Spunta un manuale di un mago utilizzato dalla Cia

Spunta un manuale di un mago utilizzato dalla Cia

Sono gli anni della Guerra Fredda, degli agenti segreti per eccellenza, dello studio delle migliori tecniche per lo scambio di dati “sensibili”. Gli anni in cui è ambientato il Codice Rebecca di Ken Follet. in cui si passava il confine con la Russia e dalla Russia con tutti i mezzi possibili, leciti e non leciti. In quegli anni la CIA aveva agenti di elevatissima professionalità. E oggi si scopre che tra i tanti corsi di sopravvivenza a cui erano sottoposti c’era anche quello di magia.
H. Keith Melton e Robert Wallace hanno riportato alla luce un manuale che si riteneva fosse stato distrutto. Un manuale di magia del 1950 scritto da un mago, John Mulholland, e utilizzato dalla CIA. Noi di gialli.it vi raccontiamo cosa studiavano gli agenti segreti.

di CLAUDIA MIGLIORE

Un manuale di magia del 1950 ritrovato, decrittato e ristampato con un nuovo titolo “Il manuale ufficiale della CIA sulle frodi e sugli inganni”. Un manuale di magia che in realtà forniva indicazioni agli agenti segreti su come decifrare determinati comportamenti, come utilizzare particolari tecniche per nascondersi, per nascondere documenti. Una vera e propria guida.

La CIA assunse il suo autore, John Mulholland, per spiegare le tecniche di magia ai propri agenti. Perché le cose non sono mai come sembrano. Non devono mai essere come sembrano.

E così il trucco per far sparire l’assistente dalla scatola diviene la tecnica per trasportare le spie fuori dai paesi dell’Est modificando il serbatoio delle auto o nascondendole in casse opportunamente adattate. Il modo di incrociare i lacci delle scarpe diviene un sistema di comunicazione tra gli agenti così come alcuni comportamenti specifici. La rapidità delle mani diviene un requisito indispensabile per piegare fogli, passare documenti importanti senza essere visti.

Una miniera di informazioni ed uno spaccato della vita di quegli anni. Questo avrebbe potuto essere il ritrovamento del manuale se i suoi scopritori non avessero approfittato della ristampa per fornire una completa rassegna di tutte le frodi e gli inganni compiuti dalla CIA in quegli anni. Una vera e propria bomba.

Il progetto MKULTRA
H. Keith Melton e Robert Wallace sostengono che il manuale rientrasse nel progetto segreto MKULTRA che la CIA mise in piedi tra gli anni cinquanta e sessanta con lo scopo di influenzare e controllare il comportamento di determinate persone. Il cosidetto controllo mentale. Il progetto non è mai stato reso ufficialmente pubblico dalla CIA, ma vi sono varie testimonianze dirette che riferiscono di esperimenti condotti da personale dell’intelligence. Tali esperimenti prevedevano la somministrazione dell’ipnosi, sieri della verità, messaggi subliminali, LSD ed altri tipi di violenze psicologiche su cavie umane. Si suppone che uno degli scopi del progetto fosse quello di modificare il livello di percezione della realtà di alcune persone, costringendole a compiere atti senza rendersene conto; una delle ipotesi vuole che la CIA fosse interessata alla possibilità di creare degli assassini (Hashascin) inconsapevoli.

I due ricercatori hanno messo assieme alcune delle forme più estreme pensate e attuate dai servizi segreti inglesi, americani e russi. Alla pistola con proiettili di cianuro nascosta in un pacchetto di sigarette realizzata dai russi, hanno risposto gli americani con la creazione di una pistola in grado di sparare minuscoli dardi velenosi.

Nel confronto tra la CIA di allora e quella di oggi, quest’ultima ne esce decisamente perdente. I giornalisti americani ritengono infatti che quella CIA è lontana anni luce da quella che oggi lamenta per il proprio personale l’impossibilità a lavorare senza dover forzare le leggi contro le torture. Leggendo il manuale viene da chiedersi: ma come è possibile che quegli uomini coraggiosi e pronti a sacrificare la propria vita siano diventati oggi cosi sciagurati e piagnucoloni?

(3 dicembre 2009)

Gialli.it

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