Il Giovane Holden era un romanzo maledetto?
Ecco il mistero del capolavoro di J.D. Salinger

Il Giovane Holden era un romanzo maledetto? <br/> Ecco il mistero del capolavoro di J.D. Salinger

“Dove vanno a finire le oche a New York in inverno quando gela il lago di Central Park?”. Un mistero lungo 59 anni quello posto dal diciassettenne Holden Caulfield nel romanzo “The Catcher in the rye” che non avrà più soluzione. Il 27 gennaio 2010 all’età di 91 anni è morto J.D. Salinger l’autore del romanzo simbolo dell’inquietudine adolescenziale. Una vita strana la sua, ai margini della società e della cultura conformista, che ha dato ulteriore potenza e mistero ad un romanzo che a distanza di 60 anni fa ancora discutere. 

di CLAUDIA MIGLIORE

Un romanzo “maledetto” lo hanno definito in molti. “The catcher in the rye”, “Il giovane Holden” in italiano, è tra i romanzi più controversi, discussi e famosi del XX secolo.

Sarà per il tema dell’inquietudine adolescenziale, per la terminologia spesso blasfema ed irritante utilizzata dal suo giovane protagonista, per l’incoraggiamento alla ribellione e alla sfrontatezza che in molti hanno considerato eccessivo. O forse sarà per la vita ai margini, assolutamente anticonformista vissuta dal suo autore che, per sua stessa ammissione, ha trasferito a piene mani in Holden Caulfield l’inquieto e trasgressivo diciassettenne del romanzo. “La mia adolescenza fu molto simile a quella del ragazzo del libro…. è stato un grande sollievo parlarne alla gente.” Dice in una delle uniche due interviste rilasciate in sessant’anni.

Sarà per tutto questo e anche per altro che “The catcher in the rye” è stato per diversi anni nella lista nera dei libri messi al bando. Ma per parlare della leggenda della maledizione è servito dell’altro e noi vi raccontiamo cosa.

I misteri e la leggenda della maledizione di “The catcher in the rye”
Intanto già il titolo del romanzo è un mistero. Lo leggi quasi per intero il libro cercando di capire perché in Italia lo hanno intitolato così e quando arrivi al momento più importante del romanzo capisci. Era intraducibile. Perché “The catcher in the rye”, che letteralmente significa “l’acchiappatore nel campo di segale”, nasce dalla storpiatura del primo verso che il giovane Holden fa, involontariamente, in uno dei passaggi più importanti del libro quando, alla richiesta della sorella su cosa voglia veramente fare da grande, risponde ispirandosi ad una poesia scozzese di Robert Burns, “colui che salva i bambini, afferrandoli un attimo prima che cadano nel burrone, mentre giocano in un campo di segale”.

Nel titolo c’è tutta l’essenza di Holden Caulfield. Il suo essere contro. Il suo sentirsi inadeguato e allo stesso tempo privilegiato. Il suo senso di inquietudine di fronte ad una società che negli anni 50 aveva poche cosa da lasciar dire e da lasciar fare. Ed è in questa essenza che risiede la maledizione del romanzo accostato in molte circostanze a personaggi psicotici, disadattati, della realtà e della finzione.

In molti affermano che David Chapman l’8 dicembre 1980, quando sparò a John Lennon, portava con sé una copia di “The Catcher in the rye”.

La stessa cosa accade a Robert John Bardo quando decide di entrare in casa dell’attrice americana Rebecca Schaeffer, il 18 luglio 1989. Dopo averla terrorizzata per anni le spara. Per punirla per aver recitato una scena di sesso nel film “Lotta di classe a Beverly Hills”.

Il libro era anche nella stanza d’albergo di  John Hinckley Jr. l’uomo ossessionato dall’attrice Jodie Foster che il 30 marzo del 1981 solo per impressionarla tentò di uccidere Ronald Regan, allora Presidente degli Stati Uniti.

Nel film “Ipotesi di complotto”, Jerry Fletcher (Mel Gibson) è un tassista newyorkese, ossessionato dall’idea di una gigantesca, terribile cospirazione. Jerry vive in un appartamento dove ha ricoperto di materiale ignifugo le pareti interne, e dove archivi e pile di cartacce di complotti fanno parte dell’arredamento. Tiene il frigo chiuso con un lucchetto ed il cibo in contenitori cilindrici con combinazione. La casa è piena di copie di “The catcher in the rye” che l’uomo compra in modo ossessivo.

Anche nella musica il romanzo è accostato a gruppi rock “maledetti”. E’ il caso dei recenti Green Day che hanno scritto “Who Wrote Holden Caulfield?”, e dei Guns’n Roses “The Catcher in the Rye”.

(30 gennaio 2010)

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