Il mostro di Loch Ness incastrato da una foto satellitare che ritrae un enorme sagoma bianca con 5 tentacoli. L’ha scovata una guarda giurata di Nottingham, Jason Cooke durante una casuale ricerca su Google Earth, l’applicazione del web che mappa l’intero globo.
di MICHELA ASCIONE
Si sa, a volte le cose vanno guardate da lontano per poter meglio comprenderle. Ma nessuno avrebbe immaginato che, trattandosi di un mostro enorme, la risposta potesse arrivare dal satellite. Per secoli si è nascosto agli occhi dei mortali nelle acque torbide di uno dei laghi più celebri del mondo, Loch Ness, alimentando leggende, scatenando la fantasia di registi, creando due fazioni che scrutano il lago per cercare le prove a sostegno delle loro opposte tesi.
Il venticinquenne Jason Cooke si è casualmente imbattuto in un’immagine sfocata che ritrae una grande macchia bianca con 5 protuberanze che solca le acque del lago nella regione delle Highlands in Scozia.
Latitudine 57°12’52.13’’N e longitudine 4°34’14.16’’W. Gli è bastato digitare le coordinate geografiche ed è apparsa: Nessie un dolce nome per una mostruosa creatura che da secoli gli uomini cercano di scovare per confermare le leggende nate sul suo conto. Tanti gli avvistamenti, tante le foto sfocate e dubbie che circolano.
Il mistero della creatura preistorica, forse un plesiosauro, sopravvissuta all’estinzione che incurante del tempo solca silenziosa le acque scure di un lago, affascina e incuriosisce da secoli.
Gli avvistamenti
La prima notizia sulla sua esistenza si trova nella biografia di un Santo Irlandese, San Colombano, che dopo aver assistito, nel 590, ad un funerale di un uomo aggredito da una temibile bestia marina, avrebbe placato il mostro con l’imposizione della croce.
Nessie scompare per riapparire solo all’inizio del Novecento.
Nel 1933 fa il giro del mondo la notizia diffusa dai coniugi Spicer che tornando a Londra in automobile, videro il mostro sbucare dai boschi, attraversare la strada e tuffarsi nell’acqua del lago, con in bocca un animale catturato sulla terraferma.
Nel 1934 Hugh Gray, un fotografo a caccia del mostro, scattò la prima vera immagine della creatura, ritenuta autentica dagli esperti della Kodak. Nello stesso anno il chirurgo Kenneth Wilson riuscì a ritrarre Nessie in emersione, era la prima fotografia sufficientemente nitida e diventerà un’icona per coloro che credono all’esistenza del simpatico “essere”. Peccato che prima di morire il medico abbia ammesso di aver utilizzato un modellino con la complicità di un amico. Nel 1966 Tim Dinsdale, ingegnere aeronautico, riuscì a riprendere il mostro con una piccola telecamera e sottopose il filmato al giudizio dei fotoanalisti della Royal Air Force.
Dal 1969 l’Università di Birmingham ha scandagliato i fondali con l’uso di un sonar a caccia di prove, ma l’unico risultato ha rivelato la presenza di tre grandi masse in movimento, che gli scettici identificano come banchi di pesci, mentre secondo i fan del mostro potrebbero essere stati gli altri componenti della famiglia di Nessie.
L’ultimo filmato risale al 1997, quando Gordon Holmes è riuscito ad immortalare una grande bestia lunga circa 15 metri mentre solca le acque del lago. Si attende ancora una conferma sull’autenticità del filmato.
Le ipotesi su Nessie
Alcuni sostengono si tratti di un plesiosauro, un enorme rettile marino del Giurassico che si sarebbe salvato dall’estinzione. Viene descritto come un animale dal lungo collo, corpo gibboso e grosse pinne che gli permetterebbero di solcare velocemente le acque. Si ciberebbe di animali cacciati sulle rive, grazie alla possibilità di poter sostare fuori dalle acque per brevi periodi.
Secondo alcuni non si tratterebbe di un unico esemplare, ma di una famiglia che si riproduce perpetuando la specie. Peccato che non siano mai state rinvenute ossa, ne carcasse. La spiegazione sarebbe da rintracciare nella possibilità di canali sotterranei di cui sarebbe dotato il lago che nasconderebbero i loro resti e che permetterebbe ai mostri marini di celarsi agli occhi delle telecamere.
Le aspettative
Il Loch Ness Project è interessato all’avvistamento: Adrian Shine il ricercatore responsabile del progetto l’ha definita “una scoperta intrigante, da approfondire”. L’immagine non è nitida, ma forse monitorando dal satellite il lago per giorni, sarà possibile confermare o confutare l’ipotesi. Il fan club ufficiale di Nessie è ritornato a sperare, dopo la diffusione dell’ipotesi che il mostro si fosse estinto.
Coloro che credono alla leggenda stanno con il fiato sospeso nell’attesa di una nuova immagine, un nuovo avvistamento. Si scrutano le acque, si attende che la perenne nebbia che solca il lago si diradi, mostrando le fattezze di questo enorme cucciolo che ha fatto fantasticare e temere generazioni di sognatori.
(2 settembre 2009)
Io ho appena visto l’immagine. Mi sembra più uno scafo con la sua scia… ma si sa: l’occhio vede ciò che la mente vuole vedere.
In Avellino -Italy e’ stato trovato un Inedito Quadro di M.C. ESCHER 1898-1972 NL
Opera datata 1949 raffigurante NESSIE il Mostro di Loch Ness che emerge dalle
acque sulle note di un flauto suonato dall’Uomo Nero senza Volto.-
youtube : nessie escher
internet: irpinianews escher
A me non sembra Nessie, penso che sia una nave percorrendo il lago.
attivando l’opzione panoramio ce la foto dal titolo untitled che mostra chiaramente nessie
AVELLINO – TROVATO IL NESSIE DEL GRANDE M.C. ESCHER 1898-1972 NL
http://marramichelangelo19.blog.tiscali.it/2011/03/24/8/