistrale esecuzione nel tratto relativo agli occhi in cui riconosco un incarnato che putroppo risulta poco visibile date le carenti condizioni dell’opera . I dettegli relativi alla possibilita che Leonardo avesse o meno toccato il dipinto sinceramente restano curiosi,anche perche’ lo stesso genio di Vinci non avrebbe mai concesso ad un suo allievo di realizzare un dipinto di se e se cio’ fosse accaduto ne sarebbe stata annotata notizia…
Ovviamente sembrano scontate le ragioni delle condizioni dell’opera e del suo restauro che, secondo il Prof. Barbatelli dovrebbe essere eseguito al piu presto ,anche se confesso che personalmente preferirei solo una buona ripulita in modo da tentare di lasciar riaffiorare i tratti piu interessanti.
Nel convegno pomeridiano ho appreso uno studio di tecnica finora sconosciuto che ha stupito la foltissima sala piena in ogno ordine di posto e che ha sinceramente convinto una serie di tecnici e studiosi che come me, nutrivano serie perlessita in merito all’attribuzione.
Credo che tutti noi dovremmo iniziare a considerare questa tavola come un elemento interesssante della pittura di Leonardo e del suo volto finora sconosciuto.
Durante la conferenza all’Istituto d’Arte mi sono accorto di una sterile e stupida polemica introdotta insistentemente da una delle presenti ai “primi banchi” , soffocata brillantemente da un applauso dei giovani studenti suffragati dal sorriso annoiato del Provveditore agli studi di Bari. La discussione che intendeva sollevare faticosamente l’attrice, non rendeva giustizia all’opera alle 8 Universita e tantomeno agli storici dell’Arte che si stanno occupando dell’attribuzione. L’applauso degli studenti costituisce pertanto un richiamo verso una condotta che probabilmente in quella sede non sembrerebbe essere stata adegatamente rispettata.
Pur occupandomi di storia dell’arte, è col capo cosparso di cenere che , riconosco possibile l’attribuzione di quest’opera a leonardo e lo stesso processo attributivo meriti un rispetto che probabilemnet qui non trovo.
Il commento postato da ” donatella vox”, lascia molti dubbi circa l’oggettiva intenzione dell’autrice di esprimere in maniera seria e disinteressata un suo parere ” profonda ragione della sua esistenza”! Lo zelo e la rapidita’ con cui la stessa produce il suo commento lascia germigliare una serie di considerazioni assai poco felici volte verso una polemica distruttiva e tendenziosa, dimostrando evidentemente che il tema del ritratto (o addirittura autoritratto) non le interessa per niente. Le considerazioni generiche nascono da una valutazione altrattanto inconsistente .Se cosi non fosse “donatella vox” avrebbe fatto bene ad attendere il pomeriggio ed ascoltare quanto di piu interessante ,in modo da riflettere maggiormanete prima di sentenziare!
Ignoratia Imparatrix Mundi…
Vengo a conoscenza di questa diatriba in ritardo, impegni culturali oltreconfine mi han tenuto all’oscuro di tutto per cui non ho avuto il piacere di partecipare all’evento presso l’Istituto d’arte di Corato dove ho insegnato sociologia e diritto per quasi dieci anni. Amo il pittore supremo da sempre, gia’ adolescente mi addentravo nelle sue atmosfere e mi sforzavo nell’accostarmi a quell’indecifrabile libro-natura i cui mille enigmi erano da lui mirabilmente riprodotti in dipinti. In un caso come questo, tecnologie e mezzi sofisticati non servono, sono ad abundantiam : all’occho critico, che sa andare ben piu’ oltre, non sfugge l’assenza del leggendario e inconfondibile “sfumato” leonardesco che sa far magicamente emergere le figure per poi reinghiottirle, quasi apparizioni medianiche. Enigma nell’enigma, mistero senza fine….
Una domanda al mio attento predecessore:
il ritratto del “musico” realizzato da Leonardo è eseguito con la tecnica dello sfumato?
il ritratto di Genevra de’ Benci presenta lo sfumato?
Gentile signore,Leonardo resta un simbolo ancora oggi di notevole multidisciplinarita , maturato attraverso una serie di attivita scintificheche lo hanno posrtato a divenire personaggio curioso ed affascinante.
Ho avuto occasione di vedere il dipinto al Campidoglio, in occasione della visita del Presidente della Repubblica e confermo l’interesse del mondo degli storici dell’arte per l’opera e per la sua attribuzione a Leonardo.Ovviamante mi stupisce molto che Lei attento conoscitore dell’opera del genio si spinga in considerazioni oggettivamente molto curiose non avendo nemmeno veduto il dipinto.
