Basilicata. I Segreti di Castelmezzano

Basilicata. I Segreti di Castelmezzano

Dal 27 giugno e fino a 13 settembre sulle Dolomiti Lucane è aperta la stagione del Volo dell’Angelo.
Tagliare l’aria e volare come un uccello tra le dolomiti lucane. Si può. Dal 27 giugno fino al 13 settembre con un paio d’ali, appeso ad un cavo d’acciaio, l’uomo può godere delle bellezze della natura in un modo assolutamente innovativo ed immaginare, perché no, per una decina di minuti, di essere un uccello. O forse un angelo.

di CLAUDIA MIGLIORE

Poco dopo le otto e mezza. Di sera. Naturalmente. L’ora più bella in cui arrivare a Castelmezzano, un piccolo paese in provincia di Potenza con poco meno di un migliaio di abitanti, è dopo le 20.30. Magari di primavera. Perché è soprattutto in questa stagione che si scopre tutto quello che le sue case e i suoi colori possono raccontare. Perché è proprio in primavera che Castelmezzano racconta i suoi segreti. Svela il suo mistero.

La sera, quando tutte le luci accese proiettano il turista in un’altra dimensione temporale, alla nascita di Cristo, alle case dei presepi delle notti di Natale della nostra infanzia, quelle di cartapesta incastrate nelle rocce e in mezzo al muschio.

Le Dolomiti Lucane proteggono quelle case e quasi le nascondono rendendo Castelmezzano un paesino poco conosciuto e per questo molto misterioso.
Un mistero che ammanta le notti del visitatore e si svela lentamente di giorno, nelle effigi, nei simboli impressi nella pietra, nelle Chiese. E si scopre che quella posizione così riservata, che caratterizza Castelmezzano, l’ha resa luogo perfetto per i Templari.

Chi conosce la Basilicata e la sua storia, chi ha visitato i Sassi di Matera e gli altri paesi dell’entroterra può capire facilmente il motivo di questa scelta.

Classificato tra i 37 borghi più belli d’Italia, Castelmezzano ha origine nel X secolo come insediamento militare normanno per allontanare l’avanzata araba.
Le tracce di quell’insediamento si ritrovano nei resti della fortezza ed in quella scala di pietra che a guardarla da lontano sembra portare al cielo e sembra voler dire che qui, dietro questi gradini, tra queste rocce, ci sono delle storie che Castelmezzano vuole raccontare soprattutto a chi è appassionato di misteri e a voglia di ascoltarle.

La presenza dei templari qui è datata 1117. La si scopre in un effige, la si legge nello stemma del municipio nella lotta tra il bene e il male, si rivela evidentissima nella Chiesa di S. Maria dell’Olmo.

Una chiesa tutta da scoprire e visitare. Ad ogni angolo si ritrova un simbolo, una traccia del passaggio dei cavalieri.
Si comincia dagli esterni. Guardando l’olmo accanto a cui è stata edificata nel XII secolo la chiesa – il tempio come lo chiamano qui – simbolo della vita e pianta sacra ai templari. Scoprendo la croce templare nell’architrave e leoni, grifoni e rose rappresentate sopra l’ingresso.

Poi ci si addentra nel mistero. La Madonna con Bambino. La sfera da sempre considerata simbolo dell’etereo, del cielo, dell’aldilà, del tutto, che nell’iconografia è spesso nelle mani di Cristo, in questo caso è in mano a Maria. Una donna, una Dea, la Dea Madre, amata e venerata dai Templari, perché Colei in grado di donare la vita attraverso il proprio ventre, che non a caso diventa  per nove mesi una sfera perfetta.

E si scoprono i riti. Quello della Sacra Spina. Una delle spine della corona di Gesù portata dalla Terra Santa dai due cavalieri che parteciparono alle Crociate, e donata dalla ricca famiglia De Lerma. La spina è qui oggetto di culto, nella navata destra detta del purgatorio.

Si potrebbe andare avanti raccontando del miracolo della Madonna dell’Ascensione e di quello di San Rocco, ma la curiosità del visitatore deve entrare senza accompagnatori nelle strette viuzze del paesino, deve trasportarlo tra quei simboli e quelle leggende, deve coinvolgerlo in quell’atmosfera così irreale e suggestiva.

(14 luglio 2009)

Gialli.it

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