MOAG. Benvenuti al Museo Americano dei Gangster!

MOAG. Benvenuti al Museo Americano dei Gangster!

Il 7 marzo 2010 a Manhattan apre uno dei musei più intriganti e contro corrente della storia della cultura newyorkese. Il MOAG, Museum of the American Gangster. Perché il recupero della storia cittadina deve necessariamente passare per il suo pezzo più importante e discusso. Dal 7 marzo 2010 sarà possibile aprire una porta, pagare 10 dollari e trovarsi catapultati nel proibizionismo, dentro la malavita americana. E mentre il MOAG apre i battenti c’è già chi ha deciso di fargli concorrenza dalle strade di Little Italy.

di CLAUDIA MIGLIORE

Il luogo è il Theater 80 a St. Marks Place. Storico teatro dell’East Village a ridosso di Manhattan nato sulle ceneri di un ex bar clandestino gestito dalla mafia ucraina dove un giovane e non ancora famoso Frank Sinatra si esibiva come cantante-cameriere.
Il tempo è il ventennio dopo la prima guerra mondiale. Quello passato alla storia come il periodo del “probizionismo”.
I personaggi sono tanti e famosi. Li abbiamo conosciuti attraverso il cinema, la letteratura, i documentari. Sono i mobster, come vengono definiti in slang newyorkese, i gangster americani, quelli passati alla storia per furti, omicidi, contrabbando. Quelli diventati leggenda. Nel bene e nel male.
Le storie raccontate sono proprio le loro, quelle delle loro vite. Le storie pubbliche e le storie private.

Il MOAG, Museum of the American Gangster, è tutto questo e il suo direttore, Eric Ferrara, storico del crimine e scrittore, promette che non verrà mitizzato il crimine ma semplicemente raccontati i fatti con l’obiettivo di mostrare il ruolo del crimine nella formazione della cultura e della tradizioni di New York e degli Stati Uniti. Ed è quello che si legge sulla home page del sito del museo.

Le mostre. I New York Mob Tour e John “Cha Cha” Ciarcia
Il museo aprirà il 7 marzo con alcune mostre dedicate a Lucky Luciano, alla storia delle armi, alla storia della cinematografia dedicata ai gangster.

Una delle più suggestive è sicuramente quella dedicata alla leggenda del tesoro di Walter Scheib il gangster ucraino-americano che nascose 2 milioni di dollari derivanti dalle sue attività illegali nei sotterranei del suo “speakeasy” – come veniva chiamato il locale dove si mangiava, beveva, intratteneva il cliente e dove illegalmente si vendevano alcolici – che aveva sede proprio al numero 80 di St. Marks Place. Così i più curiosi possono attraversare oltre 80 anni di storia entrando nelle stanze segrete del  Theatre 80 e scoprendo le casseforti all’interno delle quali, durante i lavori di restauro, sono stati rivenuti i 2 milioni di dollari, i giornali con i quali venivano incartate le mazzette di dollari, le bottiglie di birra del proibizionismo e perfino le ossa dei cadaveri nascosti nei sotterranei.

Le guide del museo offrono anche tour organizzati nei quartieri degli immigrati italiani e ebrei e nei luoghi significativi della storia del crimine.

Ma c’è già un’agguerrita concorrenza che rivendica la titolarità delle origini della malavita newyorkese. Si tratta di John “Cha Cha” Ciarcia attore protagonista di due serie dei Sopranos, impresario di boxe, padrone di un noto ristorante italiano e “sindaco non ufficiale di Little Italy” come si può leggere sul suo sito ufficiale. Un tipino niente male “Cha Cha” che dalle pagine del quotidiano New York Press fa sapere che la vera malavita è nata a Little Italy e non altrove.

Così, per far arrivare la sua voce più in là di quanto possono fare i giornali e perché i veri uomini d’onore non fanno chiacchiere ma fatti, “Cha Cha” ha deciso di aprire un suo “business” in concorrenza. Proprio dal mese di marzo partiranno dalle porte del suo ristorante  -  per i turisti è previsto uno sconto speciale del 20% sul menù  -  i suoi New York Mob Tour nei luoghi della storia e del cinema criminale. Dalle location di Donnie Brasco a quelle di Scarface, alla casa di Lucky Luciano. Ovviamente c’è libertà di scelta ma “Cha Cha” riesce ad essere molto convincente e con il suo faccione campeggia sul sito web dei New York City Mob Tour accompagnato dal sottotolo: “Le scarpe di cemento non passano mai di moda”. Sarà una minaccia o un tuffo nella storia passata?

(24 febbraio 2010)

Gialli.it

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