Caravaggio. Il mistero della morte diventa un giallo
che fa litigare esperti e Università

Caravaggio. Il mistero della morte diventa un giallo <br /> che fa litigare esperti e Università

Mentre il team coordinato dal Comitato Nazionale per la salvaguardia dei beni storici, culturali e ambientali  prosegue con le indagini che a breve resituiranno i risultati dell’esame del DNA sui due scheletri isolati, gli esperti del pittore sono in fermento e si combattono a colpi di carta stampata, di accuse e smentite. L’atto di morte di Caravaggio è falso dichiara Silvano Vinceti.  Ma Pino La Fauci non è della stessa opinione. E intanto Vincenzo Pacelli nella conferenza tenuta il 15 maggio scorso ad Orbetello continua a sostenere la teoria del complotto.

di CLAUDIA MIGLIORE

Giovanna Anastasia. Pino La Fauci. Silvano Vinceti. Giorgio Gruppioni. Vincenzo Pacelli. Alessandro Ferrini. Sono solo alcuni dei nomi che nell’ultimo anno hanno riempito le pagine dei giornali nel tentativo di risolvere un mistero. Cosa è accaduto nel 1610 a Michelangelo Merisi da Caravaggio?  Nell’anno dell’anniversario della morte, a pochi giorni dalla fatidica data, 18 maggio 1610, crollano tutte le certezze. Ma proviamo ad andare con ordine.

I documenti, i fatti e le molteplici ipotesi
E’ nel 2001 che Giovanna Anastasia, archeologa e ricercatrice, insieme all’archietetto Pino La Fauci, rinviene l’atto di morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio in un libro dei conti del 1656. “A li 18 luglio 1609 nello ospitale di S. Maria Ausiliatrice muore Michel Angelo Merisi da Caravaggio, dipintore, per malattia”. Poche parole che aprono uno spiraglio di certezze sul mistero più grande della storia dell’arte italiana. Proprio all’avvicinarsi dei 400 anni dalla morte. Come una porta socchiusa che viene spalancata da un vento impetuoso. Il vento della verità. A tutti i costi.

E’ lei infatti, l’archeologa, che dà il la alle ricerche, alle prime ricerche, in quattrocento anni, dei resti del “dipintore”. E’ lei che in pochi mesi riesce a scatenare esperti, giornali e televisione. E’ lei che solletica l’interesse di chi per mestiere fa il cacciatore di antichi misteri.

Ed è così che a dicembre dello scorso anno il team costituito da quattro Università italiane e il Comitato Nazionale per la salvaguardia dei beni storici, culturali e ambientali avvia ufficialmente e con grande risonanza le ricerche dei resti di Caravaggio. Nel cimitero di S. Sebastiano a Porto Ercole. Proprio lì dove l’atto dichiara che Caravaggio sia morto, proprio lì dove diverse lettere, tra cui quella più accreditata del Vicerè di Napoli, lasciano sospettare che Caravaggio sia stato sepolto.

A gennaio di quest’anno è Pino La Fauci a parlare. Architetto di Porto Ercole. Studioso e appassionato di Caravaggio. Lui, che ha addirittura progettato il monumento al Merisi che si trova in paese, parla dalle pagine dei giornali locali e conferma, sulla base di raccolte documentali, che Caravaggio è morto a Porto Ercole.  L’atto di morte, quello ritrovato da Giovanna Anastasia, è stato redatto dallo scrivano dell’ospedale in tre copie, per il sacerdote, per l’amministratore spagnolo di giustizia (Porto Ercole era presidio spagnolo n.d.r), per la marchesa Costanza Colonna. Ulteriori dichiarazioni e lettere dell’epoca confermano questo dato.

Ma qualche giorno fa è Silvano Vinceti che riprende la “prima scena” sui giornali. L’atto di morte è un falso. Sul Libro dei Morti della Parrocchia di Porto Ercole la morte di Caravaggio non risulta trascritta. “L’Ospitale S. Maria Ausiliatrice” non è mai esistito. Non ce n’è traccia in nessun documento dell’epoca. La carte del foglio ritrovato nel 2001 è del seicento, ma l’inchiostro è del novecento. Luogo e data di morte del pittore in un attimo sono stati cancellati dalla sua biografia. O meglio, per il team di ricerca solo la data è cancellata, mentre sul luogo loro continuano a non avere dubbi.

Intanto è di pochi giorni fa una ipotesi inedita dello storico Alessandro Ferrini secondo il quale Caravaggio, che era sbarcato a Porto Ercole nel luglio del 1610, non sarebbe morto nell’ospedale di Santa Maria Ausiliatrice, bensì nel Forte, dove c’era il quartier generale spagnolo, dopo essere stato derubato e sequestrato dagli spagnoli su ordine del viceré di Napoli. E il suo corpo sarebbe stato sepolto in gran segreto nella cappella.  I ricercatori hanno ispezionato la cappella e la chiesetta del Forte con un georadar che ha individuato la presenza di “un oggetto”.  Gli spagnoli avrebbero intercettato la feluca con il pittore e lo avrebbero trattenuto al Forte, dove poi sarebbe morto. Silvano Vinceti ritiene l’ipotesi plausibile. Ma allora i resti su cui stanno conducendo le indagini, quei due in particolare che sono morti tra i 37 e i 45 anni, quell’unico che ha dimostrato di essere compatibile con l’epoca della morte del pittore. Quello, allora, chi è?

Il mistero continua ad essere fitto. Anzi ancora più fitto. E intanto Vincenzo Pacelli, nella Conferenza tenuta ad Orbetello il 15 maggio scorso, ripropone la sua teoria secondo cui l’artista non sarebbe morto per cause “naturali” ma sarebbe rimasto vittima di una feroce vendetta portata a termine in maniera spietata. La lettura attenta dei documenti del tempo fa nascere molti dubbi sul “come” e sul “dove“ Caravaggio sia morte. E tutti i torti il professore non li ha se lo studio degli stessi documenti porta gli studiosi a formulare ipotesi a volte anche molto distanti tra loro. Staremo a vedere cosa accade, certi che fino al 18 luglio se ne sentiranno delle belle.

(21 maggio 2010)

Gialli.it

1 Risposta per “Caravaggio. Il mistero della morte diventa un giallo
che fa litigare esperti e Università”

  1. leggere su portoercole.org.
    Negli anni del Caravaggio, a Roma, esisteva una forma di notiziario diplomatico quotidiano che si chiamava “Avviso di Roma”.
    Gli ‘Avvisi’ erano trasmessi dall’Urbe ogni mercoledì.
    Il 28 luglio 1610 venne diramato da Roma il seguente ‘Avviso’:
    “Si è hauto avviso della morte di Michel Angelo Caravaggio pittore famoso, et eccellentissimo nel colorire, et ritrarre dal naturale, seguita di suo male in Port’Ercole”.
    ( Biblioteca Apostolica Vaticana, Borg. lat. 1078, Avvisi, f. 537).
    Caravaggio è morto a Porto Ercole, senza verifiche cartacee e ossee.
    Questo deve interessare. Ci sono elucubrazioni e fatti vissuti. Notizie e favole.

Lascia un Commento

Pubblicità

Newsletter

diretto da Ciro Sabatino

Collegati / sviluppo software - editore