Jim Hutton alias Ellery Queen, nome del protagonista dell’omonima serie televisiva, morì a soli 46 anni di cancro nel 1979, proprio mentre in Italia andavano in onda i 22 episodi della celebre serie poliziesca ispirata ai racconti firmati con lo pseudonimo di Ellery Queen dai cugini Frederic Dannay e Manfred Bennington Lee.
di MICHELA ASCIONE
Pochi ricordano il suo nome, sicuramente divenuto più celebre grazie al figlio Timothy Hutton, vincitore a soli 19 anni del Premio oscar come attore non protagonista. Eppure il suo volto, con quell’espressione bonaria che sembra nascondere un sorriso sempre pronto a sbocciare, è impresso nei ricordi di tutti gli appassionati di enigmi e di gialli dove protagonista è la deduzione e l’osservazione.
E’ il ’79, la Rai trasmette la serie la domenica ad ora di pranzo, quando ci si raduna tutti intorno ad un tavolo e la famiglia intera si mette in gioco cercando di individuare il colpevole.
Ellery Queen è uno scrittore di gialli, figlio di un ispettore che non sembra capace di risolvere nessun caso senza l’intuito e le capacità di analisi dell’impacciato, ma estremamente intelligente erede. Ambientata negli anni del dopoguerra, con scenografie curate nei dettagli e colori pastello che creano atmosfere rassicuranti, nonostante si parli di omicidi.
Gli episodi seguono lo schema dei racconti gialli di Ellery Queen, dove gli spettatori vengono messi a conoscenza di tutti gli elementi utili a smascherare il colpevole, attraverso le deduzioni e la grande capacità di analisi dei particolari, degli indizi. Prima dell’ultima scena, lo scrittore nei panni di investigatore si rivolge al pubblico e lo sfida a risolvere il caso: “tutto chiaro?”, chiede. Quel guardare verso la telecamera, fa sentire lo spettatore protagonista. Jim Hutton sembra rivolgere lo sguardo verso ognuno di loro, lo spettatore per un attimo ha la sensazione di essere dentro la storia, si sente parte di essa, quasi arrossisce ed interpreta la sfida ad individuare il colpevole come una cosa personale. Poi la scena finale, come nel copione di ogni giallo che si rispetti, Ellery Queen raduna tutti i sospettati in una stanza e svela il nome dell’assassino e le dinamiche dell’accaduto.
La seria televisiva poliziesca fu ideata nel 1974 da Levinson e Link e trasmessa dall’ emittente televisiva NBC dal 1975 al 1976.
Nonostante il successo, fu realizzata solo una stagione, trasmessa appunto in Italia nel 79, ripresa poi dai canali Mediaset. Attualmente è riproposta dal canale satellitare Fox Crime.
La serie è composta da 22 episodi più uno pilota. Gli autori sono noti anche per aver ideato Colombo e La signora in giallo. A interpretare il protagonista fu appunto Hutton mentre l’ispettore Richard Queen, padre di Ellery, fu interpretato dal caratterista David Wayne. Personaggi di contorno il fidato sergente Thomas Velie (Tom Reese), braccio destro dell’ispettore Queen, e due personaggi che non apparivano nei romanzi originali: il detective radiofonico Simon Brimmer (John Hillerman) in eterna competizione con Ellery, e il giornalista Frank Flannigan (Ken Swofford).
Nonostante il successo di pubblico la serie durò solo una stagione. La morte di Hutton vanificò l’intento di produrre un nuovo sequel, lasciando gli spettatori orfani di uno dei polizieschi più amati e divertenti del piccolo schermo.
(21 luglio 2009)