In un ospedale di Cali in Colombia una donna di 45 anni, dichiarata morta per assenza di battito cardiaco e respirazione, risorge improvvisamente in obitorio mentre la stanno preparando per i funerali. Sembra un miracolo ma si tratta di una sindrome. “La sindrome di Lazzaro”
di CLAUDIA MIGLIORE
Per i medici Noevia Serna 45 anni colombiana era morta. Colpita da un infarto lunedì scorso era stata ricoverata in ospedale ed era tenuta in vita da alcuni giorni con le apparecchiature elettroniche. Apparecchiature che ieri improvvisamente hanno indicato assenza di battito cardiaco e assenza di pressione arteriosa. I medici compiono il test sulla respirazione ma non c’è nulla da fare, Noevia non respira più. Le viene tolto il respiratore artificiale e viene dichiarata morta.
Jaime Aullon, addetto alle pompe funebri prende in consegna il corpo per prepararlo per i funerali.
Qui accade “il miracolo” ed è Jaime che lo racconta. “La donna prima ha mosso la mano sinistra, rimanendo immobile. Poi la mano destra. Allora le ho messo una mano davanti alle narici e ho sentito che aveva ripreso a respirare. Ho allora gridato alla mia aiutante: È viva, torniamo subito in ospedale!”. Noevia è ancora in condizioni critiche ma stabili. E’ incosciente ma non ha più i respiratori. E’ stata avviata una indagine ma i medici, che stanno cercando di capire cosa possa essere accaduto, ritengono si sia trattato di un caso di “Sindrome di Lazzaro”.
La sindrome di Lazzaro
E’ accaduto pochi mesi fa in Polonia, adesso in Colombia. Non si tratta di eventi miracolosi. Di ritorni alla vita mistici e religiosi ma di un fenomeno scientifico che viene denominato “sindrome di Lazzaro”. E’ una condizione rarissima in cui le pulsazioni e la respirazione scendono al di sotto di livelli minimi misurabili per poi riprendere ritmi normali solo dopo un po’ di tempo. Pertanto una persona apparentemente morta, dopo i falliti tentativi di rianimazione, ritorna improvvisamente in vita.
Si spiegherebbero così le tante storie misteriose e leggendarie che si usa raccontare nelle serate buie per mettere paura ai bambini. In tempi lontani, nei casi più fortunati accadeva che il morto “risorto” riuscisse a dare segnali di vita prima di essere definitivamente sepolto. Da qui le tante leggende. Nei casi più sfortunati non accadeva nulla ma quando le tombe venivano aperte, per una profanazione o per una successiva e definitiva tumulazione, i corpi venivano ritrovati in posizioni che evidenziavano un drammatico e altrettanto vano tentativo di fuga.
Oggi le cose sono cambiate perché dal momento della morte alla effettiva sepoltura passa una certo periodo di tempo. Oggi è molto più probabile che il risveglio avvenga in una fredda camera mortuaria piuttosto che in una bara.
(20 febbraio 2010)
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