A novembre di quest’anno, dopo oltre un secolo dall’avvio della sua costruzione, la Sagrada Familia, il gioiello e la disperazione del geniale architetto spagnolo Antoni Plàcid Guillem Gaudì, il simbolo di Barcellona e della Catalogna, verrà consacrata da Papa Benedetto XVI. Iniziata nel 1882, oggi si può dire che è terminata al 60%. Ma tanto basta per renderla utilizzabile. Inutile aspettare. Perché probabilmente la Sagrada Familia non avrà mai fine. Fa parte del suo fascino. Un fascino ed un mistero che hanno favorito la nascita di una leggenda. Una leggenda metropolitana.
di CLAUDIA MIGLIORE
“La Sagrada Familia è un’opera che è nelle mani di Dio e nella volontà del popolo”. Così ne parlò Antoni Gaudì, “l’architetto di Dio”, negli anni che dedicò alla sua costruzione, nei 40 anni in cui la progettò e ne riuscì a realizzare solo una parte, sapendo probabilmente che quel simbolo cristiano, vanto e gloria della Catalogna, non avrebbe mai avuto fine. E forse non aveva tutti i torti considerando che il “Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia”, questo il suo nome completo, dopo 128 anni, è ancora lì, in alcune parti completo, in altre monco, ma splendido e suggestivo proprio per questo. Misterioso forse anche un po’ maledetto. Già. Perché sono diverse le circostanze che ruotano intorno alla storia della Sagrada Familia. A partire dalla strana morte del suo costruttore, finito sotto un tram mentre passeggiava per Barcellona, alla fortuita sparizione dei progetti, agli strani e numerosi simboli che caratterizzano la basilica. Sono tante le circostanze che hanno contribuito a creare il mistero. Ma è bastato un fumetto a far nascere la leggenda. Come se tutti i tasselli di quel misterioso mosaico fossero andati a posto in un solo momento, con il numero n.121 di Martin Mistere.
Martin Mistere n.121. Tutto comincia con un fumetto
Barcellona 1882. Ad Antoni Gaudi viene affidata la costruzione della basilica cattolica della Sagrada Familia. Gaudì la progetta avendo come riferimento le cattedrali gotiche a cui aggiunge la sua creatività e il suo estro nelle torri che sembrano dei termitai, nei suoi simboli mistici, nelle tre facciate della natività, della passione e della gloria. Il progetto è così minuzioso e ambizioso che Gaudì non riuscirà a terminarlo morendo nel 1926 investito da un tram. Una fatalità. Forse.
Barcellona 18 luglio 1836. Le truppe militari guidate dal generale Francisco Franco pronunciano l’Alzamineto, ovvero il Colpo di Stato. Non riconoscono il Parlamento liberamente eletto dai cittadini spagnoli, dando il via ad una sanguinosa guerra civile. I franchisti da un lato, i repubblicani dall’altro. Dopo soli due giorni, il 20 luglio del 1936, in piena guerra, un gruppo d’azione forse anarchico dà fuoco allo studio di Antoni Gaudì, bruciando per sempre i progetti originali della Sagrada Familia. Apparentemente senza un motivo logico. Forse.
Tutto sembra assolutamente casuale. Fino al 1992. Quando Alfredo Castelli autore di Martin Mistere, nell’episodio 121, ambienta la storia in un paesino nel sud della Francia, regno del mistero e patria della leggenda per eccellenza, quella sul Santo Graal. Si tratta di Rennes Le Chateau e qui Gaudì va a trovare l’abate Berenger Sauniere che gli confessa un terribile segreto a causa del quale l’architetto morirà dopo poco.
Un fumetto, nulla di più. Una storia inventata, come lo stesso Castelli dichiarerà in seguito. Ma tanto basta per diffondere la leggenda. Tanto basta per mettere insieme fatti, avvenimenti, circostanze. E tutto improvvisamente sembra chiaro. La Sagrada Familia, esattamente come la chiesa di Rennes, conserva un segreto, simboli esoterici a testimoniare la possibile discendenza di Gesù. Una discedenza di sangue portata avanti da Maria Maddalena rappresentata da una delle 18 torri della basilica. E vengono fuori anche testimoni che asseriscono di aver letto in un epistolario dell’esistenza di un oggetto nascosto in una cripta segreta che non compare nei progetti ufficiali. Forse è tutto vero e Gaudì da quell’incontro ha portato via qualcosa, un’eredità importante e pesante nascosta tra le mura incomplete della Sagrada Famiglia. E poco importa se Antoni Gaudì ha lasciato la Spagna solo per andare a Majorca, se non ha mai incontrato Berenger Sauniere e se la Sagrada Familia non contiene simbologie esoteriche ma solo simbologie cristiane. Una leggenda è una leggenda e quella basilica è talmente bella e misteriosa…
(10 marzo 2010)
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