Chiunque si imbatta nel tentativo di ricostruire le vicende relative agli ultimi giorni di Caravaggio, viene sommerso da una serie di dichiarazioni non confermate, contraddizioni e smentite.
Tutto ciò che riguarda la vita del pittore è avvolto nel mistero e quelle poche certezze biografiche che sono citate nei libri di storia, cadono come castelli di carte.
E’ nato a Caravaggio. Non è vero, è nato a Milano. E’ morto a Porto Ercole, non ci sono prove e conferme. O meglio, un documento che ne attesta la morte nella città dell’Argentario ci sarebbe, ma chi l’ha autenticato? Conferme, smentite, dichiarazioni vaghe. Nel 1956 sempre a Porto Ercole sarebbe stata trovata la tomba del pittore, che sarebbe stata traslata nella chiesa di Sant’Erasmo, un epigrafe tombale lo confermerebbe, peccato che l’epigrafe sia sparita.
E poi, un prete che si trincera nella sua chiesa, quella di Sant’Erasmo e non permette di far visionare il presunto atto di morte. Perché? Caravaggio forse è un personaggio scomodo, troppo eccentrico e scandaloso per essere seppellito in una chiesa di un piccolo centro sulle coste toscane?
I libri di storia dichiarano che Michelangelo Merisi da Caravaggio, il celebre pittore dalla vita violenta e scandalosa, è morto a Porto Ercole il 18 luglio del 1610.
Tale notizia fu diffusa da Gentile Diodato, il nunzio pontificio che scrisse a Scipione Borghese citando questo come il luogo dell’ultimo respiro di colui che è considerato il più grande innovatore della pittura di fine cinquecento.
Il racconto che Gentile fa degli ultimi giorni, è una sequenza alquanto inverosimile di fatti poco chiari: il pittore sarebbe partito da Napoli a bordo di una feluca diretto a Roma, ma a Palo sarebbe stato arrestato e poi sarebbe giunto via terra a Porto Ercole, che è situata ben oltre la capitale. Da qui nasce lo scetticismo degli storici che continuano a cercare notizie plausibili che confermino questa ipotesi.
Ora, però, le notizie sulla presenza e sulla morte di Merisi a Porto Ercole sembrano trovare qualche riscontro interessante. Giovanna Anastasia e Giuseppe La Fauci avrebbero rinvenuto il documento che attesta la morte del pittore nell’ospedale di Santa Maria Ausiliatrice a Porto Ercole. E sono anche convinti che nella chiesa di Sant’Erasmo si nasconderebbe la tomba del pittore maledetto. Gialli.it dedica un’intera pagina al Mistero Caravaggio.
(1 luglio 2009)
La storia non si fa sui “se”, sui “ma”, sulle ipotesi, ma su fatti veri e concreti, oggettivamente chiari e documentati e sorretti da solide prove. In mancanza siamo nel terreno delle belle parole, ma che restano tali, e suonano vuote alle nostre orecchie.