Il caso Maddoff, storia di un giallo
da 65 miliardi di dollari

Il caso Maddoff, storia di un giallo <br/> da 65 miliardi di dollari

Gli hanno tolto tutto. L’attico, la villa, i soldi, la vita e…. anche i vestiti. Tutto messo all’asta per risarcire i clienti che per anni, dal 1990 o forse anche prima, ha truffato con un piano diabolico ed un meccanismo semplice semplice.
A pochi mesi dalla sentenza che ha condannato il finanziere Bernard Maddoff a 150 anni di galera. A poche settimane dalla vendita del suo guardaroba e della sua villa a Long Island per 9 milioni di euro, vi raccontiamo come un uomo solo abbia potuto rubare 65 miliardi di dollari all’economia mondiale mettendo in ginocchio colossi e istituzioni. Ma avrà fatto tutto da solo?

di CLAUDIA MIGLIORE

65 miliardi di dollari. Oltre 6.000 clienti in America come in Europa. La casalinga benestante, il pensionato, il milionario. Steven Spielberg, Kevin Bacon, John Malkovich. Gucci, L’Oreal. Il Premio Nobel per la pace Eli Wiesel. Istituzioni, banche, associazioni, università, colossi finanziari. Nella rete di Bernard Maddoff è finito l’intero mondo economico e finanziario. Un mondo che ha creduto alla possibilità di guadagnare ogni anno il 10% del proprio capitale quando un titolo di stato ne rendeva appena il 4%. Oltre 6.000 persone ci hanno creduto. In fondo a proporlo non era uno qualunque. Era Bernard Maddoff, ex presidente del Nasdaq (il principale mercato dei titoli tecnologici), uomo d’affari fidato ed economicamente solido. Faccia da persona perbene. E lui, il “terrorista economico” (il termine è stato coniato per lui n.d.r.), su quella faccia ha fondato la sua fortuna. Senza mai accontentarsi. Per averne sempre di più, di denaro, di fama. Per raggiungere il tetto del mondo. Ma da lì quando cadi puoi farti molto male.

Un meccanismo diabolico quanto banale. La catena di S. Antonio
“Ma lo sai che Bernie sta garantendo ai suoi clienti un guadagno annuo di oltre il 10%? Ma chi, Bernard Maddoff? Il presidente del Nasdaq? Si proprio lui. Io gli ho dato un po’ di soldi. Perché non lo fai anche tu?” Deve essere andata proprio così. Su un campo da golf, dal parrucchiere di Beverly Hills, per le strade della City, a Wall Street. La voce è girata veloce come il vento. Mai nessuno avrebbe sospettato o creduto che “Bernie” potesse essere un imbroglione. Con una garanzia come lui nessuno avrebbe mai perso un dollaro. La voce ha girato, come il vento. E il meccanismo è partito. Una banale catena di S.Antonio. Nell’ambiente finanziario lo chiamano schema di Ponzi, dall’italo-americano Charles Ponzi che per primo sperimentò la frode a danno della comunità di immigrati. E’ molto semplice. Più persone partecipano al meccanismo più si guadagna. I profitti dei vecchi clienti si ripagano con i soldi dei nuovi. E i nuovi clienti si acquisiscono grazie alla voce messa in giro da quelli vecchi. Maddoff ha cominciato a raccogliere denaro, ad investirlo, a speculare. Sempre di più. Fino a quando non è stato più capace di bloccare il meccanismo. Fino a quando è accaduto qualcosa che ha bloccato il meccanismo al posto suo. La crisi economica del 2008. Miliardi bruciati in pochi secondi. La voce gira veloce, come il vento. E’ il panico. I clienti cominciano a chiedere indietro i propri soldi. E Bernie si trova a dover restituire in un sol colpo sette miliardi di dollari. Non li ha. Ed è la fine.

Un vulcano in eruzione
L’ex presidente del Nasdaq viene denunciato dai suoi stessi figli. L’11 dicembre 2008 viene arrestato. L’11 dicembre 2008 parte un’indagine che ancora oggi non è stata in grado di rivelare tutti i dettagli. Da quell’11 dicembre la truffa del secolo non si è mai fermata. L’hanno definita un vulcano in eruzione. Rivelazioni, colpi di scena, suicidi, nomi di truffati, facce sfatte di vittime. Di giorno in giorno le sue colate hanno distrutto vite, fondi pensione, associazioni benefiche, università, amicizie. La portata dell’eruzione è rappresentata dalle centinaia di persone in fila all’ingresso del tribunale di Pearl Street di Manhattan per ascoltare la sentenza. E’ il 29 giugno 2009 e sono tutti lì per guardare negli occhi l’uomo che li ha rovinati.

Si dice che Maddoff abbia agito da solo. Con la collaborazione di pochi fidati amici. Si dice anche che sia stato aiutato. Dall’assenza di regole e di controlli. Dalla mancanza di conoscenza e informazione. Dal potere della speculazione e dei soldi. In un mercato “libero”, basato sulla politica del “lasciar fare”, come diagnosticato da Keynes già nel 1930,  “le menti migliori di Wall Street sono state di fatto rivolte verso scopi diversi”. E poco leciti.

Il sistema Maddoff passerà alla storia come il più spettacolare dei crac. Tanto che i suoi ex impiegati si sono messi a vendere su internet i gadget della società. Con 20 dollari ci si può aggiudicare una delle magliette che Bernie faceva stampare per i picnic sulla spiaggia di Montauk dove reclutava clienti.

(7 ottobre 2009)

Gialli.it

2 Risposte per “Il caso Maddoff, storia di un giallo
da 65 miliardi di dollari”

  1. gianni scrive:

    Sui mercati finanziari del mondo circolano ogni giorno più 1000 miliardi di dollari è tutto denaro virtuale,si è voluto colpire Madoff per dare il buon esempio ad usum cretini.Il flusso di denaro virtuale continua ancora come prima della crisi…..insomma ci prendono per i fondelli e noi siamo felici e contenti.

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