Germania. Tranquilli… in banca c’è Robin Hood!

Germania. Tranquilli… in banca c’è Robin Hood!

Erica B., direttrice di una filiale della VR-Bank nei pressi di Bornheim, prospera cittadina a ovest di Bonn, è stata condannata a 22 mesi con la condizionale per aver sottratto fondi dai conti dei clienti più ricchi a vantaggio di quelli più poveri. La sessantaduenne Robin Hood, una vita dedicata al lavoro, ha avuto poche attenuanti. In fondo è una ladra.

di CLAUDIA MIGLIORE

Da bambini siamo stati abituati a vedere in Robin Hood un eroe, una leggenda. Colui che lottava contro un sistema dove la ricchezza era di pochi e rappresentava il potere. Colui che rubava ai ricchi e donava ai poveri. Nessuno ci ha mai detto che in fondo Robin Hood era pur sempre un ladro. Che quello che faceva non era giusto. Siamo cresciuti con questo mito. E oggi, nel 2009, diventati uomini e donne, in un periodo di profonda crisi economica, ci risulta veramente difficile condannare Erica B. moderna Robin Hood. Ma oggi, nel 2009, la democrazia, quella tedesca, ci dice, in barba a tutti i miti e a tutte le leggende, che Erica B. deve andare in galera. Per 22 mesi.

Una moderna Robin Hood
Non ha usato l’arco e le frecce, né misteriosi travestimenti, solo il computer e il suo ruolo di direttrice di banca. Erica deve aver pensato che proprio non era giusto che alcuni suoi clienti fossero costretti a chiudere i conti e a precipitare nella misera, quando qualcun altro i soldi li aveva e forse non si sarebbe accorto di un ammanco temporaneo.

E’ così che nella filiale di della VR Bank presso Bornheim vicino Bonn sono cominciati degli strani movimenti bancari. I clienti poveri con forte bisogno di denaro ma non in possesso delle credenziali e garanzie necessarie per ottenere fidi o crediti cominciano ad avere fidi e scoperti assolutamente sproporzionati alle loro possibilità economiche. Erica non doveva far altro che spostare  i soldi dai conti dei clienti ricchi.

Con questo sistema è riuscita ad aiutare i suoi clienti poveri per 7,6 milioni di euro. Doveva essere uno spostamento temporaneo. Il tempo che i clienti poveri rientrassero dello scoperto o del fido e bonificava di nuovo i soldi sui conti dei legittimi proprietari. Ma Erica non ha fatto i conti con la crisi e mentre in un primo momento il sistema funzionava alla grande, improvvisamente i soldi hanno cominciato a sparire anche dai conti dei clienti poveri. Senza nessuna possibilità di restituirli. E 1,1 milioni di euro sono svaniti al vento per sempre.

La sentenza
Erika non ha tratto alcun vantaggio personale dalla sua azione. Il suo unico obiettivo era aiutare delle persone bisognose. Non sappiamo il suo intervento quante persone abbia aiutato e forse il giudice Susann Ulbert non se lo sarà chiesto mentre avrà ritenuto che, nonostante tutte le attenuanti, per la giustizia dovesse contare il danno finanziario recato ai clienti della banca.

Erika è stata condannata a 22 mesi con la condizionale. Ha perso il lavoro di una vita e la posizione che occupava dal 1990. Vive con una pensione di appena 1000 euro lordi mensili. Ha dovuto vendere case e polizze-vita per restituire il maltolto. Ma nella piccola frazione di Bornheim, dove lavorava e dove tutti conoscono tutti, i suoi millecinquecento abitanti la considerano già una leggenda.

Ma forse il prezzo che ha pagato per diventarlo è stato troppo alto.

(26 novembre 2009)

Gialli.it

1 Risposta per “Germania. Tranquilli… in banca c’è Robin Hood!”

  1. gabriele Gatti scrive:

    Cara Claudia,
    quello della signora Erica è stata una notizia che da subito mi ha colpito, nella mattinata sono stato in banca e ho appreso dal mio direttore (che è anche un mia amico oltretutto) che la mia banca, cassa di risparmio oltretutto, mi fa pagare 1040 euro di competenze a trimestre per il mio fido temporaneo di 20000 euro (e questo non è un furto?), con il quale io ci lavoro. Molte altre volte quando si sentono notizie brutte si avrebbe la voglia di fare qualcosa ma a volte per svogliatezza, a volte non si sa nemmeno perchè non si fa niente e ci facciamo travolgere dal passare del tempo sperando che quelli che rubano si possano ingozzare, e portare, in un giorno fatidico, i loro soldi insieme, come facevano i faraoni, che oggi li ritroviamo nello stesso posto dove si sono fatti seppellire, con i loro averi, migliaia di anni fa. Come vedi non gli è servito a niente, perchè quei tesori sono stati sempre lì, e oggi li riportano alla luce stecchiti come dei baccalà. Ora io più passa il tempo e più la mia convinzione che le varie religione siano frutto di sveltoni ingordi di potere hanno messo in giro, ma spero che qualcosa esista perche tanta violenza un domani dopo il fatidico giorno non passi impunita sarebbe una vera grande beffa visto che siamo stati fatti “a sua immagine e somiglianza” ma a sua immagine e somiglianza di chi? Di erica o degli altri che l’hanno condannata? Ora io dico che la signora in questione non può e non deve essere lasciata sola perchè non sia fatto vano un sogno io dal canto mio per quello che posso vorrei aprire una sottoscrizione a favore della signora perchè tanta bontà merita di avere un riconoscimento e non mi basta dirle grazie quindi cercherò di contattarla e poi aprirò una sottoscrizione volontaria a suo favore perchè ella abbia un riconoscimento popolare tangibile.

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