Ho saputo altresi’ che l’opera sara presentata dal Prof.Antonio Paolucci,Direttore dei Musei Vaticani, in occasione del >Josp Fest indetto da Opera romana pellegrinaggi, come simbolo della cultura italiana nel mondo. Tale riconoscimento determina un ricnoscimento importante su cui tutti,compresi i coratini,dovrebbero riflettere.
Del resto convego sul fatto che resta per noi tutti l’ennesiomi enigma…
[...] ne aveva parlato a giugno in contemporanea con l’esposizione del ritratto a Vaglio in Basilicata. Il ritratto di [...]
CONCORDO CON DONATELLA VOX. HO VISTO IL QUADRO, è MOLTO MOLTO BELLO MA MI PARE ” SPAGNOLEGGIANTE”. INOLTRE IL TRATTO NON è ASSOLUTAMENTE DEL GENIO DI VINCI. QUEST’ULTIMO SI DISTINGUE PER LA MORBIDEZZA DELLE LINEE E GLI AFFUSOLATI VOLTI, PER L’ESTREMA DOLCEZZA DEL SUO TOCCO, L’ANIMA CHE TRASMETTONO I SUOI CAPOLAVORI, L’ARTE CHE OGNI SUA CREAZIONE ” EMANA”. I SUOI RITRATTI HANNO UN PUNTO DI FUGA, GLI SGUARDI DEI SOGGETTI NON SONO MAI RIVOLTI ALL’OSSERVATORE. INOLTRE NEL PERIODO DI DATAZIONE DEL RITRATTO LUCANO, LEONARDO ERA PIACEVOLMENTE IMPEGNATO NELLO STUDIO DELL’ANATOMIA E DEI CALCOLI DI DEVIAZIONE DELL’ARNO. PER QUESTE SUE PASSIONI, HA RIFIUTATO NUMEROSE COMMISSIONI PITTORICHE, DUNQUE, PERCHè AUTORITRARSI, SENZA LASCIARE, ( SE ANCHE AVESSE VOLUTO FARLO) UN SUO USUALE ” SEGNO DI RICONOSCIMENTO”? CIò NONOSTANTE SUL QUADRO SONO RILEVABILI IMRONTE DIGITALI DI LEONARDO E COME DICE DONATELLA, EGLI AVREBBE BENISSIMO POTUTO TOCCARLO! L’ASSEMBLAGGIO DELLE TAVOLE è TIPICAMENTE LEONARDESCO E LE TRACCE DI SANGUIGNA ANCHE. è UN BELLISSIMO RITRATTO AVENTE UN GRANDE MAGNETISMO MA ONESTAMENTE LEONARDO è UN’ALTRA COSA… VORREI IL PARERE DI DONATELLA VOX E DEGLI ALTRI FREQUENTATORI DEL BLOG RIGUARDO LE MIE CONSIDERAZIONI, SE NON VI DISPIACE…
E’ davvero interessante questa storia: c’è in mostra un autoritratto di Leonardo in un Istituto d’Arte, a Corato, Bari. Nessuno storico dell’arte (vero) ha fin’ora certificato che si tratti di un’opera di Leonardo. Ci dicono che presto gli esperti ce lo dimostreranno. Ma perchè le mostre non le organizzano dopo che gli esperti l’avranno detto? Nel frattempo veniamo a sapere che il Provveditore agli Studi sorride annoiato a chi critica il Barbatelli! A parte il fatto che i Provveditori agli Studi non esistono più già da alcuni anni, non si è mai saputo di un ex Provveditore agli Studi che capisse qualcosa di arte. E poi vediamo chi sono gli esperti: uno insegna arte alle medie, un’altro ha aperto un museo (chiuso per pioggia) di cui si è nominato direttore e dove espone le sue proprie opere ispirate al Maestro (tra cui una Gioconda sormontata una grande impronta digitale che dice essere di Leonardo) e poi ci sono altri che fanno ricerche tipo RIS e che dicono e non dicono, come la sibilla cumana. A questo punto vorrei informarvi di un fatto clamoroso: nella mia soffitta ho trovato il quadro originale della O di Giotto! Ho già contattato il sacro ordine dei templari per farmi garantire la stessa assistenza multimediale che stanno fornendo allo stupendo Leonardo lucano! Mi raccomando, organizzerò una mostra all’Istituto d’Arte di Canicattì, venite numerosi!
[...] fonte: Gialli.it [...]