12 ottobre 2009. 22 marzo 2006. 24 novembre e 21 marzo 2004. 27 settembre 2003. 16 dicembre 1987. Numeri. Date. Senza nessun punto in comune. Apparentemente senza nesso. Apparentemente.
Mesi, anni, giorni che sembrano non dire nulla. Ma che invece nascondono un mistero, doloroso e ancora oggi incomprensibile. Il mistero della Fiorentina Calcio e dei suoi anni d’oro. Gli anni ’70.
di CLAUDIA MIGLIORE
Massimo Mattolini. Giuseppe Longoni. Ugo Ferrante. Mario Sforzi. Nello Saltutti. Bruno Beatrice. Nomi. Uomini. Calciatori. Con tanti punti in comune. Hanno giocato tutti nella Fiorentina. Tra gli anni ’70 e ’76. Sono tutti morti. Prematuramente. Tra il 1987 e il 2009. L’ultimo, qualche giorno fa. Il 12 ottobre 2009.
Una casualità? Una maledizione?
La maledizione della Fiorentina del quinquennio 1971-1976 dicono alcuni. Troppo semplice.
Tra le pieghe delle vittorie, degli onori, delle sconfitte che ruotano attorno alla palla più famosa del mondo, se ne nascondono tanti di misteri. Questo è forse il più triste e doloroso della storia del calcio italiano.
Dal calcio degli anni settanta al 2009. Una catena di morti misteriose.
Il calcio degli anni settanta. Il calcio di Gigi Riva, di Roberto Pruzzo. Del Cagliari campione di italia. Dei “gemelli” Pulici e Graziani. Il calcio combattuto. Quello fisico. Senza grandi tecnicismi. Il calcio senza paura.
Era una gran bella squadra la Fiorentina di quegli anni. Quella dell’ultimo scudetto e di una coppa Italia strappata al Milan d’un soffio. C’erano piedi buoni e corridori instancabili, fuoriclasse assoluti e portatori di palla.
“Ci riempivano di Micoren, un farmaco che tanto bene non faceva visto che nel 1985 l’hanno tolto dal commercio – ricordava Saltutti in un’intervista all’Avvenire – Prima della partita c’era sempre un “caffè speciale” che non si sapeva di cosa fosse fatto, ma in campo ci faceva andare il doppio degli altri. Sul tavolino fuori dello spogliatoio trovavamo sempre i flaconi delle pillole, le boccette con le gocce, flebo modello damigiane e punture a volontà…”.
Era un calcio senza controlli quello degli anni settanta. In cui tutto era lecito per far riprendere i calciatori velocemente da un infortunio, per mantenerli in forma, per fargli tenere la corsa e farli combattere contro i grandi.
Caffe, flebo, pillole, siringhe. Il Milan come l’Inter come la Juventus e la Fiorentina. Come tante altre squadre. Forse tutte. E poi.
E poi passano gli anni. Dieci, quindici. Cambia il calcio. Cambiano i campioni. Cambia la vita di chi a calcio non gioca più da tempo. E poi. E’ il 1987. Il 16 dicembre. Bruno Beatrice detto “Il mastino”, centrocampista d’interdizione della Fiorentina dal 1973 al 1976, muore. Per una leucemia mieloide. Ha 39 anni.
E poi. Passano altri quindici anni. E’ il 2003. Il 27 settembre. Nello Saltutti, attaccante della Fiorentina per diversi campionati negli anni settanta, muore a 56 anni. Per un attacco di cuore. E poi l’anno dopo. Il 24 novembre 2004. Ugo Ferrante, libero della Fiorentina dalla stagione ’68-’69 al 1972, muore a 59 anni per un tumore alle tonsille. Stesso anno, 21 marzo. Mario Sforzi. Due stagioni nelle giovanili della fiorentina. Muore per un linfoma.
E poi ancora il 2006. 22 marzo. Giuseppe Longoni, terzino sinistro della Fiorentina negli anni ‘70-’73, muore per vasculopatia cronica e lesioni cerebrali, a 56 anni.
E poi oggi. Massimo Mattolini. Portiere della Fiorentina negli anni 70. E’ morto qualche giorno fa, il 12 ottobre 2009, dopo una lunga malattia.
