Un uomo, una donna, una storia d’amore travolgente, uno scrittore tra i più famosi, un dipinto misterioso e un autore ancora più misterioso. Sono tutti gli ingredienti dell’ultimo romanzo di Paolo Maurensig che, dopo Canone Inverso, ci proietta in un’affascinante Venezia e nel misterioso mondo dell’arte con “La tempesta. Il mistero di Giorgione”. Una delle opere più controverse della pittura occidentale.
di CLAUDIA MIGLIORE
“Tutto era iniziato con un quadro misterioso. Tutto finirà con un mistero più grande”. Il gioco letterario costruito da Paolo Maurensig, autore di “La Variante di Luneburg” e “Canone inverso” è geniale e, al tempo stesso, trascinante. Il lettore attraversa quattro epoche, tre storie, due romanzi senza accorgersene. Tutto d’un fiato. In un’unica meravigliosa città. Venezia. La Venezia moderna, quella romantica di Henry James del 1800, quella rinascimentale di Giorgione del 1500. Il lettore ne respira gli odori, affonda nelle atmosfere, nei dettagli. Ogni immagine sembra come dipinta.
Le storie si avvolgono, una sull’altra, una dentro l’altra, con analogie sorprendenti. Tutti i protagonisti le vivono con un unico obiettivo. Con un’unica passione. Svelare il mistero che Giorgio da Castelfranco detto Giorgione ha nascosto tra il 1507 e il 1508 nel suo dipinto “La tempesta”. Ma la ricerca affannosa li renderà succubi di un mistero più grande quello che spiegherà le loro esistenze, quello che è alla base della scrittura stessa.
La storia
Uno scrittore aspirante regista giunge a Venezia per preparare la sceneggiatura del suo primo film tratto dal romanzo di Henry James “Il carteggio di Aspern”. Alle audizioni incontra Olimpia una affascinante restauratrice che gli confessa di aver ritrovato, sparsi tra i libri di una biblioteca privata un taccuino e molti appunti che ricomporrebbero un racconto di Henry James assolutamente inedito. Tra i due nasce una breve ed intensa storia d’amore, legata dalla passione per lo scrittore americano, e per l’arte che si svela anche tra gli appunti di James nella forma di un trasporto quasi fisico per Giorgione e la sua “Tempesta” ammirata in occasione di un suo viaggio a Venezia. Una storia intensa e poi più nulla, per cinque anni. Dopo cinque anni, in occasione del suo ritorno a Venezia, sollecitato dal padre di Olimpia, il protagonista entra in possesso di tutto il materiale dell’autore di “Ritratto di Signora”. Da quel momento l’opera di ricostruzione del racconto lo impegna integralmente, i ricordi e il dolore riaffiorano indelebili. “La Compagnia di Giorgione”, costituita dallo scrittore, da Olimpia e da alcuni amici per svelare il misterioso messaggio che Giorgione ha celato nei suoi ripensamenti, nei dettagli della sua tela. La fuga di Olimpia, vittima di una malattia che non vorrà condividere con i suoi cari. E’ in mezzo ai ricordi che il romanzo di Henry James prende forma. Un romanzo nel romanzo. Uno scrittore americano arriva a Venezia per trarre ispirazione per il suo nuovo racconto. Qui conosce Anneliene una giovane e bellissima donna di cui si innamora e con cui vive intensi giorni nella meravigliosa cornice della romantica Venezia. Anche in questa storia i due andranno alla ricerca di un dipinto, quello in grado di ispirare il nuovo romanzo dello scrittore. Anche in questa storia lo scrittore si perderà nella Tempesta di Giorgione. Anche in questa storia l’amore tra i due finirà drammaticamente.
Perché tante analogie? Cosa lega tutti i personaggi, le loro storie, i loro amori? Perché quel dipinto? Perché nel messaggio celato nella Tempesta, nel motivo della sua creazione, c’è il senso di tutto il romanzo. La scoperta è rimandata alle ultime pagine.
(29 dicembre 2009)
[...] Per approfondire consulta articolo originale: Novità in libreria. Maurensig e il mistero di Giorgione | Gialli.it [...]
Il romanzo è assolutamente affascinante,sembra di camminare nelle calle veneziane! Pieno di particolari,descrittivo e fedele. Mi piacerebbe sapere di chi è la frase:”Dal solo vedererla incedere so come danzano nelle terre da cui proviene”.
Grazie per questo libro passionale!