Roma, 1 apr. (Adnkronos/Ign) – Sarà il pubblico ministero Diana De Martino a esaminare e a decidere dell’accoglimento dell’istanza con la quale l’avvocato Stefano Maccioni, coordinatore nazionale di “Giustizia per i diritti”, e la criminologa Simona Ruffini hanno chiesto il 27 marzo scorso alla procura di Roma di riaprire il caso Pasolini. Lo scrittore fu ucciso all’Idroscalo di Ostia nella notte fra l’1 e il 2 novembre del 1975 da Pino Pelosi, che per quel delitto ha scontato una pena definitiva.
Dossier 01.* IDROSCALO DI OSTIA
Vittima: Pier Paolo Pasolini
Età: 53 anni
Luogo di morte: Idroscalo di Ostia
Data di morte: 2 novembre 1975
Modalità: percosse e investimento con l’auto
Movente: legittima difesa
Assassino: Piero Pelosi (17 anni) detto “La rana”
GLI EVENTI
2 Novembre 1975
L’alba. All’idroscalo di Ostia viene ritrovato il corpo sfigurato ed irriconoscibile di Pier Paolo Pasolini. Gli è scoppiato il cuore. Cinque ore prima la sua auto, una Alfa Romeo GT 2000, viene fermata dalla polizia in corsa contromano con a bordo un ragazzo di diciassette anni. Piero Pelosi. Il giovane di strada, che si guadagna da vivere vendendo il proprio corpo, confessa subito di aver ucciso Pasolini per legittima difesa, dopo una violenta colluttazione a seguito di un tentativo dello scrittore di sodomizzarlo. La scena del delitto non viene delimitata né isolata. Il campo di calcio dove è avvenuto il massacro continua ad essere utilizzato dai ragazzini la stessa mattina. Mentre il corpo è ancora a terra. L’auto non viene considerata una fonte di prove. L’impronta di sangue sul cofano e sulle gomme, gli oggetti trovati all’interno, niente viene e verrà mai preso in considerazione. Il veicolo resterà in pieno inverno e per mesi all’aperto sotto la pioggia per poi essere trasferito nei garage della polizia con la fiancata danneggiata.
26 aprile 1976
La sentenza di primo grado emessa dal Giudice Alfredo Carlo Moro, fratello dell’allora presidente della Democrazia Cristiana, è sbigativa: “Dagli atti emerge in modo imponente la prova che quella notte all’Idroscalo Pelosi non era solo”.
26 aprile 1979
La Corte di Cassazione si esprime in modo definitivo: Pelosi è colpevole. Omicidio volontario. Nove anni. Pelosi ne sconterà soltanto sette, uscendo in semilibertà.
7 maggio 2005
In una trasmissione televisiva, “Ombre sul Giallo” condotta da Franca Leosini, Pelosi, che ha quarantasette anni, confessa che Pasolini lui “non lo ha nemmeno toccato”.
“Ero uscito dall’auto per fare pipì – dice – e tre sconosciuti avevano approfittato per fare uscire dalla macchina anche Pasolini riempendolo di botte”. Il caso si riapre ma rapidamente si arena nelle sabbie mobili della memoria di Pelosi, che prova a vendere al miglior offerente le sue verità nascoste.
2 aprile 2009
La Procura di Roma riapre il caso Pasolini e chiede che sui reperti conservati nel museo criminologico di Roma, le scarpe acquistate da “Ramirez”, l’anello con pietra rossa e la scritta con ”United States Army” trovata a una cinquantina di metri dal luogo del delitto, vengano sottoposti a perizia con i nuovi mezzi a disposizione della scientifica.
* scheda a cura di CLAUDIA MIGLIORE
(30 giugno 2009)
Spero davvero che finalmente si faccia luce sui veri colpevoli….Sono sempre convinto che fu un delitto di stato…Comunque vedremo.