Era una gran bella squadra la Fiorentina di quegli anni. C’era anche Angelo Lombardo, morto nel 2007 per una sclerosi laterale amiotrofica. E c’erano anche Mimmo Caso, sopravvissuto ad un tumore al fegato e Giancarlo Antognoni, sopravvissuto ad una crisi cardiaca.
L’inchiesta e il mistero degli archivi scomparsi.
Numeri. Date. Strane circostanze. A molti non avranno detto niente. Ma a qualcuno, dopo questa catena di coincidenze, il dubbio è venuto che quelle morti, quei mali, non fossero proprio una casualità.
La prima è stata Gabriella Bernardini, moglie di Bruno Beatrice. Su sua istanza viene aperta un’inchiesta che si prolunga fino ai giorni nostri e che viene archiviata a gennaio di quest’anno per prescrizione di tutti gli indagati. Fine. Indagine chiusa. Un’indagine lunga e complessa. Sono stati ascoltati testimoni, calciatori, allenatori. Si è scoperto un mondo di abusi di farmaci che ha accomunato tanti giocatori e tante squadre. Ma non si è arrivati ad alcuna sentenza. Non sono stati dimostrati i nessi tra le malattie e tutti i farmaci somministrati ai calciatori in quegli anni. Nessuna prova scientifica. Niente oltre il ragionevole dubbio. E qui c’è il vero mistero. La scomparsa di tutte le cartelle cliniche dei calciatori della Fiorentina di quegli anni. Sparite. Gli archivi contengono la documentazione a partire dagli anni ’80. il resto è svanito nel nulla insieme a Cecchi Gori e all’archivio della vecchia fiorentina.
Anche questo sarà un caso?
(15 ottobre 2009)
Cara signora Claudia,
nel Calcio ne sono state combinate di cotte e di crude attraverso le varie epoche. Lo conosco il Calcio: ho giocato a pallone da ragazzo, ho lavorato come cronista sportivo (uno dei tanti ‘abusivi’ d’un tempo) alla “Nazione” di Firenze, seguivo il Prato, il Siena, il Sansepolcro, l’Orbetello. Rammento fatti, episodi, atteggiamenti dei quali non ha nostalgia alcuna, sebbene allora fossi giovane, piuttosto giovane, e mi piacessero molto l’Arsenal, il Manchester United, il Leeds. Le parlo degli Anni Sessanta e primi Settanta.
Ma molto più che a Calcio, ho giocato – e gioco tuttora come Old Boy, ‘vecchia gloria’, per intenderci – a Rugby. Nel Rugby ho imparato che una delle cose più belle della vita è quella di battersi in campo con le nostre “sole” forze. La “vittoria” è questa. Limpida e pulita. Il resto è mistificazione, stratagemma, sotterfugio. E’ sopraffazione. E’ prevaricazione.
Mi scusi la franchezza probabilmente ruvida e qualunquistica, ma trovo difficile, arduo, capire perchè si debba tuttora seguire il gioco del Calcio… Che io, certo, una volta molto amai.
- Nessun mistero: la mia e-mail è: toni.desantoli@gmail.com
Comunque le squadre che hanno più morti sono il Como, il Genoa e la Sampdoria…andrebbe vista la faccenda anche lì
Ho la vaga impressione che la signora Claudia Migliore o è una disattenta o rientra nella foltissima categoria degli italiani che mai rispondono alle lettere che ricevono… Mail
mi dispiace contraddirLa ma non rientro in nessuna delle due categorie. Se mi avesse fatto delle domande specifiche o mi avesse chiesto qualcosa Le avrei risposto senz’altro.
Cordiali saluti
Signora Migliore,
non avevo nulla da chiederLe… Avevo semplicemente scritto su questo blog (si dice così??) per farLe sapere d’aver letto il Suo articolo e per illustrare il mio punto di vista in merito.
Certo che mi amareggia notare così pochi riscontri a una questione come quella delle morti sospette nella Fiorentina e anche in altri club italiani. Ahimè, a quasi tutti importa solo che la palla venga insaccata…
Cordiali saluti.
TONI DE SANTOLI
perche i sopravvissuti non parlano?