Atlantide distrutta da uno tzunami. L’ultima verità

Atlantide distrutta da uno tzunami. L’ultima verità

Torna alla ribalta Atlantide. La leggendaria città sarebbe stata distrutta e sommersa da uno tsunami. La notizia ha fatto il giro del mondo e intanto c’è chi ha cominciato a scavare cercando le tracce dell’antica civiltà scomparsa in Andalusia, proprio nei pressi delle colonne d’Ercole, unico indizio lasciatoci dai racconti di Platone.

di MICHELA ASCIONE

Il mito di Atlantide non tramonta. L’hanno cercata esploratori, archeologi, sognatori ognuno con la sua teoria. C’è chi la ritiene solo una favola inventata da Platone, chi riconosce nei suoi racconti l’eco di antiche tradizioni orali; c’è chi la ubica a Santorini, o nell’oceano Atlantico, oppure nella Azzorre, chi a Malta, nelle Canarie, addirittura nelle Americhe o nell’Antartide.
Ma su un aspetto sembrano tutti concordi: la mitica civiltà sarebbe stata distrutta da uno tsunami, un enorme onda anomala provocata da un terrificante terremoto che ne avrebbe inesorabilmente cancellato le tracce. Lo afferma Rainer Kuehne, uno studioso tedesco dell’università di Wuppertal che da anni è sulle tracce dell’antica civiltà.
Le due tesi più accreditate sull’ubicazione di Atlantide vedono al momento come principali candidate Santorini e le coste Andaluse di Donana.
Nel 1950 il professor Spyridon Marinatos elaborò un’interessante teoria, sostenendo che il mito di Atlantide non sarebbe altro che una deformata versione della improvvisa scomparsa della civiltà Minoica che ebbe fine intorno al 1450 a.C. La causa è da rintracciare nell’esplosione del vulcano dell’isola di Thera, l’attuale Santorini, che a seguito dello sprofondamento parziale dell’isola e di ripetuti terremoti, avrebbe provocato terrificanti tsunami che avrebbero annientato un’ intera civiltà.
Kuehne è invece, insieme a Werner Wickboldt, il maggior sostenitore della tesi che identifica Atlantide con Tartessos sulle coste andaluse della Spagna.

L’Andalusia la candidata del momento
Il professor Kuehne ha ottenuto il permesso per cominciare gli scavi sulla costa dell’Andalusia alla ricerca della misteriosa città di Tartessos, che egli ritiene essere la mitica Atlantide. Nel 2004 attraverso immagini satallitari messe a disposizione dalla NASA e da Eurosat ha individuato, ancora interrate, due strutture rettangolari e sei concentriche, inserite l’una nell’altra. La corrispondenza tra le strutture individuate e le descrizioni fatte nel Timeo di Platone, ha immediatamente acceso le speranze di poter identificare tali reperti come resti dell’antica civiltà scomparsa.
Unica discordanza è che il sito dove Kuhne ha individuato la sua Atlantide non si trova sommerso dal mare ma nelle attuali maremme di Hinojos, tra il fiume Guadalquivir e Donana, un’ area naturale protetta.
Kuehne spiega che il termine isola era anche utilizzato dai greci come sinonimo di zona costiera, e ipotizza che, tra 800 e il 500 a.C., un’inondazione dovuta ad un maremoto abbia sommerso la zona, che solo lentamente con il ritiro graduale delle acque, sia diventata paludosa. Un’ulteriore prova a favore di tale tesi, sarebbe la presenza di numerose miniere di rame sui monti della Sierra Morena che coinciderebbe con la descrizione di Platone.

Nascita del mito di Atlantide
La prima menzione di Atlantide si trova nel Timeo di Platone, dove si racconta  di come Solone, durante un suo viaggio in Egitto, venne a conoscenza di una antica civiltà, scomparsa nel 9000 a.C, che abitava una grande isola-continente situata oltre le colonne d’Ercole.
Secondo i sacerdoti egiziani che ne tramandano il ricordo, Atlantide sarebbe stata una civiltà molto evoluta e potente, con tendenze espansioniste, che governava, una vasta parte dei territori nord africani fino all’Italia. L’unica potenza a tenerle testa sarebbe stata Atene, dopo una tremenda battaglia con la città attica, si verificò un devastante cataclisma che fece inabissare in un solo giorno il continente in mare.
Platone continua il suo racconto nel celebre dialogo di Crizia dove descrive più in dettaglio Atlantide. L’autore greco sottolinea l’origine divina della monarchia che reggeva l’isola che era divisa in dieci zone ciascuna retta da un figlio di Poseidone e dai loro discendenti.
Atlantide era costituita da una collina circondata da canali concentrici alternati a strisce di terra, comunicanti con ponti. I suoi abitanti possedevano una elaborata cultura e lavoravano con maestria il rame e l’oricalco.
Molti ritengono che il mito di Atlantide sia solo una finzione letteraria elaborata da Platone come esempio di civiltà ideale. E se veramente fosse esistita? Perché non continuare a sognare e immaginare che l’archeologia possa ancora restituirci splendidi resti del passato?

(2 settembre 2009)

Gialli.it

2 Risposte per “Atlantide distrutta da uno tzunami. L’ultima verità”

  1. gianfranco scrive:

    penso che il mito di Atlantide sia sicuramente collegato alla scomparsa di Santorini la cui esistenza era precedente alla civiltà minoica e questo è dimostrato dagli scavi di Akrotiri.Per quanto riguarda la sua stessa scomparsa Santorini era un isola di forma concentrica al cui interno c’era un vulcano la cui eruzione ha completamente distrutta un isola che oggi ha una forma di quarto di luna sottile.è un’isola bellissima…visitatela…………..
    Gianfranco A.

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