C’è un nuovo mistero che gira su internet e tra le pagine dei giornali on line. Soprattutto di quelli americani. Che fine ha fatto il corpo del re del soul, James Brown, morto a settantatre anni il giorno di Natale del 2006? Una figlia, LaRhonda Pettit, dice che il corpo del padre è sparito dal mausoleo dove era stato seppellito per impedire di accertarne la vera causa della morte. Un’altra figlia, assieme al Direttore del cimitero, affermano che non è possibile. Che James Brown è sempre li. E riposa in pace. Vero o falso che sia la rete si interroga e “Mr. Dynamite” fa scalpore anche dopo morto.
di CLAUDIA MIGLIORE
James Joseph Brown, Jr. nasce in una baracca nella campagna del South Carolina e la sua vita da subito non è come tante. Oggi la definiremmo “sopra le righe”, allora, negli anni 40-50, si poteva tranquillamente definire “maledetta”. A soli 10 anni James viene incaricato di procurare clienti per il bordello a cui il padre lo dà in “affidamento” dopo che entrambi sono stati abbandonati dalla moglie e madre. Ancora ragazzino comincia ad esibirsi nei locali, alternando gli spettacoli alle rapine e ai furti. A 16 anni viene arrestato per rapina a mano armata e sconta tre anni di reclusione nel riformatorio di Toccoa in Georgia. Probabilmente è la musica che lo salva, o forse solo un po’ di fortuna. Certo è che The Godfather of Soul con la sua voce e le sue canzoni ha cancellato la sua gioventù con un colpo di spugna. Ed è diventato un mito che a meno di quattro anni dalla sua morte fa ancora scalpore. E non per la sua musica.
La figlia illegittima e l’ombra sulla sua morte. Dov’è James Brown?
James Brown ha avuto nove figli legittimi dalle sue quattro mogli. Ma quelli illegittimi, o che si sono dichiarati tali, soprattutto dopo la sua morte, sono una dozzina. LaRhonda Pettit è una di queste anche se l’esame del DNA ne conferma la paternità al 99,9%. Ha 48 anni, è una ex hostess e sembra sia nata da una notte d’amore tra “Universal James” e una fan subito dopo un concerto. Erano gli anni 60. Lui, il re del Soul, non l’ha mai riconosciuta né l’ha resa beneficiaria del suo testamento. Forse sarà per questo o forse ci saranno altri motivi per cui LaRhonda oggi dichiara con certezza che il corpo del padre è sparito dalla cripta dove era stato collocato temporaneamente in attesa di essere trasferito in un mausoleo pubblico. Il motivo? Per impedire che lei, gettando un ragionevole dubbio sulle cause della morte di Brown, riuscisse a farlo riesumare per sottoporlo ad autopsia.
La morte del padre, secondo la Pettit è stata assolutamente misteriosa. Tutti sapevano che James Brown faceva uso di sostante illegali, che gli venivano somministrati antidolorifici e altri medicinali che combinati avrebbero potuto anche causarne la morte. Esisterebbero inoltre dei rapporti nei quali si legge che James Brown prima di morire sarebbe stato picchiato. Eppure non c’è stata autopsia. Nessuna indagine. Perché?
Il tumore alla prostata, la polmonite, l’attacco cardiaco non c’entrerebbero nulla con la sua morte che secondo la figlia potrebbe essere stata “provocata”.
James Brown ha lasciato un’eredità di oltre 130 milioni di euro solo a 6 dei 9 figli legittimi. Una cifra considerevole per quel giovane ragazzo che era costretto a rubare negli anni 40. Una cifra considerevole, per chiunque anche oggi, che potrebbe spiegare un omicidio come anche l’invenzione di un omicidio in realtà inesistente. Così oggi si legge, a pochi giorni dalla notizia precedente, che un’altra figlia di James Brown, Deanna Brown Thomas, assieme al direttore del cimitero, Charlie Reid, afferma che il padre è sempre lì, nel mausoleo di famiglia. Se fosse accaduto qualcosa, sarebbero stati avvertiti, se ne sarebbero accorti.
Ma dov’è la verità? Dove’è oggi James Brown? La rete se lo chiede con curiosità e insistenza. Nel giro di due giorni la notizia è finita su oltre 150 giornali web di tutta America. E adesso non ci resta che aspettare…
(21 marzo 2010)