Ischia. I misteri del bosco di Zaro

Ischia. I misteri del bosco di Zaro

Un bosco incantato. Come quello delle fiabe. Lontano dal caos dei vacanzieri. Lontano dal mondo. Fuori dal tempo. Rocce, alberi e vegetazione lussureggiante. Un bosco rigoglioso. Che sembra appartenere ad un’altra regione. Ad un’altra nazione. Un bosco misterioso. Il cui mistero ha origine l’8 ottobre 1994 quando alcuni bambini ed una Madonna nera hanno dato vita ad un dialogo che si dice continui ancora oggi.

di CLAUDIA MIGLIORE

Siamo ad Ischia. Isola ricca di misteri e di leggende. Solo se la visiti puoi conoscerli. E solo conoscendoli potrai amarla ancora di più. Perché i suoi luoghi, i suoi boschi, la sua rigogliosa vegetazione, le sue spiagge e le sue rovine acquisteranno una luce ed una dimensione del tutto nuovi. Solo così si può dare un senso al Bosco di Zaro. Solo pensando che in fondo la natura a Ischia si è data un gran da fare. E quelle rocce. Quelle ombre. quel silenzio. Quel verde che ti accoglie e che sembra dirti “entra… e non ne uscirai più” può stare solo lì o in qualche regione del nord italia o del nord europa.

Imma, Simona, Paolo e molti altri bambini saranno andati lì a giocare. Affascinati ed attratti dal bosco. Sono loro i bambini della Madonna di Zaro. Sono loro che dal 1994, il 26 di ogni mese, si inginocchiano nel luogo di preghiera del bosco, cadono in tranche, in un sonno profondo ad occhi aperti, e raccolgono i messaggi della madonna. Una madonna, con i capelli castani, gli occhi celesti e la pella scura. Come l’hanno descritta al ritorno dai loro sonni. Una madonna che mese per mese consegna agli uomini e le donne di oggi, messaggi di dolore, di gioia, di speranza.

I messaggi sono lì. Nel bosco. In una cassetta che contiene quelli lasciati nell’ultimo mese e in un raccoglitore contenente tutti quelli lasciati dal 1995. Nel 2002 qualcuno ha ritirato fuori uno di questi messaggi segnalando analogie evidenti con i fatti tristemente noti del 2001 di New York. E questa non sembra l’unica premonizione lasciata.

Il mistero c’è tutto. Il mistero è completo. Mistero della fede per chi ci crede. Mistero su ciò che accade il 26 di ogni mese per chi tenta di dare una spiegazione razionale. Chiunque può recarsi nel bosco e, in estremo silenzio, assistere a questo evento. Traendone le proprie conclusioni.

Crederci o non crederci. L’isola ha scelto il silenzio. Il silenzio che protegge dagli intrusi. Il silenzio che non espone a giudizi. Quello che tutela i ragazzi e le loro famiglie. Un silenzio che è rispetto e che merita rispetto. Sarà per questo che del Bosco di Zaro e della sua madonna si parla così poco. Chi visita ischia da turista nemmeno lo sa. Si sente dire qualcosa. “ma… forse… sono leggende..”

Il bosco però è lì. Lontano dal fragore. Lontano dal clamore. Nascosto. E l’ultima immagine che ci rimane impressa lasciandolo è quella della Colombaia, la villa di Luchino Visconti donata dalla famiglia al Comune. Un castello da favola immerso nel bosco fatato.

(20 luglio 2009)

Gialli.it

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